Nocerino, appuntamento fallito con Selvaggia?

Scambio di battute al vetriolo fra la moglie del calciatore del Milan Antonio Nocerino e la giornalista Selvaggia Lucarelli:“Vecchia vacca e poco di buono”, “Ah bella, vecchia a chi?”.

Luogo del misfatto gli studi televisivi X Factor dove la blogger, showgirl e quant’altro Selvaggia Lucarelli ha rivolto, mediante Twitter, apprezzamenti sul centrocampista del Milan: “C’è Nocerino seduto una fila davanti a me: ora gli lascio un pizzino con le coordinate del mio citofono”.

Ovviamente il tweet non è rimasto sconosciuto alla signora Nocerino che, dapprima ha cercato vanamente l’incauta (forse) Lucarelli e poi il giorno seguente si è rivolta a Selvaggia attraverso un social network: “Penso che sia solo una vecchia vacca”.

Non è stata tardiva la risposta della blogger: “Dite alla signora Nocerino, che mi cercava una volta finito X Factor e che mi ha dedicato questo simpatico post, che la storia del citofono è un tormentone ludico, e poi ‘vecchia vacca’? Ah bella, vecchia a chi?“.

 

Moggi posa la prima pietra a Dubai: la Gea avra’ una nuova casa

luciano-moggi

Moggi è tornato. La Gea, anche. Anzi, non se ne sono mai andati davvero. A sei anni dall’inizio del vortice che ha trascinato Lucky Luciano e la sua società nel fango, tra aule giudiziarie e condanne, l’araba fenice risorge dalle proprie ceneri.

Luogo: Dubai. Obbiettivo: riprendersi il mondo del calcio, questa volta però con altre spoglie.

Vero è che il telefonino dell’ex eminenza bianconera non è stato mai spento, perché molti hanno continuato a chiamarlo per chiedere consigli, specialmente tecnici che grazie a lui hanno trovato panchine stabili. Quindi è rimasto allenato, come del resto suo figlio Alessandro, il quale tutt’oggi è procuratore di vari giocatori (vedi Nocerino del Milan); e proprio Moggi Junior è stato invitato dal padre a rimettere in piedi la Gea – finita in liquidazione nel 2006 – e a tessere rapporti con Khalifa Bin Zayed Al Nahayan, sceicco di Dubai.

Da poche settimane è quindi nata la nuova Gea World Middle East, con la mission dichiarata di creare un ponte con l’Europa (Italia esclusa, si dice) per proporre i talenti che via via verranno scovati negli Emirati e non solo. Per questo forse entreranno a far parte della “famiglia” Zenga e Cannavaro, che quelle parti di mondo le conoscono bene, e Maradona, attuale tecnico dell’Al Wasl, tutti con compiti di Scouting. Ufficialmente la società non avrà la procura di alcun atleta, ma soltanto la gestione della loro immagine, sul modello di molti agenti Fifa.

Ad oggi è certo che la struttura della nuova creatura dei Moggi comprende anche Riccardo Calleri (agente esperto di Sud America e assistente di Zuniga e Barreto, tra gli altri), Tommaso Bendoni e soprattutto Mino Raiola, legato a Luciano da amicizia e rapporti di lavoro che risalgono a più di dieci anni fa.

Sicuramente il fatto che Moggi Senior sia considerato negli Emirati Arabi come una sorta di icona, deve aver aiutato il lavoro diplomatico per arrivare alla posa del primo mattone; basti pensare che il presidente dell’Al Wasl, lo sceicco Marvan Bin Bayat, pare abbia sul proprio telefonino la scritta: “Io sono il Moggi di Dubai”. Sembra non sia leggenda.

Viene da pensare che non proprio tutto il mondo è paese.

Ripercorriamo Juventus – Milan 2-0


Domenica 2 ottobre – Torino, Juventus Stadium, ore 20,45

JUVENTUS-MILAN 2-0
Marcatori: 86′ e 90’+3 Marchisio (J)

JUVENTUS (4-5-1): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Krasic (54′ Giaccherini), Marchisio, Pirlo, Vidal (90’+4 Pazienza), Pepe; Vucinic (88′ Matri) (a disp. Storari, Grosso, Elia, Del Piero). All. Conte.

MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Bonera, Nesta (71′ Antonini), Thiago Silva, Zambrotta; Nocerino (83′ Ambrosini), Van Bommel, Seedorf; Boateng; Ibrahimovic, Cassano (61′ Emanuelson) (a disp. Amelia, De Sciglio, Aquilani, Inzaghi) Allenatore: Allegri. 
Arbitro: Rizzoli di BolognaAmmnoniti: Pirlo (J). Boateng, Nesta (M)
Espulso: all’89’ Boateng (M) per doppia ammonizione

La cronaca -La Juventus resta in vetta alla classifica grazie a un successo prezioso contro un Milan grigio scuro, in grave debito di condizione, forse penalizzato dalle tante assenze. Una doppietta di Claudio Marchisio nel finale  regala ai bianconeri una vittoria ampiamente meritata: per tutta la gara la Juve si è fatta preferire per vigore, freschezza atletica e voglia di vincere contro un avversario irriconoscibile. Abulica, depressa, deprimente la squadra di Allegri; il due a zero finale va anche stretto ai padroni di casa e premia il coraggio di Antonio Conte, che lascia fuori Matri e Del Piero per prediligere una squadra quadrata e muscolare. Diversi grattacapi per il tecnico milanista, alle prese con i limiti di una rosa forse inadeguata ai tanti impegni.

Per venti minuti le due squadre giochicchiano. La Juve è più aggresiva, ma agisce d’impeto più che di testa: le incursioni bianconere e le rare ripartenze milaniste producono solo qualche corner. Il primo tiro in porta lo scocca Pirlo al 20′, un abbozzo di ‘maledetta’ neutralizzata facilmente da Abbiati. Il duello tra i due ex si rinnova al 27′: punizione dai venti metri, il Metronomo calcia teso sul secondo palo, Abbiati non si fa sorprendere e respinge di pugno. Al 33′ si vede per l prima volta Vucinic: l’ex romanista si gira in piena area – complice la marcatura disinvolta di Bonera e Nocerino – e ci prova con un destro forte ma centrale, facile preda di Abbiati. Ben più pericoloso il montenegrino al 36′ con una delizioso destro morbido dalla media distanza che si stampa sulla traversa con Abbiati fuori causa. La Juve insiste e in chiusura di frazione alza il ritmo: al 41′ Marchisio si esibisce in un pregevole controllo al volo, poi si fa tradire dalla fretta di battere a rete e calcia debolmente tra le braccia del portiere. Prima del riposo i riflettori sono ancora per Vucinic: il suo diagonale dal limite passa non lontano dal palo.

Meno di novanta secondi dopo l’inizio della ripresa Abbiati deve sfoderare istinto e riflessi per deviare oltre la traversa un tocco sporco ma ravvicinato di Bonucci, che raccoglie un cross di Pirlo. Poi Cassano dà l’unico segnale di vita della serata: al 6′ pesca in area Nocerino il cui piattone rasoterra è deviato in angolo da Buffon. Ma è ancora la Juve a fare la partita: Vucinic al 13′ prova il passaggio filtrante per Pepe ma Abbiati sventa uscendo con tempismo e coraggio sui piedi dell’esterno bianconero. Di qua in avanti il match si addormenta un po’: lo risvegliano i cambi (Giaccherini per Krasic, Emanuelson e Antonini per Cassano e Nesta) e un tiro di Vidal che al 31′  sfiora il palo dopo l’ennesima iniziativa di Vucinic. Il montenegrino è ispirato assai: al 35′ prova ancora la soluzione personale con un destro a giro che esce di pochi centimetri alla sinistra di Abbiati. Lo zero a zero sembra tenere, anche se il Milan in campo non c’è più. A 3′ dal termine ci pensa però Marchisio a sbloccare il punteggio grazie a un triangolo con Vucinic e a un rinvio maldestro di Bonera, da pocosubentrato a Nesta, che fa carambolare il pallone sullo stinco del bianconero e poi alle spalle di Abbiati.

Lo Juventus Stadium esplode; Boateng rimedia il secondo giallo e va sotto la doccia prima del tempo. Al terzo minuto di recupero il pubblico di casa va in delirio: Marchisio, sempre lui, calcia da lontano, Matri fa velo e Abbiati si lascia passare il pallone fra le gambe in un involontario ma significativo atto di resa.