Reading, inno nuovo per risalire in Premier League

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Il Reading, squadra che milita nella Championship inglese, ha rivisto l’inno del club, optando per una versione molto light e “fresca”. L?opera musicale, dal titolo”We Are The Royals”, è stato scritto dalla co-presidentessa tailandese Khunying Sasima Svrikorn. La compagine bianco-blu, al momento posizionata a metà classifica, ha militato in Premier League per l’ultima volta nella stagione 2012-13.

Secondo un sondaggio condotto in Inghilterra, i tifosi dei Royals risultano essere quelli con maggior stile e cultura fra tutte le tifoserie inglesi. La tifosa più celebre è Kate Winslet, l’attrice protagonista del kolossal Titanic.

 

L’Arsenal rimonta e i bookmakers vanno in rosso

La rimonta pazzesca dell’Arsenal  contro il Reading con il risultato finale assai imprevedibile di 7-5 ha provocato un salasso per le casse dei bookmakers impegnati nel live betting. Dopo aver incassato quattro gol in 37 minuti, la quotazione del passaggio del turno dei Gunners è stato bancato a 66,00.

La squadra poi ha iniziato a giocare sul serio, segnando e riconquistando immediatamente la fiducia degli scommettitori. “Il volume delle scommesse live è stato più alto del normale. In particolare sono state bersagliate le giocate sul pareggio, sulla vittoria dell’Arsenal nei tempi supplementari e sul suo passaggio del turno”. Alla fine è costata all’agenzia più di 150 mila sterline (oltre 240 mila euro) in appena cinquanta minuti.

Clamoroso: Giroud e Coquelin lanciano le maglie ai tifosi…ma ci sono i suppplementari!!

Sarà stata colpa dell’emozionante rimonta che i Gunnners avevano compiuto, recuperando dallo 0-4 al 4-4 al 95° nel match serale contro il Reading, ma evidentemente due giocatori dell’Arsenal, Giroud e Coquelin, non erano a conoscenza del regolamento della “Capital One Cup” che, a differenza della FA Cup, non prevede il replay della sfida ma subito il prolungamento ai supplementari. Ecco allora che il bomber francese e il connazionale Coquelin avevano pensato bene di comportarsi come nei matches tradizionali….

Arsenal: dall’Inferno al Paradiso in 120 minuti

Si saranno divertiti sicuramente gli spettatori neutrali seduti davanti alla TV ieri sera mentre le coronarie dei tifosi dei Gunners saranno impazzite quando nelle due ore di gioco disputate sul campo del Reading per la Coppa di Lega i padroni di casa, dopo i primi 37 minuti, si erano addirittura portati sul 4-0, grazie alle reti di Roberts, Leigertwood, Hunt e all’autorete di Koscielny, ma i Gunners hanno ribaltato tutto nella ripresa con la doppietta di Walcott e le reti del subentrato Giroud e dello stesso Koscielny. Nei supplementari, Walcott completa la tripletta e Chamakh va a segno due volte, annullando il momentaneo 5-5 di Pogrebnyak.

Al termine dell’incontro il tecnico dell’Arsenal Arsene Wenger non può per gioire per una di quelle imprese che rimarrà nella storia del calcio inglese: “Nelle nostre partite succede sempre qualcosa, non c’è niente da fare, per cui non ci si annoia mai. Loro hanno avuto un inizio incredibile, potevano vincere anche 6 a 0 dopo il primo tempo, per quanto mi riguarda – ha raccontato l’allenatore francese ieri – . Mi dispiaceva solo per i tifosi, sul 3 a 0 per gli avversari sono rimasti però comunque in piedi a tifarci. Quando giochi nell’Arsenal, non devi mollare mai, penso che i giocatori l’abbiano capito”.

Comportarsi come dei reali: il manager del Reading lo impone ai suoi giocatori

L’ultimo torto subito dal Reading, club di Premier League, è avvenuto sabato scorso nel match casalingo contro il Newcastle. Un colpo da giocatore di pallamano dell’attaccante Demba Ba è valso il goal nei minuti finali per gli ospiti, guastando i sogni di vittoria del club di proprietà di John Madejski.

Il manager del club Brian McDermott , i cui giocatori sono soprannominati  The Royals (I Reali), ha però imposto d’ora in avanti un comportamento impeccabile ai suoi ragazzi.  “L’ultima cosa che vogliamo è che i nostri giocatori si mettano ad arbitrare. Vogliamo che gli ufficiali di gara possano fare il loro lavoro. Il modo migliore è tenerli fuori dai processi”.