Moviola in campo? Nella pallavolo si usa il Made In Italy

La moviola in campo ha fatto il suo ingresso sul terreno già con i Mondiali di Brasile 2014, dove il dubbio suo goal – no goal è stato sedato dalla goal-line technology che ha permesso di evitare il dubbio dopo il 90°.

Ma in altri sport l’utilizzo degli strumenti tecnologici avviene già da diverso tempo: il football americano per esempio, già dal 1987 utilizza l’instant replay, imposto dai proprietari delle franchigie a tutela dei propri investimenti mentre nel tennis si è ricorso all’occhio di falco che permette ai giudici di sedia di “appoggiarsi” al computer per decidere nei casi dubbi.

Anche la pallavolo “ama” la tecnologia ed il  Video Check ( così si chiama nel mondo del volley) sarà Made in Italy alle prossime Final Four di Champions League in programma a Berlino nel prossimo week-end.  Per aiutare gli arbitri infatti è stato scelto il sistema utilizzato nel massimo campionato italiano, scelto dalla Lega Pallavolo Serie A in collaborazione con la FIPAV. Per l’evento il sistema sarà addirittura potenziato, in quanto alle già classiche 12 telecamere utilizzate nei matches di Serie A, vi saranno  6 camere in più a fondo campo per i tocchi a muro, mentre le telecamere di linea osserveranno anche le situazioni di gioco sulla linea dei 3 metri.

Il presidente dell’AIA Nicchi: secco no alla moviola in campo

Nella settimana del Mondiale per Club , che ha visto l’esordio ufficiale dei due sistemi per valutare la situazione del goal-non goal, il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Marcello Nicchi in un’intervista a Sky Tg 24 è stato molto chiaro sulla sua posizione: “Tecnologia o non tecnologia, gli errori ci saranno sempre e l’unico scopo è limitarli al massimo con la speranza che diventino sempre meno decisivi. Il calcio senza l’imprevedibilità del gioco sarebbe meno affascinante. E poi, con il modo di ragionare che c’è a livello internazionale, la moviola non arriverà mai. Se poi si vuole insistere sul gol fantasma si faccia pure, ma questo non risolverebbe i problemi. E’ dimostrato che l’occhio di falco non è sicuro al cento per cento, all’arbitro di porta invece ancora deve sfuggire un gol”.