Ucraina: quando la guerra non è sul campo di calcio

Situazione drammatica in Ucraina, paese che rischia di essere ridotto in macerie in seguito alla guerra civile che vede contrapposte le forze locali contro le milizie filo-sovietiche che rivendicano l’indipendenza di alcuni territori a forte influenza etnica russa.

Ed il calcio, ovviamente, passa in secondo piano; tuttavia la federazione ucraina ha intenzione di far riprendere regolarmente il torneo nazionale il prossimo 28 febbraio, con squadre come lo Shakhtar Donetsk costrette a trasferirsi in zone più tranquille del paese.

Tuttavia ad aver creato scalpore è stata la dichiarazione di Igor Surkis, presidente della Dinamo Kiev:  “Se la situazione dovesse richiederlo, anche i miei giocatori si arruoleranno e combatteranno contro le milizie filo-russe. Noi ci auguriamo non ce ne sia il bisogno, perché la nostra prima missione è quella di giocare per dare un segnale positivo ai tifosi, promuovendo la pace e la tranquillità nel nostro paese”.

Telefono in campo: pronto? Si, sto giocando!

Continua la moda del cellulare sul terreno di gioco durante una partita di calcio e stavolta addirittura è un calciatore nel pieno svolgimento delle sue funzioni. Arriva dall’Ucraina questo filmato che mostra un calciatore del team ucraino Energy, che milita nella seconda divisione nazionale, parlare tranquillamente al telefono nel match contro l’Olympic, disputatosi al Makarov Memorial in Kiev.

http://youtu.be/4lFXjvL-Pn8

Il ct Deschamps: usiamo la fantasia per battere l’Ucraina

Sconfitta per 2-0 in Ucraina venerdì scorso, la Francia guidata dall’ex juventino Didier Deschamps dovrà compiere una grande prestazioni per ribaltare il punteggio e staccare il biglietto per il Brasile. Ma lo stesso ct francese individua le chiavi di volta nella genialità dei giocatori: “Dobbiamo fare una grande prestazione e qualificarci. Per ribaltare questa situazione serviranno indubbiamente estro e fantasia. Siamo stati sorpresi da una squadra che ha giocato al massimo delle proprie potenzialità mentre noi abbiamo giocato in modo mediocre. Siamo ora totalmente concentrati sulla gara di ritorno”.

In merito alle statistiche, negli incontri casalinghi contro l’ex repubblica sovietica, i “galletti” vantano un bilancio di due vittorie, per 1-0 (2004) e 2-0 (2007) ed un pareggio a reti bianche nel 1999, anno del primo confronto assoluto fra le due nazionali.

Shakhtar – Juventus: i precedenti

La sfida con lo Shakhtar presenta diverse curiosità sotto l’aspetto puramente statistico: un solo precedente viaggio dei bianconeri in Ucraina quando nell’edizione della Coppa Uefa 1976/77, poi vinta dalla Juventus in finale contro l’Athletic Bilbao, i neroarancio sconfissero la squadra di Trapattoni per 1-0 con gol di Starukhin, ma non bastò agli allora sovietici in quanto i bianconeri avevano vinto con un secco 3-0 in casa all’andata.
Otto, sono, invece, le sfide sin qui disputate dallo Shaktar in casa contro una squadra italiana, con un bilancio sicuramente positivo per il nostro calcio: 5 vittorie e 3 sconfitte. La prima squadra italiana a battere gli ucraini fu il Vicenza di Guidolin nella stagione 1997/98 di Coppa delle Coppe: i veneti vinsero per 3-1 con doppietta di Luiso e goal di Beghetto.

La Juventus, invece ha giocato altre due partite europee in Ucraina e sempre contro la Dinamo Kiev, vincendo sia nella stagione 97/98 sia in quella 2002/03. Nelle due stagione citate la squadra bianconera è sempre arrivata in finale, ma non ha mai vinto il titolo, perdendo contro Borussia Dortmund e Milan.
Nei confronti del tecnico romeno Lucescu la Juventus vanta precedenti favorevoli in campionato: in 10 gare disputate 4 vittorie dei bianconeri, 5 pareggi e una sola sconfitta, un Brescia – Juventus del 1993 conclusosi 2-0 per i lombardi.

Sheva , dopo il fallimento in politica verso un futuro da mister?

Come ha ripoortaato l’ANSA nelle ultime ore Il presidente della Federcalcio ucraina, Anatoli Konkov, ha offerto ad Andriy Shevchenko la panchina della nazionale ucraina. Sheva, 36 anni e Pallone d’Oro 2004, ha lasciato il calcio subito dopo Euro 2012, dove ha indossato la fascia di capitano dell’Ucraina, per candidarsi al Parlamento, ma il suo partito ‘Avanti Ucraina!’ ha raccolto l’1,6% dei voti, rimanendo lontano dalla soglia di sbarramento del 5%. Shevchenko vanta 111 presenze con la maglia dell’Ucraina e più di 300 gol in carriera.

Sheva non come Berlusconi: flop alle politiche in Ucraina

Probabilmente non entrerà nemmeno in Parlamento dopo le elezioni politiche che si sono tenute nella giornata di domenica. Dai primi exit – poll infatti Andriy Shevchenko ha ottenuto un misero 1,6% che, inferiore alla soglia di sbarramento del 5%, lo esclude dall’ingresso a Kyev nel palazzo parlamentare.

Rimanendo sempre in ambito sportivo, grande successo per l’altro grande sportivo in corsa, il pugile Vitali Klitschko, che con la sua formazione Udar, attualmente all’opposizione, si attesta al 14,7 % e diventa il terzo partito della repubblica ex-sovietica.

Sheva: basta calcio, entro in politica

Bandiera del Milan e della nazionale ucraina, Andriy Shevchenko ha deciso di dire addio alla carriera calcistica ed entrare in politica. Ha comunicato la decisione in un intervista pubblicata sul sito internet della sua ultima squadra la Dinamo Kiev, con la quale aveva ancora un anno di contratto.

Shevchenko aderirà al partito «Avanti Ucraina!» guidato da Nataliya Korolevska, uscita dal partito di opposizione dell’ex primo ministro Yulia Tymoshenko. «Ho scelto la formazione di Nataliya Korolevska perché è il partito del futuro, un partito di giovani leader» ha detto l’ex centravanti del Milan, annunciando il suo impegno nel settore sociale e nello sport.

L’attaccante ucraino lascia il calcio dopo aver militato in Milan, Chelsea e Dinamo Kiev; curioso il fatto che ha fatto ritorno sempre per una seconda volta nelle tre squadre in cui ha giocato in carriera.

L’arbitro Kassai ammette: “Ho sbagliato”.

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Ieri il sito internet della Federcalcio ungherese ha reso note le scuse dell’arbitro Viktor Kassai, in merito al goal-fantasma durante Inghilterra-Ucraina. Il direttore di gara, rispedito a casa dall’Uefa, ammette di aver rivisto le immagini della partita e di essersi reso conto dell’errore commesso. ‘”Il nostro lavoro è spietato – osserva – possiamo prendere 99 decisioni giuste, ma il primo errore puo’ essere letale”. Il quasi 37enne fischietto magiaro teme inoltre di non essere, da qui in avanti, considerato affidabile in prospettiva del prossimo Mondiale, che si disputerà in Brasile nel 2014.
Intanto Michel Platini continua a dirsi contrario all’uso della tecnologia applicata al pallone. Misteri dello sport più affascinante del Mondo. 

Iniesta come Oliver Atton?

Diverse sono le immagini che provengono dai matches disputati dalla Spagna in questa prima fase di Euro 2012 in cui si vede il piccolo centrocampista Iniesta, motorino inesauribile degli iberici e del Barcellona, attorniato da 4-5 avversari mentre prova a dare avvio alla manovra della sua squadra.

Sembra di ricordare il cartone animato della serie televisiva Holly e Benji, l’unico che vedeva il gioco del calcio protagonista, in cui il personaggio di Oliver Atton riusciva a districarsi da una selva di gambe avversarie in modi impensabili.

Quando la realtà supera la finzione.

E se Toto’ lasciasse per davvero?


Scalpore hanno creato le dichiarazioni dell’attaccante dell’Udinese Antonio Di Natale rilasciate nel ritiro di Coverciano con la nazionale di Prandelli.

Il cannoniere ai vertici ormai da qualche anno delle classifiche dei bomber in Italia dice di avere un pensiero ricorrente negli ultimi tempi ed annuncia che nonostante il contratto con la squadra fiuliana lo leghi ancora per un’altra stagione, dopo il mese di giugno dedicato agli europei, potrebbe lasciare definitivamente il calcio. 
Nel frattempo da battaglia ai suoi compagni di reparto nel club Italia, ci tiene all’occasione della rassegna europea per dimostrare il suo valore, che sarà la terza nella sua carriera, Balotelli e Cassano sono avvertiti.

Gli addii annunciati non sono peraltro cosa nuova nel club bianconero, visto che mister Guidolin, subito dopo aver conseguito l’ammissione ai preliminari di Champions, aveva dichiarato che non era in grado di confermare il proprio impegno sulla panchina a causa di una tensione accentuatasi nell’ultimo campionato.
Adesso a Patron Pozzo tocca il compito di sbrogliare la matassa, il miracolo Udinese non può terminare ora.