Supercoppa Italiana: Juve – Napoli garantisce tante reti

Due i precedenti in Supercoppa Italiana fra Juventus e Napoli: in entrambi in matches il totale delle reti segnate è stato di 6, con le vittorie divise una per parte.

Il primo settembre del 1990 allo stadio San Paolo di Napoli, gli azzurri guidati da Maradona e con Alberto Bigon in panchina, travolsero i bianconeri del neo acquisto Roberto Baggio, fresco reduce dalle notti mondiali assieme a Totò Schillaci e con il bresciano Maifredi come tecnico, per 5-1.

Ventidue anni più tardi ( 2012), nello scenario di Pechino dello stadio Nido d’Uccello, sede dei Giochi Olimpici, la Juventus si prese la rivincita sconfiggendo dopo i tempi supplementari il Napoli per 4-2.

I due tabellini

1° settembre 1990, Napoli                                                                                             NAPOLI-JUVENTUS 5-1                                                                                                   NAPOLI: Galli G., Ferrara, Francini, Crippa (80′ Rizzardi), Baroni, Corradini, De Napoli, Alemao, Careca, Maradona, Silenzi (80′Mauro). Allenatore Bigon                           JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Bonetti (46′ De Marchi), Galia, Julio Cesar, De Agostini, Haessler (46′ Fortunato), Marocchi, Casiraghi, Baggio, Schillaci. Allenatore Maifredi MARCATORI: 9′ Silenzi, 21′ Careca, 39′ R. Baggio (J), 43′ Crippa, 45′ Silenzi, 72′ Careca ARBITRO: Longhi

11 agosto 2012 , Pechino                                                                                                 JUVENTUS-NAPOLI 4-2  d.t.s.
JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Bonucci, Lucio; Lichtsteiner (89′ Padoin), Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri (46′ Vucinic), Giovinco (113′ Giaccherini) (a disp. Storari, Marrone, De Ceglie, Quagliarella). All. Conte (Carrera in panchina)                               NAPOLI: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro (62′ Fernández), Britos; Maggio, Behrami, Inler (106′ Dossena), Hamsik (67′ Gargano), Zuniga; Pandev; Cavani (a disp. Rosati, Aronica, Insigne, Vargas). All. Mazzarri

Arbitro Mazzoleni di Bergamo; assistenti Faverani e Stefani, quarto uomo Bergonzi, arbitri d’area Rizzoli e Tagliavento)
Marcatori: 27′ Cavani (N), 37′ Asamoah (N), 41′ Pandev (N), 73′ rig. Vidal (J), 97′ aut. Maggio (N), 101′ Vucinic (J)                                                                                     Ammoniti: Britos, Cannavaro, Behrami, Cavani, Zuñiga (N), Giovinco, Bonucci (J)
Espulsi: 85′ Pandev (N), 90’+3′ Zuñiga (N)

Ed ora dove puo’ arrivare il Boemo?


Mai alla guida di almeno una delle tre grandi d’Italia, il terno secco con cui poter aspirare ad una vittoria del campionato o di una coppa europea ed entrare nell’Olimpo dei vincenti.
Osteggiato dall’ambiente, o forse è meglio dire, ostacolato, per colpa (o merito) della sua volontà di dialogare sui temi caldi, quelli che danno fastidio a tanti.

Ha compiuto miracoli in diverse squadre, Licata promosso in C1, a Messina lancia Schillaci in prima squadra , a Foggia illumina con il trio delle meraviglie Signori – Baiano – Rambaudi. Sicuramente ha nel suo DNA la capacità di scoprire i giovani e lanciarli senza paura, come a Lecce VucinicBojinov.
Quest’anno a Pescara un altro trio fantastico viene lanciato senza alcuna paura, super offensivo Insigne – Immobile – Verratti e nelle ultime partite emerge anche Caprari, proveniente in prestito dalla Roma.

La prossima stagione dove spegnerà le sue sigarette?
Ecco intanto, aspettando di conoscere il suo futuro, le dichiarazioni del mister boemo ieri dopo la partita di Genova.

Zeman felice: «E’ un bellissimo momento per i ragazzi, i tifosi, la dirigenza e la città. Ce la siamo meritata. Io voglio sempre ottenere il massimo, questi ragazzi hanno talento e hanno fatto vedere quel che valgono». 

Il presidente Sebastiani. «Quando Zeman mi ha chiesto un premio solo per la promozione diretta pensavo avesse bevuto, ma aveva ragione lui. Se resterà a Pescara? Spero proprio di sì. Il mister merita la A. E’ un maestro e deve allenare in A».

Siparietto Zeman-presidente. Sul discorso rinnovo il boemo dice: «Oggi festeggiamo la promozione, ringrazio tutti quelli che mi hanno permesso di lavorare al meglio. Per il futuro vedremo: prima facciamo un po’ di festa. Poi ne parliamo. Io a Pescara sono stato benissimo e oggi non ho motivo di andare via». Interviene il presidente: «E’ stato benissimo e può continuare a stare benissimo con noi».