Fra Galatasaray e Schalke finisce in parità

Istanbul, stadio “Turk Telekom Arena” – Mercoledì 20 febbraio 2013, ore 20:45

GALATASARAY-SCHALKE 04 1-1 (12′ Yilmaz, 45′ Jones)

Galatasaray (4-4-2): Muslera; Sarioglu(84′ Bulut), S. Kaya, Nounkeu, Riera; H. Altintop(66′ Eboue), Inan, Felipe Melo, Sneijder(56′ Amrabat); Ylmazt, Drogba. All.: Terim.

Schalke (4-2-3-1): Hildebrand; Howedes, Matip, Matip, Kolasinac; Jones, Neustadter; Farfan, Draxler(84′ Barnetta), Bastos; Huntelaar(75′ Pukki). All.: Keller.

Ammoniti: 17′ Muslera, 35′ Jones, 48′ Amrabat, 68′ Nounkeu, 78′ Kolasinac, 87′ Hoger, 90′ Inan.
Espulsi:nessuno

Arbitro: Collum (Scozia).

Via ai lavori per il cimitero dei tifosi dello Schalke

Il tifo oltre la vita. Perché la fede per i propri colori non si può estinguere nemmeno di fronte alla morte. E’ questo il pensiero di Ender Ulupinar, ex giocatore delle giovanili dello Schalke04, che ha pensato ad un progetto singolare: costruire a circa un chilometro dalla Veltins-Arena un cimitero dedicato ai supporters della squadra di Gelsenkirchen. Idea bizzarra, ma tutt’altro che macabra. Lo stesso Ulupinar ha spiegato infatti di aver già ricevuto centinaia di richieste di informazioni e prenotazioni. L’area è di 4mila metri quadrati e potrà contenere fino a 1904 tombe, esattamente come l’anno di fondazione del club.

La Fiorentina mette gli occhi su Huntelaar

L’onta subita nel caso estivo firmato Berbatov non è ancora stata lavata via, nemmeno dal brillante avvio di campionato. Così l’orgoglio viola punta ancora lo sguardo all’estero.

E’ La Nazione ad anticipare quale potrebbe essere la mossa principale   della Fiorentina nel prossimo mercato invernale: Pradè ci sta perdendo il sonno e lavora alacremente per portare in maglia gigliata  Klaas-Jan Huntelaar, attaccante olandese in scadenza con lo Schalke 04. In effetti lo stesso Pradè ci aveva fatto un pensierino in estate, prima di trovarsi irretito dal mistero bulgaro.

Ad oggi trapela che i contatti con il club tedesco sono interrotti, ma non in maniera netta; lo stallo è dovuto al tentennamento dei dirigenti biancoblu, che vogliono valutare con attenzione le possibili offerte per la punta orange.

Dopo il flop dell’esperienza italiana con il Milan, Huntelaar si è riscattato  in Bundesliga, collezionando dal 2010 63 presenze e 40 reti. Il club toscano, che nell’ultima sessione di mercato ha tentato di tappare le falle dell’attacco con il redivivo Luca Toni (comunque insufficiente per dare quella prolificità tanto agognata da Montella), farebbe il classico “tredici” riuscendo ad ingaggiare il 29enne dei Paesi Bassi.

come lui nessuno mai

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Non parla che qualche parola di tedesco, eppure il compagno di squadra Fuchs non ha difficoltà ad intendere quello che gli sta dicendo, mentre rientrano a centrocampo dopo il momentaneo 1-1. Minuto 22’, Gelsenkirchen, quarti di finale, Europa League: lui segna ma non esulta, si preoccupa di dare disposizioni e rimbrottare i compagni, è l’allenatore in campo e si esprime in castillano.

Si scrive Raùl Gonzàlez Blanco, si pronuncia semplicemente Raùl, si legge Leggenda.

Al minuto 59’, sempre ieri sera, sempre Gelsenkirchen, il numero 7 dello Schalke 04 ha giustamente esultato: perché la rete sanciva il 2-1, perché è stata una pennellata mancina e volante di straordinaria fattura, perché è stato il sigillo numero 76 nelle competizioni Uefa (il più vicino è Pippo Inzaghi, 70 centri), l’ennesima perla di una carriera lunghissima e a testa alta. A fine gara però non sorrideva granchè, la sua squadra è uscita sconfitta.

Lui è così, che sia allenamento, gara ufficiale o calcio tennis con gli amici, il sussurro della vittoria è troppo intenso per non ascoltarlo.

La sua storia ha inizio dalla squadra del quartiere San Cristòbal de Los Angeles, periferia della capitale Madrid in cui nasce il 27 giugno del 1977; per poter far parte degli Alevin (l’equivalente dei nostri pulcini) falsifica il suo primo cartellino, usando un nome inventato – Dani – e modificando la propria età.

Lui è così, il pallone è un richiamo antico e profondo, da assecondare ad ogni costo.

Milita tre stagioni nel San Cristòbal e a 13 anni, nel 1990, passa all’Atletico Madrid grazie all’insistenza del padre Pedro, grande tifoso dei Colchoneros, che lo convince a firmare. Raùl è forte, si impone all’attenzione di tutti con 146 presenze e 67 reti, ma il presidente Gil sopprime le giovanili a causa di un profondo dissesto finanziario della società in riva al Manzanarre; in agguato c’è già quella maglia che diventerà presto la sua seconda pelle: inizia la storia d’amore tra il ragazzo di periferia e il Real Madrid.

Nelle giovanili delle merengues esplode, arrivando alla strabiliante cifra di 180 marcature in 83 gare, 125 delle quali in campionato. Lui è così, il goal è il vero fluido vitale che gli scorre dentro, impossibile non andargli dietro.

Il 29 ottobre 1994 arriva l’esordio con la prima squadra e anche se Raùl ha poco più di 17 anni la personalità è già quella di un leader, gli basta una settimana per realizzare il primo centro nella Liga, il 5 novembre contro il Real Saragozza. Meno di un anno dopo, giunge anche il momento di assaggiare il palcoscenico più prestigioso per una squadra di club, la Champions League e un mese più tardi, il giovane talento della cantera madridista si toglie la prima soddisfazione internazionale con la rete al Ferencvaros. Quasi vent’anni dopo le sue marcature nella competizione sono 71 in 144 incontri e la voglia di stupire e non mollare è intatta come allora. Lo dimostra l’essere emigrato in Germania, alla corte dello Schalke, contro il parere un po’ disgustato di tanti calciofili o sedicenti tali: “non si ambienterà”, “lo fa solo per soldi”, “è vecchio”. Che bello poter dire che si sono sbagliati, di grosso anche.

Per quelli che amano le statistiche o che sono troppo piccoli per essersi goduti il suo percorso sin dagli albori, diremo brevemente che con la maglia del Real ha vinto 3 Coppe dei Campioni, 2 Intercontinentali, 6 Liga e ha totalizzato 741 presenze per 323 reti, risultando Pichichi nel 1999 e nel 2001; aggiungeremo che complessivamente nel massimo campionato spagnolo ha messo insieme 550 gettoni gonfiando la rete 228 volte (record ancora imbattuto, ma Messi è dietro la curva) e servendo i compagni in 83 occasioni vincenti. E’ il secondo marcatore di sempre della sua Nazionale, 44 goal (solo Villa meglio di lui con 51).

Per gli amanti del fair play sottolineeremo che non è mai stato espulso; per quelli che trovano ingiusto il metro con cui si giudica un giocatore, ricorderemo che non ha mai vinto il Pallone d’Oro – è arrivato secondo nel 2001.

Infine, per gli “addicted to gossip”, inquadreremo la sua famiglia: una moglie ex modella di nome Mamen Sanz, 5 figli, nessun grillo per la testa se non quel pallone da spingere nelle porte avversarie.

Perché lui è così davvero, semplice e carismatico, leader che gioca per gli altri, uomo vero, rappresentante di un calcio romantico e in via di estinzione.

Come te, Raùl Gonzalez Blanco, pochi altri ci hanno fatto innamorare di questo sport un po’ assurdo e controverso, ma terribilmente poetico.

Come voi, nessuno mai.

Che Bilbao! Che Raul! L’Europa League diverte e resta incerta

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La sorella meno nobile della Champions League diverte con goal spettacolari e risultati incerti, se si eccettua la gara tra Schalke 04 e Athletic Bilbao. Tre gare su quattro terminano sul 2-1 casalingo, lasciando i bookmakers ed i tifosi con il portafoglio pronto ed il fiato sospeso, in vista dei return match in programma tra sei giorni.

AZ Alkmaar – Valencia 2-1. Gli olandesi giustizieri dell’Udinese nei sedicesimi si aggiudicano l’andata di questo quarto di finale contro gli spagnoli, che tuttavia non sono tagliati fuori grazie alla rete segnata in trasferta. Il vantaggio iniziale è siglato dall’AZ Alkmaar con lo splendido piatto mancino al volo di Holman, allo scadere della prima frazione; risponde Topal ad inizio ripresa, rimettendo subito in parità una gara frizzante ed equilibrata. A dieci minuti dal termine la stoccata di Martens riporta in vantaggio i padroni di casa, ma il 2-1 parziale non può lasciare tranquilli gli uomini di Verbeek in vista del ritorno al Mestalla.

Atletico Madrid – Hannover 96 2-1. Anche i Colchoneros di Simeone non possono considerare in tasca la semifinale, dopo il risultato con minimo scarto e rete subita, anche se l’Atletico dimostra di essere più in palla dei tedeschi. La partita  inizia infatti benissimo per gli spagnoli che sbloccano dopo nove minuti con Falcao, abile nell’anticipare il portiere sugli sviluppi di una punizione battuta dalla trequarti. Poco prima dell’intervallo arriva però il pareggio di Diouf, lesto nello sfruttare un’incertezza della retroguardia spagnola; è poi Salvio a mettere la firma sul 2-1 finale, quando allo scadere, con un destro morbido e preciso dal limite dell’area, piazza la sfera all’incrocio dei pali. Restano favoriti i madrileni, ma i giochi sono apertissimi.

Schalke 04 – Athletic Bilbao 2-4. Nel calcio niente è scontato fino al fischio finale, ma ci sbilanciamo a favore degli uomini del “loco” Bielsa, dopo la travolgente vittoria di Gelsenkirchen: tra le quattro squadre a contendersi il titolo continentale, ci saranno i baschi. Sblocca l’arcigno Llorente a metà del primo tempo, con un tap-in che sfrutta gli scarsi fondamentali del portiere di casa, a cui risponde due minuti più tardi l’eterno Raùl con una rete di rapina a pochi centimetri dal primo palo. Nella ripresa è ancora l’intramontabile ex Galactico a portare in vantaggio i suoi con un sinistro al volo di rara bellezza; ma gli autoctoni di Spagna non mollano e in un quarto d’ora ne infilano tre: ancora Llorente, di testa su calcio d’angolo, De Marcos dopo una respinta corta ed infine Muniain, al termine di un contropiede da stropicciare gli occhi.

Sporting Lisbona – Metalist 2-1. Sprecano e si rammaricano i portoghesi: in doppio vantaggio grazie alle reti di Izmailov e Insua (punizione furba e rasoterra) nella prima parte del secondo tempo, i lusitani subiscono la rete del 2-1 proprio allo scadere, su calcio di rigore trasformato da Xavier. Gli ucraini non molleranno l’osso, specie tra le mura amiche.

Alkmaar – Valencia 2-1: 45′  Holman (A); 51’ Topal (V); 79’ Martens (A)

Atletico Madrid – Hannover 96 2-1: 9′ Falcao (A); 38′ Diouf (H); 89’ Salvio (A)

Schalke 04 – Athletic Bilbao 2-4: 28’e 65’ Llorente (A) 22′ e 59’ Raul (S); 81’ De Marcos (A); 90’+ 3’ Muniain (A)

Sporting Lisbona – Metalist 2-1: 51’ Izmailov (S); 64’ Insua (S); 90’ Xavier (rig.) (M)