Corini: salvezza e poi un futuro importante?

Saggio vuole mostrarsi Eugenio Corini, a dispetto del suo soprannome con cui veniva chiamato quando si trovava in mezzo al campo a gestire le squadre in cui ha militato. Ed una volta passato a dirigere dalla panchina, si è mostrato tecnico abile a lavorare in silenzio, senza troppi proclami.

Ecco dunque che , con il Chievo ormai indirizzato verso una tranquilla salvezza  non si mostra spavaldo ma pensa solo e soltanto la match di sabato 30 marzo contro il Milan: «Al momento ho in testa solo il Milan e di fare più punti possibili da qui alla fine della stagione – ha detto al tg gialloblu – Non ci vogliamo affatto fermare anche perché la matematica non dice ancora che siamo salvi. Sono assolutamente tranquillo e ad oggi soddisfatto del lavoro svolto. La società farà le proprie valutazioni e insieme parleremo e decideremo».

Palermo crede ancora alla serie A, parola del ds Perinetti

Parole di circostanza o di effettiva fiducia nell’ambiente? Per il ds Perinetti, intervistato dal quotidiano Repubblica, la Serie A non può perdere una piazza come quella di palermo ed attraverso le sue parole esterna il pensiero di un ambiente che ha dimostrato negli anni di saper lottare per i traguardi importanti: «Salvezza? Io ci credo perché è doveroso. Dobbiamo mantenere la tensione alta e mettere pressione ai nostri avversari ed essere in agguato qualora gli altri dovessero fare un passo falso. Adesso c’è la sosta e abbiamo quindici giorni per prepararci e recuperare giocatori come Miccoli, Dossena e Barreto. Sannino? La squadra ha capito cosa vuole il mister. Con tutto il rispetto per gli altri allenatori Sannino aveva visto lungo a inizio stagione e sapeva cosa ci attendeva. Il suo essere diretto e schietto è stato male interpretato e qualcuno ha pensato che si stesse arrendendo. Mercato? Non parliamone perché è una cosa che non ho fatto io, con Lo Monaco siamo incompatibili.»

Sannino: per me è solo la quarta giornata

Rientro alla base per Giuseppe Sannino da Ottaviano che, dopo l’esperienza felice di Siena, salvezza conquistata con un mese di anticipo, era sceso nella calda Sicilia per tentare il salto definitivo della carriera., conscio dei rischi assunti diventando un diventando del presidentissimo Maurizio Zamparini.

E dopo l’esonero di Gasperini, è stato richiamato dal patron friulano e da buon collaboratore, fedele ai doveri professionali, è sceso a Palermo per tentare la salvezza disperata del club rosanero. Così con sarcasmo, ai taccuini del giornalista di Repubblica che lo ha intervistato , ha risposto: «Io sono molto fatalista. Credo che tutto quello che ho fatto nella mia carriera l’ho fatto anche con una buona dose di fortuna e che in tutto ci sia un disegno del buon Dio. Del resto, nessuno avrebbe potuto immaginare che sarei tornato sulla panchina del Palermo adesso che mancano dieci partite dalla fine anche se per me questa è la quarta giornata».

Zamparini: col Genoa è cruciale

Il presidente Maurizio Zamparini ha voluto fare dichiarazioni importanti in vista del match casalingo di domenica prossima contro il Genoa, che sarà sicuramente determinante in vista della rincorsa disperata verso la salvezza che il club rosanero sta sostenendo dall’inizio del campionato.

«E’ un momento cruciale per la mia storia nel Palermo ma questo club non è mio ma della città e dei suoi tifosi, abbiamo bisogno dell’energia positiva di chi ci crede, chiedo aiuto alla gente palermitana in questa fase delicata. La società rimarrà sempre, anche quando io me ne andrò, questo si deve capire, sto lavorando insieme a Leoluca Orlando per portare in Sicilia gli arabi, sarà l’ultimo regalo che farò alla squadra. Imputo alla mia dirigenza la mancata preparazione di due gare decisive contro Atalanta e Pescara, poi abbiamo perso tanti punti nei minuti finali per colpa nostra e non per sfortuna. Contro il Genoa il gruppo deve dare l’anima in campo, ci sono uomini veri in rosa, tra cui Miccoli che ritorna in attacco. Resterà con noi a vita, stiamo lavorando per prolungare di due anni il contratto, senza di lui non possiamo salvarci. I liguri sono in ripresa e verranno per vincere, noi dobbiamo affrontarli come se partissimo da 0-3, è una sfida cruciale della stagione. Ho fissato un premio per la salvezza a dimostrazione che noi chiediamo qualcosa in cambio di altro ma non credo che i soldi faranno impegnare maggiormente i calciatori, le motivazioni già ci sono, tocca solo trasmetterle nei novanta minuti».

Catania sogna l’Europa, prima però servono i 50 punti

Pablo Alvarez, difensore argentino del Catania, intervistato dal quotidiano La Sicilia, ha fissato gli obiettivi degli etnei a breve scadenza: «Dobbiamo arrivare al più presto a 50 punti. Mi sembra che i tempi siano maturi per alzare l’asticella. Questa squadra ha le possibilità per farlo. Di certo c’è che siamo una grande squadra, un bel gruppo e che lo dimostriamo ogni domenica. Noi sappiamo di essere sulla buona strada. Adesso dobbiamo continuare così, lottare tanto e proseguire in questo cammino. Ovvio che è importante vincere senza non prendere gol: aumenta la fiducia e si lavora meglio».

Palermo -Sampdoria : salterà una panchina?

Match dai sapori che potrebbero rivelarsi amari per uno dei due allenatori quello delle 12.30 al Barbera fra Palermo e Sampdoria, entrambe  alla disperata ricerca di punti per salvarsi e salvare i propri allenatori. I rosanero, attualmente al penultimo posto, saranno sicuramente  privi del loro bomber Miccoli, ai box per un problema di affaticamento muscolare e dunque occasione determinante per Ilicic che negli ultimi mesi ha perso totalmente la via della porta con Brienza che proverà ad illuminare in cabina di regia.

Sulla sponda blucerchiata Ferrara, con 6 sconfitte consecutive sul groppone, ha perso Maxi Lopez per un mese e mezzo, operato al ginocchio per cui l’asse sudamericano Eder – Juan Antonio sarà determinante.

Nei precedenti matches, bilancio favorevole ai rosanero con 10 vittorie, 7 i pareggi mentre solo 3 le vittorie targate Samp, l’ultima nel torneo 2007/08 per 2-0.

Palermo (3-4-2-1): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Rios, Bertolo; Ilicic, Brienza; Dybala.
A disp.: Benussi, Brichetto, Pisano,Aquino, Milanovic, Labrin, Kurtic, Viola, Zahavi, Giorgi, Budan. All.:Gasperini
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Hernandez, Donati, Cetto, Miccoli, Mantovani
Sampdoria (4-4-2): Romero; De Silvestri, Rossini, Gastaldello, Castellini; Munari, Maresca, Obiang, Estigarribia; Eder, Icardi.
A disp.: Berni, Falcone, Mustafi, Costa, Poulsen, Soriano, Tissone, Renan, Juan Antonio, Savic. All.:Ferrara
Squalificati: Da Costa (fino al 18/11)
Indisponibili: Pozzi, Berardi, Maxi Lopez, Poli

Serie A in campo. Battaglie per scudetto, Champions e salvezza

corsa_scudetto
Il turno infrasettimanale di stasera sarà caldissimo su tre fronti: scudetto, terzo posto e salvezza. Dopo i due anticipi di ieri (zero a zero tra Chievo e Roma, Napoli vittorioso 2 a 0 sul Palermo), alle 20.45 sono in programma 7 sfide, mentre domani Parma-Inter chiuderà la 36° giornata.

Volata scudetto. La Juve capolista ospita il Lecce, a caccia disperatamente di punti salvezza, mentre il Milan riceve a San Siro l’Atalanta, che senza i 6 punti di penalizzazione sarebbe a soli 3 punti dalla zona Champions. I bianconeri hanno a diposizione il primo match ball: in caso di vittoria e di eventuale sconfitta del Milan, gli uomini di Conte sarebbero campioni d’Italia a due giornate dal termine. La Juve arriva da 8 vittorie consecutive condite da numeri impressionanti: 23 gol segnati e 1 solo subito. Vale a dire una media a partita di 2,87 gol. Il Milan, però, grazie al ritrovato Boateng, non vuole mollare la presa sulla capolista, come dimostrano i 4 gol rifilati domenica al Siena. Dopo la gara di stasera il calendario prevede domenica un bollente Inter-Milan e Cagliari-Juventus (a Trieste), mentre all’ultima giornata sono in programma Milan-Novara e Juve-Atalanta.

Bagarre per un posto in Champions. Traffico intenso per riuscire a staccare il biglietto che vale il preliminare Champions. Quattro le squadre coinvolte, un solo posto disponibile. Il Napoli, che sembra aver trovato la brillantezza dei giorni migliori, ieri ha archiviato la pratica Palermo grazie alle reti di Cavani (su rigore) e Hamsik. I partenopei sono così saliti a quota 58 punti, ma stasera Lazio e Udinese (entrambe a 55 punti) hanno la possibilità di raggiungere in classifica i ragazzi di Mazzarri. I biancocelesti ospitano il Siena mentre l’Udinese farà visita ad un Cesena già retrocesso. Domani spazio all’Inter (55 punti) che andrà a Parma prima di tuffarsi in un finale di campionato assai intenso: la stracittadina contro il Milan e la trasferta in casa Lazio domenica 13 maggio.
 
Testa a testa per la salvezza. Anche in coda i conti sono più aperti che mai. Con il Cesena già retrocesso e il Novara che potrebbe dire addio alla A questa sera a Firenze, la battaglia è tra il Genoa (che ospita il Cagliari sul neutro di Brescia) e il Lecce, che farà visita allo Juventus Stadium con mister Cosmi che (causa squalifica) vedrà la partita dalla tribuna. Un testa a testa che, molto probabilmente, proseguirà fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.
 
A completare il quadro della 36° giornata Catania-Bologna, due squadre già ampiamente salve che quest’anno hanno mostrato sprazzi di bel calcio.

Febbre a 40 per il titolo

Milan-Juventus

Allegri e Conte devono pensare alla salvezza. No, non è uno scherzo, visto che la corsa per lo scudetto si spalma su 6 turni tutti da decifrare.

Sulla carta sembra leggermente favorita la Juventus: affronterà in trasferta Cesena e Novara, ormai quasi condannate, e Cagliari, a -2 dalla famigerata quota 40. Le prime due sono appese ad un filo sottile, difficile possano tenere testa ai bianconeri, mentre i sardi potrebbero presentarsi tra tre giornate con la tranquillità dell’obbiettivo raggiunto.

Più insidiosa invece la gara interna in cui affronterà il Lecce, sia perché gli uomini di Cosmi sono in un ottimo momento psicofisico (vedi la rimonta di mercoledì a Catania, nei minuti finali) sia per i singoli talenti in grado di far male a chiunque (leggi Muriel, Cuadrado, Di Michele).

Resta l’Atalanta, già praticamente salva, alla 38esima: remota l’eventualità di sorprese.

Il Milan dal canto suo affronterà 4 partite tra le mura amiche, benché questo dato sia diventato marginale dopo il Ko subito dalla Fiorentina; il Genoa allo sbando si presenterà sabato a San Siro nelle vesti di vittima sacrificale, ma attenzione al precedente sopra citato. Nelle altre tre sfide si alterneranno Bologna, Atalanta e Novara all’ultima: vale il discorso fatto per Del Piero & C., con la variante emiliana.

I ragazzi di Pioli sono nella situazione dei bergamaschi, ma tradizionalmente da Milano non se ne vanno quasi mai a mani vuote.

Ostica sarà invece la trasferta di Siena, a meno di una salvezza anticipata nelle prossime due partite per Sannino; ad ogni modo Destro e soci non stenderanno il tappeto rosso per i campioni d’Italia uscenti.

Infine resta un’incognita per entrambe le formazioni in lotta per il campionato: il derby per il Milan, da sempre una tripla non codificabile a priori, e la Roma per la Juve, avversaria storica ed imprevedibile.

A Torino sono ottimisti per il virtuale +2 sul diavolo (a parità di punti, valgono gli scontri diretti, favorevoli alla zebra) nonché per la mentalità vincente inculcata da Conte e per il gioco espresso, nettamente migliore rispetto a quello del Milan. Allegri deve ancora fronteggiare l’emergenza infortuni, inclusa la possibilità che Boateng abbia già chiuso la stagione a causa di una presunta pubalgia; in più il tecnico toscano non può non essere conscio che i suoi siano sulle gambe e che Ibra stia ancora risentendo della delusione europea – si profilano mal di pancia all’orizzonte.

Potrà davvero accadere tutto ed il suo contrario, ma non mancheranno le emozioni forti.