La notte delle lacrime e dei sorrisi (seconda parte)


Dopo aver analizzato il gruppo di squadre partecipanti alle prossime coppe europee, passiamo alla parte intermedia della classifica.

La Roma era partita in pompa magna la scorsa estate: nuovi il presidente, il ds, l’allenatore, un progetto di gioco costruito sui giovani e che avrebbe dovuto portare linfa nuova nel calcio italiano. Forse si è pensato troppo in grande o non si è dato tempo per valutare i risultati, Luis Enrique ha la valigia in mano, il futuro dirà se è un tecnico di valore o meno, di certo Borini rappresenta un giocatore su cui poter lavorare , anche in prospettiva Nazionale.

Da bocciare la Fiorentina, la famiglia Della Valle forse è stanca del giocattolo, il progetto del nuovo stadio sembra non decollare e nemmeno la squadra, che anzi ha rischiato di finire in serie B ad un certo punto. Ceduto Gilardino a metà stagione , Amauri ha illuso per le prime partite, poi anche Delio Rossi non ha saputo districare la matassa ed ha fatto il possibile.
L’Atalanta ha ben reagito alla penalizzazione, subito ha azzerato il gap ed ha finito per veleggiare tranquillamente a metà classifica, con un Denis che ha fatto più di quello che ci si aspettasse ed un’ala come Schelotto che merita squadre di vertice.
Montella a Catania ha fatto un ottimo lavoro, Lo Monaco è abile nello scovare talenti in Sudamerica e con quello fare cassa. Gomez e Barrientos potrebbero essere presto denaro fresco per Pulvirenti.

La favola Chievo continuerà a scrivere pagine anche la prossima stagione, Di Carlo è a suo agio nella città di Giulietta e Romeo mentre Thereau è davvero una bella scoperta. Palermo non è più una novita, il valzer degli allenatori costituisce il motivo forse, per cui i rosanero non riescono a fare con decisione il balzo verso le zone alte. Rifatta da capo la squadra con la cessione di Pastore, prima Pioli, poi Mangia ed infine Mutti ci hanno provato, a volte basterebbe spegnere la musica per un pò.
Sannino a Siena ha valorizzato prima sè stesso come allenatore ed ha salvato la squadra, dove il materiale tecnico non era di primo livello; Destro ha mostrato le sue capacità di costruirsi da solo le reti, adesso i grandi palcoscenici lo aspettano.

Bari, Mutti: “Dobbiamo credere nel nostro lavoro”

mutti

Alla vigilia della gara contro il Parma, mister Mutti lo aveva detto: “Voglio vedere una squadra che lotta fino alla fine”. E così è stato. Il Bari ritrova la vittoria dopo 4 mesi in trasferta (l’ultimo successo risaliva al 6 gennaio 2011, Lecce-Bari: 0-1): “Siamo venuti al Tardini per giocare la nostra partita e per giocarci le ultime speranze di una salvezza senza dubbio difficile e complicata. Devo dire che oggi abbiamo fatto davvero una grande partita. Ed è questo che dobbiamo fare da qui alla fine del campionato. Dobbiamo credere nel nostro lavoro”. Dopo la sconfitta di oggi è chiaro che cresce il rammarico per la sconfitta subita due settimane fa contro il Chievo: “Abbiamo perso una grande occasione. Ora ci aspettano sette sfide incredibili e faremo del nostro meglio anche per i tifosi”.