Il Livorno ricorda Morosini: amichevole con l’Atalanta Primavera

Giornata carica di ricordi quella che ieri il Livorno ha trascorso nella città orobica. Dapprima una visita al cimitero dove si trova la tomba di Piermario Morosini, portando un vaso di fiori rossi e un gagliardetto del Livorno. Poi nel pomeriggio gli amaranto hanno disputato un match amichevole con la rappresentativa Primavera dell’Atalanta sul campo di Osio Sotto, vincendo per 6-2.

Sempre ieri nella sede dell’associazione Calciatori a Vicenza il premio di studio “Piermario Morosini” è stato consegnato all’ex calciatore Bernardo Corradi. L’iniziativa è stata promossa da Aic e dall’Università di Parma e San Marino. Il premio ha come intento quello di  incentivare la formazione e lo studio di ragazzi che si siano distinti nello sport ma che intendano proseguire un percorso professionale oltre il calcio giocato, portando il nome di Piermario Morosini.

I cori contro Morosini costano le prime denunce

Le indagini in merito all’increscioso episodio avvenuto sabato scorso al Picchi di Livorno, dove dal settore ospite una frangia di tifosi ha intonato cori irriguardosi  verso la memoria di Morosini vede i primi esiti, Infatti, sarebbero stati identificati i primi denunciati attraverso le immagini. Il questore di Livorno, Marcello Cardona, aveva preannunciato in mattinata “provvedimenti rigorosi” . Al momento sono quattro i supporter del Verona già identificati.

Insulti a Morosini: la citta’ di Verona si costituirà parte civile contro i tifosi

Non si è ancora placata l’ondata di indignazione che ha invaso l’intero mondo del calcio dopo l’incredibile ed inaccettabile oltraggio perpetrato da alcuni pseudo tifosi del Verona (o forse sarebbe meglio definirli trogloditi) alla memoria del giocatore PierMario Morosini, deceduto in campo durante la partita Pescara-Livorno dello scorso campionato.

La società Verona ha preso immediatamente le distanze dal gruppo di beceri scalmanati che, stando alle dichiarazioni della digos, sarebbe già stato individuato e per i quali starebbero per scattare le inevitabili sanzioni previste dalla giustizia ordinaria.
Il Daspo, ossia il provvedimento che vieta l’accesso temporaneo alle manifestazioni sportive in questi casi è praticamente scontato, ma non si esclude che gli stessi possano essere colpiti in maniera ancor più pesante.

Colpa, o merito, della Figc che ha chiesto “provvedimenti esemplari” per sradicare e isolare episodi simili. Da segnalare le dichiarazioni del capitano del Livorno, Andrea Luci che avrebbe addirittura chiesto la radiazione della squadra scaligera.

Decisamente forte anche la presa di posizione del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha etichettato come assolutamente inammissibile l’offesa alla memoria di sabato scorso. Il sindaco ha anche annunciato che la Giunta si costituirà parte civile contro i tifosi veronesi protagonisti degli insulti.

 

Il capitano del Livorno Luci: Verona andrebbe radiato

Dopo i brutti corsi sentiti provenire dal settore veneto nel match di sabato pomeriggio allo stadio Picchi di Livorno, rivolti ad offendere la memoria del povero Morosini, Andrea Luci, capitano del Livorno, ha commentato in maniera forte e dura attraverso il quotidiano labronico ‘Il Tirreno”: “Il Verona meriterebbe la radiazione. Non c’è molto altro da aggiungere. E’ una vergogna. Piermario è sempre nei nostri cuori”.

Tifosi veronesi insultano Morosini a Livorno: in arrivo provvedimenti

Il club veronese che si scusa per il comportamento ignobile mantenuto da una parte, per fortuna limitatissima, dei suoi “tifosi”.

Non ci sono giustificazioni per quanto accaduto ieri verso la fine del primo tempo a Livorno quando un gruppo di ultrà del Verona ha scandito un coro di insulti verso il compianto Piermario Morosini, il calciatore  morto lo scorso anno a Pescara durante una partita.

Il coro è stato appena percepito dal resto dei tifosi presenti allo stadio, ma non è sfuggito alla Digos della questura livornese che ha filmato gli autori, i quali hanno concluso la performance con saluti romani e slogan fascisti.

Per completezza di informazione bisogna anche dire che nella curva livornese era stato esposto poco prima uno striscione contro i veronesi sul quale campeggiava la scritta: “Fascio tesserato servo dello Stato”.

“La società livornese rimane senza parole di fronte a questo episodio così come tutti coloro che hanno vissuto la vicenda”, si legge sul sito del club amaranto. “L’Hellas Verona F.C. Spa, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l’onore del calciatore del Livorno scomparso”, è la presa di posizione del club veneto.

Confidiamo che la giustizia ordinaria e anche quella sportiva prendano i necessari provvedimenti contro questi signori che non meritano di essere neppure minimamente associati al mondo dello sport. Una punizione esemplare per i beceri autori di questa prestazione è scontata. Probabilmente una forte penalizzazione per i club scaligero potrebbe rappresentare il giusto pugno di ferro delle istituzioni per far capire il messaggio ai futuri emuli di questi trogloditi.

 

 

Morosini: oggi il suo compleanno, avrebbe 26 anni

26 anni. E’ questa l’età di PierMario Morosini, il Moro, che oggi, 5 luglio avrebbe festeggiato il proprio compleanno. Lo sfortunato centrocampista del Livorno era nato il 5 luglio del 1986 a Bergamo.

Da quel maledetto pomeriggio di Pescara, 14 aprile, sono passati meno di 3 mesi. E’ ancora scolpita negli occhi di tutti noi quella sequenza di immagini terribili che, come un fulmine a ciel sereno, ha investito tutto il mondo del calcio e che per certi versi appare ancora inspiegabile.

Cardiopatia aritmiogena” è la causa ufficiale che ha strappato alla vita il buon Piermario. Da profani della materia non siamo in grado di esprimere un giudizio.

Tante, troppe le domande che continuano ad affollarsi nelle nostre menti e a cui vorremmo che qualcuno desse, prima o poi, una risposta plausibile.

Un intervento tempestivo avrebbe salvato la vita a Morosini?
O sarebbero bastati esami più accurati?
Il defibrillatore funzionava o no?

E quella maledetta macchina posteggiata all’ingresso dello stadio? 

Tutte domande destinate a rimanere senza risposta. Purtroppo.

L’unica cosa che riusciamo a dire è: ciao Piermario.
Ovunque tu sia, buon compleanno!

E se stasera Zeman e Toro vincono….

In programma sui campi di Pescara e Torino i recuperi, uno parziale e l’altro completo dei match determinanti per la scalata alla massima serie.

Dopo il posticipo del lunedì sera con il pareggio del Verona sul campo del già retrocesso AlbinoLeffe, la corsa alla promozione diretta potrebbe essere ristretta alle tre squadre di vertice che stasera scenderanno in campo. Lo scontro diretto Torino-Sassuolo può accendere nuovamente la città della Mole di sponda granata; una vittoria renderebbe la strada in discesa agli uomini del Presidente Cairo, a cui sarebbe sarebbe sufficiente un punto nei due match conclusivi.
Sulla sponda emiliana Pea si fa forte dell’entusiasmo della linea verde, conferma i titolari di sabato scorso a Livorno e chiede di sfruttare l’occasione.

A Pescara, sul terreno teatro della tragedia del povero Piermario Morosini, Zeman parte dallo 0-2 contro il Livorno. I labronici difenderanno con i denti il doppio vantaggio ed una vittoria darebbe ossigeno alla classifica che li vede in posizione play-out.I  pescaresi sono al top della forma, l’attacco gira a mille e sarà interessante vedere quanto riusciranno a resistere i ragazzi toscani all’assalto del trio delle meraviglie Verratti – Immobile – Insigne.

In caso di vittoria contemporanea degli abruzzesi e del Toro, Zeman festeggerebbe la promozione con due turni di anticipo. Ed allora i duelli con la Juve non sarebbero più solo verbali.

Morosini: sospensione per 6 mesi del vigile di Pescara

6 mesi di sospensione dal servizio.
E’ questa la sanzione amministrativa annunciata ieri per il vigile urbano di Pescara che lo scorso 14 aprile lascio’ posteggiata l’auto di servizio all’ingresso della Curva dello stadio abruzzese. Un posteggio maldestro che creò un ostacolo invalicabile all’ambulanza attesa sul campo per soccorrere lo sfortunato calciatore del Livorno PierMario Morosini.

Un provvedimento dovuto, precisa il Comune di Pescara, che prevede la sospensione per 6 mesi dalla retribuzione e che, come previsto nel regolamento, verrà corrisposta al 50 per cento dello stipendio tabellare oltre agli assegni familiari per eventuali figli.

Serie B saluta Morosini: tutti in campo con la maglia numero 25

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Da stasera, nell’anticipo di Padova fino al posticipo di martedì a Livorno tutt la Serie B, in occasione della 36° giornata, si vestirà con la maglia numero 25 e con il nome del giocatore tragicamente scomparso sabato scorso. Un modo molto commuovente per ricordare PierMario Morosini. 

ANTICIPI E POSTICIPI 
Sono intanto stati ufficializzati dalla Lega Serie B gli anticipi e i posticipi delle ultime giornate di campionato.
Ecco l’elenco completo

18^ giornata di ritorno
Domenica 6 maggio  ore 12.30: SAMPDORIA-REGGINA
Lunedì 7 maggio ore 19.00: GUBBIO – JUVE STABIA
Lunedì 7 maggio ore 21.00: TORINO – PADOVA

19^ giornata di ritorno
Venerdì 11 maggio ore 20.45: BARI – BRESCIA
Sabato 12 maggio ore 18.00: PESCARA – TORINO
Lunedì 14 maggio ore 20.45: ALBINOLEFFE – VERONA

20^ giornata di ritorno
Sabato 19 maggio ore 18.00: VERONA – VARESE
Domenica 20 maggio ore 12.30: TORINO – MODENA
Domenica 20 maggio ore 18.00: SAMPDORIA – PESCARA

Ciao Piermario

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Gli sguardi vagano, indugiano nell’aria della chiesa gremita. Gli occhi di Ciro Ferrara, Donadoni, Colantuono e molti altri sembrano specchiarsi nell’assenza di risposte; è un modo di guardare comune a tutti gli esseri umani, di fronte a fatti più grandi di noi, che ci costringono a sondare terreni poco avvezzi alla quotidianità.

Gli sguardi si alzano appena per poi tornare bassi, mentre la musica avvolge la chiesa ed inizia la cerimonia per l’ultimo saluto terreno a  Morosini.

Fuori, nella piazza di Monterosso antistante la chiesa, centinaia di persone assistono davanti a tre schermi giganti, perché l’affetto e la commozione hanno richiamato qui una folla prevista, ma non scontata: non ci sono curiosi, solo una comunità unita nel ricordo di “uno di loro”. E’ strano vedere gli ultrà più integralisti dell’Atalanta con gli occhi lucidi – qualcuno racconta di alcuni tra questi davvero devastati dal lutto.

Il primo a parlare è lo zio materno, che dal pulpito legge un passo delle sacre scritture e poi si defila, con la discrezione degli umili. Più avanti lo si vedrà inginocchiarsi accanto al feretro del nipote, con lo stesso riserbo di poco prima.  Padre Manenti, che ha visto crescere Piermario, usa parole dolci e delicate, non retoriche o di circostanza: non è soltanto un prete, è soprattutto un Uomo.

“La Fede è cosa da uomini e tu lo eri, sei venuto dalla terra e nella terra sei rimasto ben radicato,” dice commosso, “ Mario raccontava di avere più grazie da dire che recriminazioni da fare, pensando alla propria vita.”

Lacerano qualcosa dentro concetti come questo.

Siamo disarmati, senza punti di riferimento forse, ma non persi e non senza speranza; è il bello della nostra fragilità.

Poco prima del termine, c’è tempo per una delle canzoni preferite da Morosini, “Non è tempo per noi” di Ligabue, cantata a tre voci, davvero molto suggestiva ed evocativa; tutta la chiesa si unisce in un battito di mani struggente. Moro era un sentito fan del Liga, presente all’ultimo grande evento di Campovolo a Reggio Emilia, l’estate del 2011.

Quando la bara sfila tra la gente al termine della messa, è impossibile trattenere le lacrime; si stemperano soltanto un po’ nel lungo applauso che avvolge l’aria e che dona qualche folata di calore umano. Compassione e misericordia.

Il grande circo del pallone dovrà proseguire, ci farà presto dimenticare le immagini più dolorose sostituendole con l’esultanza dei goal, i trofei sollevati, il fiato trattenuto prima di un calcio di rigore.

Ma non potremo e non dovremo mai dimenticare i sorrisi di quelli che sono andati altrove, a giocare in modo diverso, sereni ed in pace casomai.

Come Meroni, Mero, Morosini e i tanti meno o per niente famosi, ma tutti uniti in una infinita ed eterna passione.