Nesta dice bye-bye al calcio giocato con i Montreal Impact

Serata di tristezza sportiva per Alessandro Nesta, campione del mondo nel 2006 e pluriscudettato con il Milan e Lazio che stasera, al termine del match di campionato MLS saluterà il mondo del calcio giocato.

Con la maglia dei Montreal Impact, come recita il comunicato ufficiale del club canadese, appenderà le scarpette al chiodo, seppure la sua squadra possa ancora entrare nella griglia dei play-off per il titolo a due giornate dal termine della stagione regolare.

Il suo attuale compagno di squadra Marco Di Vaio nell’esperienza Oltreoceano, ha voluto salutare così Nesta al sito Mlssoccer.com: “Alessandro è uno dei migliori difensori al mondo. Siamo molto tristi per il suo ritiro, ma credo che continuerà a lavorare nel mondo del calcio“.

Nesta vicino al ritiro? Ma prima voglio vincere

“Forse questa è la mia ultima stagione”. Potrebbe essere arrivato ad un passo dal ritiro l’ex difensore del Milan e della Nazionale Alessandro Nesta, attualmente al Montreal Impact. Il romano ha recentemente dichiarato che potrebbe giocare la sua ultima stagione: “Voglio vincere con questa squadra, con questi ragazzi. E penso che possiamo farcela. Un futuro da allenatore? Forse, ma prima mi concederò due anni di riposo a Miami. Ma qui ci sono un sacco di buoni giocatori e mi piacere dare qualche consiglio“, come riportato oggi da Yahoo Sports.

Milan pensiero Nesta

Secondo quanto scrive Sportmediaset, in casa Milan torna d’attualità il ritorno di Alessandro Nesta a gennaio, nonostante le intenzioni del difensore siano assolutamente contrarie a lasciare il Canada  Invece sembra che su Nesta siano riprese le manovre  del club di via Turati e che lo staff medico sia stato allertato per programmare le prossime visite mediche del giocatore dei Montreal Impact.

Nesta sentenzia: “Pippo e Max sono due bambini”

 

Con il sorriso sulle labbra, Alessandro Nesta giudica così la lite tra Allegri e Inzaghi:Se è andata come ho letto è stata una bambinata. Si sono comportati come due bambini”. Non usa giri di parole l’attuale difensore del Montreal Impact; il concetto espresso inquadra meglio di altri quale possa essere da tempo il clima attorno e dentro la Prima Squadra rossonera, dal momento che il centrale romano nè ha fatto parte per un decennio.

L’ex giocatore di Milan e Lazio ha poi detto la sua anche sul delicato momento del Diavolo e sul campionato: “Pure in altre occasioni siamo partiti spesso male, riuscendo però a recuperare in seguito. Allegri? Non so quale possa essere l’alternativa”. La Juventus è favorita, lo era prima e lo è ancora di più adesso che ha già un discreto vantaggio. Credo che sia difficile andarla a prendere perché è una squadra che gioca insieme da tanto tempo”.

Infine ha chiuso con una battuta su Zdenek Zeman: “E’ un grande allenatore. Ogni giocatore deve sperare di essere allenato da lui perché insegna calcio e nel farlo è il più bravo”. Forse il boemo, a Milanello, potrebbe dare una mano…

Milan – Novara la partita dei saluti


Alle 15 sul terreno di San Siro si consumerà un match carico di melanconia. Innanzitutto il prato in erba verrà salutato con gioia, unico fra tutti gli invitati, poichè dal mese di giugno si darà avvio ai lavori di sostituzione del manto per apporvi un terreno di nuova generazione, un misto erba-sintetico che dovrebbe dare sollievo alle articolazioni dei protagonisti.Parlando di protagonisti attivi, il Milan saluterà per sempre (come calciatori) ben quattro senatori: Gattuso, Nesta, Seedorf ed Inzaghi prenderanno altre strade dopo una decade passata ad essere determinanti per rimpinguare la bacheca di Via Turati.

Se Nesta e Seedorf proseguiranno sicuramente la carriera altrove, il primo quasi certo è dato in partenza per gli USA, il secondo è diretto verso altri lidi europei, il leone Gattuso pare abbia manifestato l’interesse nelle ultime ore per un ritorno agli scozzesi dei Rangers che lo portarono alla ribalta del calcio che conta. Inzaghi invece è combattuto fra l’appendere gli scarpini al chiodo, dopo le ultime annate travagliate sotto l’aspetto fisico e lo scarso impiego, oppure esprimere ancora la sua gioia mista rabbia nell’esultanza di fronte ad altre platee.

Altro saluto è quello del Novara alla massima serie dopo un solo anno di permanenza. Il terreno sintetico non ha portato vantaggi nel ridurre il gap con gli altri clubs di A e gli uomini del Presidente Di Salvo hanno pero’ portato in giro per l’Italia l’immagine della provincia sana, ed il suo pubblico ha saputo esprimere nei confronti dei giocatori, domenica scorsa al Piola, l’apprezzamento per l’impegno.

Sicuramente la doppia vittoria contro l’Inter in casa e fuori rimarrà uno scalpo che a Novara non dimenticheranno facilmente.
Dopo una doppia promozione, una caduta che non deve distruggere ciò che si è creato, ma rafforzare il progetto, quello creato su basi solide.

Gattuso verso il rinnovo, Pato eterno dubbio

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Via Turati si conferma inflessibile e titubante nello stesso tempo. Un altro “senatore”, Gennaro Gattuso, avrà l’opportunità di rinnovare soltanto per la prossima stagione, poi forse verrà per lui un ruolo in società (plausibilmente sul campo, non dietro ad una scrivania). Mentre per il giovane Alexandre Pato si susseguono i punti di domanda: non c’è chiarezza sul suo stato di salute, non si comprende se sia una delle eterne promesse sfortunate o se davvero qualcosa nel cervello del giocatore stia contribuendo ad ostacolarne la guarigione.

VOGLIA DI RIVALSA – Secondo indiscrezioni raccolte, la proposta del Milan a Gattuso verrà formalizzata oggi pomeriggio nella sede milanese e darà il via al valzer dei rinnovi. La bandiera rossonera sarà ricevuta dall’amministratore delegato Adriano Galliani e molto dipenderà dalla centralità che Ringhio potrà avere o meno nel progetto; chiaramente il lungo e anomalo stop che ha costretto quest’anno il centrocampista lontano dai terreni di gioco, autorizza ad ipotizzare una permanenza a Milanello per dimostrare di essere ancora utile alla causa. Nel contempo l’a.d. del Diavolo e Allegri sanno che la sua esperienza e le ritrovate motivazioni possono restituire alla squadra un Gattuso “sugli scudi”, nonostante le 34 primavere suonate.
Tuttavia dopo l’addio di Nesta, nulla è scontato.

INDECIFRABILE PATO – Tiene banco, come sempre, anche l’enigma Pato. Il papero vuole curarsi da solo, Meersseman è il medico che non ha più spiegazioni da fornire e lo staff rossonero in toto non sa a quale Santo votarsi. Rispetto a gennaio (quando Berlusconi pose il veto alla cessione del brasiliano, sbarrando la strada a Tevez) è diventato molto più complicato vendere un giocatore che ha dimostrato in 14 minuti al Camp Nou, sotto gli occhi del mondo, come siano di seta i suoi muscoli; ora oltre al Psg spunta anche il Corinthians, che offre un contratto per riportarlo in Brasile. Questa forse sarebbe la giusta opportunità e, complice il boom economico che trascina lo Stato sudamericano, Galliani potrebbe fare un buon affare cedendolo al Paese da cui lo aveva comprato. Sembra un paradosso, ma bisogna monetizzare il prima possibile, per non vedere un investimento di pochi anni fa svalutarsi come un’utilitaria. Pato pensa alle Olimpiadi e poi al prossimo Mondiale in casa, perciò l’ipotesi è tutt’altro che fantasiosa.
Sarebbe un peccato, certo, perdere un talento del suo calibro; ma è un peccato maggiore non averne mai goduto a pieno, fino in fondo. Senza sapere se questo accadrà mai.

Addio alle Armi


Lascia il Milan carico di trionfi ed anche di acciacchi Alessandro Nesta. L’annuncio è giunto oggi a mezzo stampa, una dichiarazione che lascia sguarnita la difesa dei rossoneri di una colonna importante, un giocatore che ha sempre preferito scendere in campo piuttosto che aspettare in panchina il momento opportuno.

Contattato dalla dirigenza per un rinnovo annuale, Alessandro conferma che a febbraio aveva già preso la decisione di lasciare: “Preferisco andare a giocare dove i ritmi sono più bassi. Galliani mi ha chiesto se volevo rimanere un altro anno ma ho ringraziato, avevo già deciso”.

L’idea di restare in rossonero giocando meno partite all’anno “non l’ho presa in considerazione perchè per carattere domenica devo giocare, se sto a casa c’è qualcosa che non va – ha spiegato il difensore -. L’importante è capire che non si dura per sempre. La mia vittoria più bella? La prima finale di Champions League contro la Juventus”. Ora lo aspettano probabilmente gli Stati Uniti, dove potrebbe giocare in un campionato dai ritmi più bassi , come afferma Nesta mentre “Altre opportunità belle e importanti non ci sono” ha concluso il difensore.

Le vittorie in maglia Milan: due scudetti, due Champions League, un Mondiale per club, due Supercoppe europee, una Coppa Italia e due Supercoppe italiane.

Gli Usa chiamano, Nesta tende l’orecchio


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Alessandro Nesta potrebbe prendere la via degli States, per una nuova sfida agonistica all’ombra dello Zio Tom. E’ notizia di questa mattina l’interessamento da parte dei New York Red Bulls (squadra in cui già militano i volti noti di Henry e Marquez) nei confronti del difensore romano, il quale sta vagliando l’opportunità per una serie di ragioni: innanzitutto la minore intensità del campionato nord americano, che permetterebbe al talentuoso centrale di chiudere la carriera senza grandi stress. Non vanno dimenticati infatti i tanti infortuni patiti in carriera dall’ex azzurro; poi è risaputa l’intenzione del Milan di proporre a tutti gli over 35 un contratto che va ridiscusso di anno in anno e Nesta non fa eccezione.

La prossima settimana potrebbe essere decisiva, dal momento che emissari della Major League Soccer sono attesi a Milano per parlare direttamente con il giocatore e per tentare di trovare immediatamente un accordo.

Nesta precisa: “No, non vado da Conte”

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“Io non ho procuratore, perciò se qualcuno mi vuole deve contattare me personalmente e nessuno mi ha cercato, tanto meno la Juve.” Così esordisce ai microfoni di Milan Channel il difensore centrale rossonero Alessandro Nesta.

Subito dopo aggiunge: “Ognuno il proprio futuro, su per giù, lo sa. Si va in campo, si gioca per la squadra, fuori dal terreno i conti personali sono un’altra cosa. Io non andrò alla Juve, questo è sicuro.”

Possono quindi tirare un sospiro di sollievo i tifosi del Diavolo, almeno per quello che riguarda l’ipotesi di un nuovo “tradimento” eccellente, dopo la vicenda di Andrea Pirlo.

L’ex centrale azzurro ha ribadito che “la Juventus non ha bisogno di me ed io non ho bisogno di loro, sono tutte notizie inventate”; tuttavia non c’è completa trasparenza su quale sarà la maglia che indosserà nella prossima stagione, perché il rinnovo con il club di Via Turati non c’è ancora stato e lo stesso Nesta chiosa: “Vediamo se resto”.

Sembra più una frase buttata lì, giusto perché davvero nessun uomo può sapere davvero in anticipo il proprio destino; le parole espresse all’inizio, con quel “su per giù si sa il futuro” lasciano intendere che forse basteranno cinque minuti e una stretta di mano per trovare l’accordo con Galliani.

E’ nota la politica interna al Milan, i “senatori” vanno trattati con rispetto ma si propone un anno di contratto alla volta; è nota anche l’indiscutibile classe dell’atleta romano, nonché la sua esperienza in grado di garantire spessore al reparto arretrato, specie nelle gare più delicate.

Si va quindi verso una plausibile fumata bianca, senz’altro non sarà una fumata bianconera.

Allegri si affida alla vecchia guardia, servono Nesta e Seedorf formato Champions


Ibra da solo non basta. Per battere stasera i campioni uscenti del Barcellona nell’andata dei quarti di finale di Champions League servirà una prova maiuscola di tutta la squadra rossonera che dovrà emulare i cugini interisti che risultano l’ultima squadra a essere riuscita ad eliminare i blaugrana nella semifinale del’edizione 2009-2010. Inter di Mourinho che si guadagnò l’accesso il finale proprio grazie a una prova maiuscola all’andata (3-1 a San Siro), vantaggio poi difeso con i denti al Camp Nou. la carta vincente fu sorprendere il Barca a ondate con ritmi alti che però non miravano a togliere il possesso palla alla squadra di Guardiola, ma solo di renderlo sterile facendo densità a metà campo e davanti l’aria di rigore per ripartire velocemente. Tattica che in passato ha dato i suoi frutti anche quando applicata da grandi squadre come il Chelsea che sono andate a Barcellona con il chiaro intento di chiudersi e ripartire.

Ma mister Allegri non si illude di poter “Con i giocatori che ho a disposizione – ha detto nella conferenza stampa alla vigilia del match – è dura fare una gara come quella dell’Inter di Mourinho. Quell’Inter era più fisica di noi che invece abbiamo più tecnica”. Pertanto niente passo indietro perché potrebbe portare l’undici rossonero in difficoltà, come successo ad esempio nella fase finale della partita in campionato con la Juve e che ha portato i bianconeri a pareggiare e rischiare anche di vincere una partita altamente sofferta nella prima ora di gioco.

Nesta per ovviare ad assenza Thiago Silva, tornerà il Seedorf delle grandi occasioni?
Milan che si presenta all’appuntamento clou della stagione con non poche defezioni. Il baluardo difensivo Thiago Silva si è immolato per la causa scudetto e oggi guarderà i compagni dalla tribuna, allora Allegri rispolvera Alessandro Nesta, abituato a queste partite e che dovrà cercare di ovviare alla relativa lentezza del reparto difensivo rossonero che oggi vedrà Mexes al centro e Bonera a destra al posto di Abate.
A centrocampo posto al fosforo offerto da Ambrosini (al posto dello squalificato Van Bommel), Nocerino e Boateng sulla tre quarti a dare fastidio a Xavi & con in fase di impostazione. Con ogni probabilità un posto a centrocampo anche per Clarence Sedoorf sul centro-sinistra. L’olandese ha vissuto una stagione “sonnolenta” e questa potrebbe essere la partita ideale per accendere la lampadina come fatto molte volte in passato nei big match europei.
Infine l’imprevedibilità dovrà arrivare anche da Robinho che si è fermato per problemi tecnici proprio nel suo momento di maggior splendore culminato con le prove maiuscole contro Arsenal all’andata degli ottavi e Juve in campionato.
Per il Barcellona formazione praticamente tipo con  Dani Alves, Mascherano, Piqué e Puyol sulla linea difensiva,  Xavi in cabina di regia affiancato da Busquets e Iniesta. In attacco Alexis Sanchez e Fabregas andranno a completare il reparto capitanato dal pallone d’oro Leo Messi.