Amarcord: Milan – Napoli 1987-88

Stagione 1987/88, è la stagione del primo grande trionfo del Milan del presidente Berlusconi. Alla ripresa del campionato dopo le festività natalizie il 3 gennaio 1988, Milan e Napoli si incontrano a San Siro con i partenopei in testa con 21 punti mentre i rossoneri si trovano a 5 lunghezze.

MILAN – NAPOLI 4-1 
Reti: 10′ Careca, 19′ An. Colombo, 24′ Virdis, 73′ Gullit, 78′ Donadoni

MILAN: G. Galli, Tassotti, P. Maldini, An. Colombo, F. Galli, Baresi II, Donadoni, Ancelotti, Virdis, Gullit (82′ Massaro), Evani (85′ Bortolazzi) – All.: Sacchi
NAPOLI: Garella, Ferrara, Francini, Bagni, M. Ferrario (75′ Bigliardi), Renica, Careca, De Napoli, Giordano, Maradona, Filardi (75′ Sola) – All.: O. Bianchi
Arbitro: Agnolin

Sacchi difende il Milan: i tifosi dimenticano le molte vittorie

Seppure non appartenga più da anni alla società rossonera, Arrigo Sacchi si sente ancora molto uomo – Milan e dopo l’inopinata sconfitta casalinga contro un Parma sempre più formato Europa, preceduta dalla contestazione della Curva Sud avvenuta fuori dallo stadio di San Siro, il tecnico romagnolo ha voluto prendere la parola a difesa della dirigenza milanista nel corso della trasmissione radiofonica Radio anch’io sport di Radio Rai : “La domanda che bisogna porsi, il giorno dopo il tonfo casalingo del Milan contro il Parma, è una: perchè la tifoseria si arroga il diritto di contestare la squadra e una dirigenza protagonista di una cavalcata di oltre 25 anni? Se si contesta il club che ha vinto di più negli ultimi anni, qualcosa non va. Lo dico con dispiacere, da persona molto amata dai fan del Milan“.

Sacchi alla radio: “Il calcio italiano non è pronto per i giovani”

 

Arrigo Sacchi, coordinatore tecnico delle Nazionali azzurre dall’under 21 alla 16, ha le idee chiare: non è un Paese per giovani il nostro, calcisticamente parlando.

Il Vate di Fusignano è intervenuto in radio nel programma di Raffaele Auriemma “Si gonfia la rete”, in onda sulle frequenze di Radio Crc , ed ha fatto una disamina oggettiva e cruda sulla politica dei nostri club rispetto ai talenti emergenti: “Il campionato italiano non è adatto ai giovani perchè la prudenza è al vertice del giro; il calcio non è mai un aspetto continuativo: è evidente quindi che in questo contesto i ragazzi, che hanno bisogno di far crescere la loro personalità, si trovino a disagio. Dopo la prima partita disputata, noto sempre di più che cominciano a scomparire perchè il nostro sistema non permette loro di scendere in campo con una certa continuità. Poi è ovvio, ci sono delle eccezioni. Alcuni allenatori, che hanno coraggio, cercano di fare un gioco che sia adatto agli atleti emergenti e quindi costruttivo e positivo”.

Pone quindi l’attenzione su due di questi: “Mazzarri e Zeman sono due grandi tecnici, diversi tra loro. Uno, (Mazzarri) pratica un calcio con un’energia notevole, l’altro (Zeman) gioca in maniera molto offensiva.

Poi elogia il lavoro di Cesare Prandelli: “E’ un bravissimo allenatore e non ha paura di inserire i giovani. Il più grande successo per il ct azzurro, è stato chiamare cinque o sei di loro, inserendoli nella rosa. Mi auguro che si investa di più nel settore giovanile e che i club puntino su guide tecniche che sappiano fare anche da educatori, valorizzando il potenziale degli under 20. Noi stiamo cercando di avere una grande collaborazione con le società, facendo acquisire esperienza internazionale alle nuove leve“.