Gattuso si sdoppia: allenatore-giocatore nel Sion

E’ arrivata, dopo la disfatta che il Sion ha subito nel match contro il Thun Gennaro Gattuso è stato il nuovo allenatore del Sion. Prende il posto dello spagnolo Victor Munoz, ex giocatore della Sampdoria negli anni Novanta. Il vulcanico presidente Christian Constantin ha proceduto alla nomina con effetto immediato: Ringhio dunque porterà a termine la stagione del club con il doppio ruolo di giocatore -allenatore.

Il Palermo ha scovato un potenziale fenomeno: Paulo Dybala

E adesso non chiamatelo campione. Sia chiaro: Paulo Dybala le stimmate del fuoriclasse ce l’ha, e la doppietta (dedicata al papà che non c’è più) messa a segno ieri pomeriggio contro la Sampdoria, è solo il biglietto da visita di una prestazione di altissimo livello per un giocatore che il prossimo 15 novembre compirà 19 anni. Miglior regalo non si sarebbe potuto fare.
Fin dai primi minuti di gioco il talento argentino ha fatto capire che in Serie A può starci eccome. Corsa, dribbling, sacrificio, ma soprattutto una visione della porta come pochi.
Ad ogni minima occasione il piccolo Paulo ha provato a superare il portiere doriano Romero, che dopo un paio di interventi interessanti si è dovuto inchinare alla maggiore voglia – e classe – del connazionale. La palla adesso passa a Gasperini, che dovrà vestire contemporaneamente i panni di allenatore e psicologo per provare a non caricare di troppe pressioni le spalle ancora strette dell’attaccante ex Instituto de Cordoba.

A voler essere onesti, molti meriti di Dybala andrebbero condivisi con Franco Brienza. Il sempreverde trequartista di Cantù anche ieri ha mostrato uno stato di forma invidiabile a dispetto dell’età. Trentatre anni e non sentirli. I suoi due assist per Dybala, invece, sono stati sentiti eccome dalla difesa della Sampdoria, che dopo la resistenza a oltranza nel primo tempo è crollata nella ripresa  come un castello di carte. Ciro Ferrara aveva studiato la partita che il Torino aveva disputato al Renzo Barbera poche settimane fa, ma non è riuscito a ripetere l’impresa della squadra di Giampiero  Ventura. I motivi sono sostanzialmente due: la Sampdoria non è squadra come il Torino, e soprattutto Ferrara non è un maesto della tattica come il collega granata. Troppa poca roba la Samp, per impensierire un Palermo affamato di punti e supportato a gran voce dai pochissimi tifosi che hanno sfidato il forte vento che soffiava ieri sulla città per assistere alla partita. Per la serie: pochi ma buoni.

Continuando con le note liete, ci sembra doveroso citare la prestazione della difesa rosanero. E’ inutile negarlo: con Massimo Donati al centro del pacchetto arretrato è tutta un’altra storia. Von Bergen può giocare più tranquillo, senza preoccuparsi delle eventuali sbavature dei compagni di reparto, e lo stesso Munoz ieri si è dimostrato un gigante confermando l’evoluzione tattica iniziata dall’arrivo in panchina di Gasperini. Una convergenza evolutiva che non coinvolge, almeno finora, Josip Ilicic. Anche ieri il talento (sì, il talento) sloveno non è riuscito a incidere più di tanto sulla partita. Troppi tocchi sbagliati per un giocatore dotato della sua classe; tanti uno-due da pagina uno del manuale del calcio (citando José Altafini) buttati alle ortiche; ma soprattutto tante conclusioni sbilenche e un’occasione scandalosa a pochi passi da Romero sprecata calciando in curva Sud. E l’attenuante del destro, suo piede debole, in Serie A può reggere fino a un certo punto.

Palermo: Giorgi e Munoz, simboli della rinascita rosanero

Che il Palermo sia cresciuto nelle ultime partite non ci sono dubbi. Così come appare evidente che gran parte dei meriti debbano essere attribuiti a Gian Piero Gasperini, abile a lavorare in pochi giorni sulla testa e sulle gambe dei giocatori, oltre che … sulla lavagnetta. La sua rivoluzione tattica ha portato benefici evidenti alla squadra e ai singoli, soprattutto a Ezequiel Munoz e Luigi Giorgi. Il primo, finito nel dimenticatoio durante l’era Sannino, ha manifestato evidenti segnali di miglioramento tanto da confermarsi prima riserva dietro il terzetto titolare – sulla carta – composto da Von Bergen, Donati e Mantovani. Il caso Giorgi, invece, è davvero curioso. Arrivato a Palermo sotto esplicita volontà di Sannino e Perinetti, l’ex tornante di Siena e Novara ha mostrato la sua imprescindibilità proprio nel 3-4-2-1 di Gasperini, sia come trequartista che come esterno sinistro di centrocampo.

I due rosanero, intervenuti quest’oggi in conferenza stampa al Tenente Onorato di Boccadifalco, hanno tributato i doverosi meriti al mister di Grugliasco: “Col Chievo è stata una vittoria importante – ha esordito Munoz -. Con Gasperini siamo cresciuti tantissimo, ma dobbiamo  continuare a fare bene a partire col Genoa”. Gli fa eco Giorgi: “Il mister mi ha chiesto di giocare come esterno di centrocampo e mi sono trovato benissimo. Con Miccoli e Brienza è tutto più semplice. A me interessa giocare – ha continuato -, in questa realtà sto crescendo molto”.

Il gol di Giorgi contro il Chievo ha fatto cambiare opinione a parte del pubblico rosanero, che non aveva visto di buon occhio il suo arrivo al posto del tanto atteso pezzo da novanta: “Sono felice che la rete col Chievo abbia fatto cambiare idea alla tifoseria. Io sono arrivato a Palermo in prestito, quindi devo far bene per convincere la società. In campo cerco di mettere sempre il massimo – ha puntualizzato il numero 17 rosa – e sono felice che qualcuno si stia ricredendo”.  Sul tema tifoseria, anche Munoz si toglie qualche sassolino dallo scarpino: “I fischi nei miei confronti non mi hanno fatto piacere, però io guardo avanti provando a fare sempre meglio. Mi volevo prendere delle soddisfazioni – ha ammesso El Chiqui -, e credo che piano piano ci sto riuscendo. I tifosi ogni tanto fanno bene a criticarci, altre volte no…”.

Intanto la squadra ha disputato una seduta mattutina alla quale hanno partecipato tutti fuorché Milan Milanovic ed Eran Zahavi. Quest’ultimo, infortunatosi durante il ritiro estivo a Malles Venosta, sarà a disposizione dopo la sosta per le Nazionali. Il recupero del centrale serbo, alle prese con una lesione capsulo legamentosa della caviglia sinistra, potrebbe richiedere più tempo.