Sono 4 gli “italiani” convocati nella nazionale argentina

Il tecnico Sabella ha diramato la lista dei convocati per i prossimi matches del 22 e 26 marzo contro Venezuela e Bolivia valide per la qualificazione ai Mondiali. L’Argentina si trova al momento in prima posizione dopo nove turni.

Portieri: Sergio Romero (Sampdoria), Mariano Andujar (Catania).

Difensori: Hugo Campagnaro (Napoli), Pablo Zabaleta (Manchester City, Ing), Marcos Rojo (Sporting Lisbona, Por), Ezequiel Garay (Benfica, Por), Federico Fernandez (Getafe, Spa), Josè Maria Basanta (Monterrey, Mes).

Centrocampisti: Augusto Fernandez (Celta Vigo, Spa), Javier Mascherano (Barcellona, Spa), Ever Banega (Valencia, Spa), Pablo Guinazu (Libertad, Par), José Sosa (Metalist Kharkiv, Ucr), Angel Di Maria (Real Madrid, Spa), Walter Montillo (Cruzeiro, Bra).

Attaccanti: Lionel Messi (Barcellona, Spa), Gonzalo Higuain (Real Madrid, Spa), Rodrigo Palacio (Inter), Sergio Agüero (Manchester City, Ing), Ezequiel Lavezzi (Paris Saint-Germain, Fra), Franco Di Santo (Wigan, Ing).

I convocati dell’Argentina per l’amichevole con la Svezia

Il tecnico Alejandro Sabella ha diramato le convocazioni per la sfida del 6 febbraio prossimo che si disputerà a Solna, sobborgo di Stoccolma, tra la sua Argentina e la Svezia di Zlatan Ibrahimovic. Ecco i nomi, di cui 4 militano in squadre italiane.

Portieri: Sergio Romero (Sampdoria), Mariano Andujar (Catania), Cristian Alvarez (Espanyol);

Difensori: Federico Fernandez (Napoli), Hugo Campagnaro (Napoli), Pablo Zabaleta (Manchester City), Fabricio Coloccini (Newcastle), Ezequiel Garay (Benfica), Cristian Ansaldi (Rubin Kazan);

Centrocampisti: Javier Mascherano (Barcellona), Angel Di Maria (Real Madrid), Fernando Gago (Valencia), Ever Banega (Valencia), Augusto Fernandez (Celta Vigo), Enzo Perez (Benfica), Fabian Rinaudo (Sporting Lisbona), Walter Montillo (Santos)

Attaccanti: Lionel Messi (Barcellona), Gonzalo Higuain (Real Madrid), Ezequiel Lavezzi (Paris Saint Germain), Sergio Aguero (Manchester City), Franco Di Santo (Wigan), Osvaldo Nicolas Gaitan (Benfica).

Il Palermo ha scovato un potenziale fenomeno: Paulo Dybala

E adesso non chiamatelo campione. Sia chiaro: Paulo Dybala le stimmate del fuoriclasse ce l’ha, e la doppietta (dedicata al papà che non c’è più) messa a segno ieri pomeriggio contro la Sampdoria, è solo il biglietto da visita di una prestazione di altissimo livello per un giocatore che il prossimo 15 novembre compirà 19 anni. Miglior regalo non si sarebbe potuto fare.
Fin dai primi minuti di gioco il talento argentino ha fatto capire che in Serie A può starci eccome. Corsa, dribbling, sacrificio, ma soprattutto una visione della porta come pochi.
Ad ogni minima occasione il piccolo Paulo ha provato a superare il portiere doriano Romero, che dopo un paio di interventi interessanti si è dovuto inchinare alla maggiore voglia – e classe – del connazionale. La palla adesso passa a Gasperini, che dovrà vestire contemporaneamente i panni di allenatore e psicologo per provare a non caricare di troppe pressioni le spalle ancora strette dell’attaccante ex Instituto de Cordoba.

A voler essere onesti, molti meriti di Dybala andrebbero condivisi con Franco Brienza. Il sempreverde trequartista di Cantù anche ieri ha mostrato uno stato di forma invidiabile a dispetto dell’età. Trentatre anni e non sentirli. I suoi due assist per Dybala, invece, sono stati sentiti eccome dalla difesa della Sampdoria, che dopo la resistenza a oltranza nel primo tempo è crollata nella ripresa  come un castello di carte. Ciro Ferrara aveva studiato la partita che il Torino aveva disputato al Renzo Barbera poche settimane fa, ma non è riuscito a ripetere l’impresa della squadra di Giampiero  Ventura. I motivi sono sostanzialmente due: la Sampdoria non è squadra come il Torino, e soprattutto Ferrara non è un maesto della tattica come il collega granata. Troppa poca roba la Samp, per impensierire un Palermo affamato di punti e supportato a gran voce dai pochissimi tifosi che hanno sfidato il forte vento che soffiava ieri sulla città per assistere alla partita. Per la serie: pochi ma buoni.

Continuando con le note liete, ci sembra doveroso citare la prestazione della difesa rosanero. E’ inutile negarlo: con Massimo Donati al centro del pacchetto arretrato è tutta un’altra storia. Von Bergen può giocare più tranquillo, senza preoccuparsi delle eventuali sbavature dei compagni di reparto, e lo stesso Munoz ieri si è dimostrato un gigante confermando l’evoluzione tattica iniziata dall’arrivo in panchina di Gasperini. Una convergenza evolutiva che non coinvolge, almeno finora, Josip Ilicic. Anche ieri il talento (sì, il talento) sloveno non è riuscito a incidere più di tanto sulla partita. Troppi tocchi sbagliati per un giocatore dotato della sua classe; tanti uno-due da pagina uno del manuale del calcio (citando José Altafini) buttati alle ortiche; ma soprattutto tante conclusioni sbilenche e un’occasione scandalosa a pochi passi da Romero sprecata calciando in curva Sud. E l’attenuante del destro, suo piede debole, in Serie A può reggere fino a un certo punto.