Inter – Palacio: matrimonio fino al 2016

E’ stato siglato in giornata l’accordo fra l’Inter ed il talento argentino Rodrigo Palacio: il fantasista sudamericano resterà in maglia nerazzurra almeno fino al 2016, vedendosi aumentato l’ingaggio fino ai 2,7 milioni di euro, cifra che potrebbe salire fino a sfiorare la cifra tondi di tre milioni con l’aggiunta di bonus e premi. La dirigenza di Via Durini ha subito reso pubblico l’accordo con un tweet : «E’ ufficiale: Rodrigo #Palacio con noi fino al 2016! Ecco il momento della firma del rinnovo di Rodrigo con il direttore sportivo Piero Ausilio!».

Cluj – Inter: le probabili formazioni

Partendo dal doppio vantaggio acquisito nel match di San Siro , i nerazzurri volano in Romania per ottenere il passaggio agli ottavi. Pochi i cambi a disposizione del tecnico Stramaccioni causa i numerosi infortuni che ha dichiarato in conferenza stampa: “Credo che l’Inter debba pensare a una gara per volta. Abbiamo giocato l’andata contro il Cluj con i migliori giocatori e abbiamo un pò pagato questo nel computo delle energie contro la Fiorentina. Ma il nostro obiettivo è passare il turno, non sarà facile, non è scontato, poi penseremo al derby”.

Cluj (3-5-2): Felgueiras; Cadù, Piccolo, Rada; Ivo Pinto, Muresan, Godemeche, Sepsi, Camora; Maah; Rui Pedro.
Inter (4-4-1-1): Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Chivu, Zanetti; Alvarez, Gargano, Benassi, Pereira; Guarin; Palacio.

Inter – Cluj: il tabellino

Inter (4-3-1-2): Handanovic; Nagatomo, Ranocchia, Silvestre, Pereira; Gargano, Cambiasso, Kovacic (43′ st Jonathan); Guarin; Milito (10′ Palacio), Cassano (29′ st Alvarez). A disp.: Belec, Juan Jesus, Zanetti, Benassi. All.: Stramaccioni

Cluj (3-5-2): Felgueiras; Cadu, Piccolo, Rada; Ivo Pinto, Muresan, Godemeche (39′ Maftei), Sepsi, Camora; Rui Pedro (39′ st Bjelanovic), Maah (34′ st Hora). A disp.: Stancioiu, Celestino, Valente, Paun-Alexandru. All.: Paulo Sergio

Arbitro: Koukoulakis (Grecia)

Marcatori: 20′ e 42′ st Palacio (I)

Ammoniti: Pereira, Silvestre (I); Maah, Muresan, Bjelanovic(C)

Inter in semifinale con sofferenza ma vince il calcio

Il Tabellino

INTER (3-4-1-2): Handanovic, Silvestre, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan (87′ Mudingayi), Guarin, Zanetti, Benassi (45′ Cambiasso); Pereira; Cassano, Rocchi (60′ Palacio).
A disp.: Belec, Di Gennaro, Palacio, Mariga, Gargano, Chivu, Mbaye, Duncan, Bessa, Livaja.
All.: Stramaccioni

BOLOGNA (4-3-2-1) Agliardi, Sorensen, Portanova, Antonsson, Motta, Perez, Guarente (45′ Pazienza), Morleo, Pasquato (55′ Gabbiadini), Diamanti, Gilardino.
A disp.: Curci, Stojanovic, Krhin, Pulzetti, Abero, Cherubin, Paponi, Riverola, Kone, De Carvalho.
All.: Pioli

Marcatori: 33′ Guarin (I); 76′ Palacio (I); 80′ Diamanti (B); 83′ Gabbiadini (B); 120′ Ranocchia (I)
Ammoniti: 14′ Guarente (B); 78′ Pereira (I); 92′ Gabbiadini (B); 95′ Ranocchia (I); 99′ Mudingayi (I); 111′ Motta (B)

Arbitro: Luca Banti

Stramaccioni e la provinciale spregiudicatezza da battere

Non c’è  presa in giro nel titolo, anzi. C’è l’ironia (nemmeno tanto sottile) rivolta a chi deve rimangiarsi i sorrisi bonari che si riservano ai cinni, ai ragazzetti senza troppa esperienza che se ne fregano dei consigli e vanno dritti per la loro strada. Quelli più furbi, con un occhio tengono il percorso e con l’altro rubano comunque un pò di mestiere.

Andrea Stramaccioni, tecnico dell’Inter e fenomeno del momento, è un sano esempio della cultura del lavoro che paga. “Comunque vada, sempre sulla mia strada” canta Ligabue, e Strama lo prende alla lettera: ricusa deciso i paragoni con Mourinho, si gode la vittoria di Torino ma ha già la testa alla gara successiva, risponde alle critiche screditanti con i risultati e l’abnegazione.

MISSIONE VITTORIA  – E la squadra lo segue, perché si riconosce nel suo stile e nei suoi metodi. Sarà per questo che ha fatto già meglio dello Special One (per carità, debite proporzioni vista la bacheca del portoghese): 9 successi di fila e miglior percentuale di vittorie rispetto all’uomo del Triplete. Anzi meglio, miglior percentuale nella storia della Serie A: 70% a fronte del 69,7% di Capello (alla guida della Juve dal 2004 al 2006) che segue al secondo posto.

Il tecnico romano ha riportato lo spogliatoio a quelle atmosfere da “missione”. Come nell’intervallo di sabato sera, quando dopo essersi lesionato il quinto metatarso per un pugno alla balaustra (causa mancato rosso a Lichtsteiner) ha arringato i suoi, invitandoli a non indossare i panni delle vittime. “Non siamo contro, ora torniamo là e pensiamo solo a vincere la gara”.

EQUILIBRIO TATTICO CON I TRE ATTACCANTI – Qualcuno ha provato a deriderlo per la scelta delle tre punte, pensate e messe in campo contro la capolista a casa sua. Lui ha fatto spallucce, ha trasmesso la bontà dei suoi concetti agli interessati – Milito, Cassano e Palacio – e si è visto premiato. Prima che nel risultato, dal sacrificio in fase difensiva di tutti gli attaccanti. Ha avuto la conferma dell’equilibrio tattico del proprio gruppo, specialmente del reparto arretrato. Insomma, ha chiuso la bocca a tanti. Per il momento.

Certo, il torneo è lungo, la condizione atletica sfavillante di adesso non potrà durare per sempre. Ma la provinciale spregiudicatezza di Stramaccioni, siamo sicuri, non ha finito di stupire. Che piaccia o meno, ora è lui l’uomo da battere.

Italia sempre più piccola in Europa: si salvano solo Inter e Lazio

 

Carenza di calcio. O meglio, ne abbiamo in abbondanza, ma di scarsa qualità. Per questo siamo stati costretti ad assistere all’ennesimo bilancio da fame oltre i confini nazionali: tra Champions ed Europa League, 3 sconfitte, 2 pareggi ed una sola vittoria, quella dell’Inter sul Partizan di Belgrado.

Non ci dobbiamo stupire più di tanto ormai, l’evidenza di un sistema pallonaro ai minimi storici (qualitativamente e strutturalmente) è un fatto acclarato, non da qualche settimana. Le spie sono state ignorate per anni, adesso il conto da pagare si fa sentire sui bilanci di casa nostra e la situazione non sembra orientata al miglioramento.

INTER OK – Nel dettaglio dell’Europa League, come detto nella serata di ieri si è salvata soltanto l’Inter di Stramaccioni, che cinicamente ha avuto ragione degli avversari serbi con una rete di Palacio, bomber ispirato in Europa e da domenica scorsa in rampa di lancio anche in campionato. Ad una manciata di secondi dalla fine l’argentino ha permesso ai nerazzurri di allungare a 6 la striscia di risultati utili consecutivi, tra Serie A e Coppa, al termine di una gara non facile e con qualche brivido: un palo di Markovic ed un rigore per il Partizan, prima assegnato e poi tramutato in punizione dal limite dal direttore di gara.

LAZIO OTTIMISTA  – La Lazio torna nella capitale sforzandosi di vedere il bicchiere mezzo pieno. Il pareggio tra Maribor e Tottenham permette ai biancocelesti di mantenere il primato nel girone, tuttavia l’essere stati riacciuffati allo scadere del tempo, dopo aver tenuto la testa avanti per quasi tutto l’incontro, lascia l’amaro in bocca. E’ vero però che la dea bendata ha dato una mano a Petkovic & C.: è infatti stata una goffa autorete di Seitaridis (25′) a spalancare le porte del vantaggio laziale.

NAPOLI E UDINESE KO – Male Napoli e Udinese: entrambe battute per 3-1, rispettivamente dagli ucraini del Dnpro e dagli svizzeri dello Young Boys. Le bande di Mazzarri e Guidolin erano sì imbottite di seconde linee (anche se questa definizione non piace ai tecnici, la realtà è evidente), ma il gap mostrato contro compagini meno attrezzate e però più cattive agonisticamente, è stato eclatante.

Un asterisco per Bobadilla, attaccante argentino in forze alla squadra elvetica e autore della tripletta che ha steso i friulani. Siamo pronti a scommettere che qualche club italiano sarà già sulle sue tracce. Anche se, magari, sarebbe utile insistere  con i talenti di casa nostra, fondamentali per rinvigorire il nostro “povero” calcio.

Grana per l’Inter: Palacio indagato

L’Inter deve fare i conti con una grana relativamente al nuovo acquisto Rodrigo Palacio, infatti i magistrati della procura di Genova lo hanno iscritto nel registro degli indagati insieme ad altri tre ex giocatori del Genoa, cioè Criscito, Milanetto, e Dainelli, per frode sportiva. E’ una conseguenza relativa agli atti contenuti nello stralcio inviato dalla procura di Cremona. Tra gli indagati anche Massimo Leopizzi, capo ultrà rossoblù e i magistrati genovesi non escludono ulteriori iscrizioni per giocatori che potrebbero aver partecipato alle presunte combine per il derby Genoa-Samp. 

Lazio scatto Champions


Giornata pomeridiana pressochè segnata dal segno X e dal risultato di 2-2 in ben tre sfide.
Nell’anticipo di mezzogiorno l’Atalanta si è quasi guadagnata la salvezza, almeno sul campo, con il risultato all’inglese di 2-0 grazie al vecchio Tiribocchi ed al giovane Gabbiadini, opposto ad un Bologna che pare ormai quello classsico arrendevole delle ultime stagioni.

Alle 15 sulla zona Champions, la Lazio mette le sue mani grazie a Diakitè con un colpo di testa nei minuti finali, sconfiggendo il Cagliari ed allungando sul Napoli (2-2), fermato al San Paolo da un Catania che non molla mai, dopo aver sprecato un doppio vantaggio.In zona salvezza ben tre scontri diretti hanno caratterizzato la giornata, tutti terminati senza nè vincitori nè vinti.
Il Cesena dice quasi addio alla massima serie nel derby con il Parma (2-2) mentre Novara e Lecce si tolgono anch’esse una bella fetta di possibilità di uscire dai bassifondi della classifica (0-0), aiutando così di fatto il Siena che in casa del Chievo raggiunge la parità grazie a Destro (1-1).
Quasi un match di fine campionato invece sotto la Lanterna fra Genoa e Fiorentina, con Palacio che al 90° sancisce la parità (2-2).

E stasera la parita delle partite di questi ultimi anni, accesa sia dal punto di vista agonistico sia mediatico, vista l’importanza della posta in palio. La Juventus proverà a tenersi vicino il più possibile il Milan con una vittoria mentre Ranieri tenterà di tenersi il posto in panchina, visto l’andazzo delle ultime partite.
Alle 20.45, i nerazzurri entreranno per la prima volta nella nuova casa dei bianconeri, dove sono apposti 29 scudetti , a ricordo di una sfida giuridica che non si è ancora conclusa.