L’allenatore in aiuto dell’arbitro: fa espellere il proprio giocatore. Anche Mondonico d’accordo

Il direttore di gara non si accorge di un fallo di reazione, il tecnico invece sì e chiede il secondo giallo per il suo difensore. Sembra l’inizio di una barzelletta sul calcio; al contrario l’episodio è accaduto davvero domenica scorsa, durante la gara tra Triuggese e Nino Ronco. Il campionato è quello della Seconda Categoria, girone T brianzolo.

UN ALLENATORE CONTROCORRENTE – Alle porte di Milano si parla ancora abbondantemente del fatto, forse perché talmente avulso dalla consuetudine da sperare che diventi norma e che non resti eccezione. Il quotidiano la Repubblica si è occupato della notizia, spiegando come l’allenatore del Nino Ronco, Francesco Natobuono (mai cognome fu più azzeccato) si è reso protagonista dell’accaduto. Alla metà della prima frazione di gioco, con la propria squadra già in svantaggio di una rete, il mister del Ronco ha visto un fallo di reazione di un suo difensore – già ammonito –  ai danni di una punta avversaria. Dato che l’arbitro non se n’era accorto, ha provveduto egli stesso a farglielo notare, rimarcando pure che si trattava del secondo giallo. Risultato: espulsione e squadra in dieci per più di un’ora.

PARERI CONTRASTANTI – Come si può facilmente immaginare, giocatori e spettatori sono rimasti basiti. Nel dopo partita però le idee hanno iniziato ad essere piuttosto chiare: il sindaco di Ornago, Maurizia Erba, ha mostrato soddisfazione, dichiarando che “se nel nostro Paese ci fossero più persone come Natobuono, non saremmo così pericolosamente alla deriva.” Il parere del presidente del Nino Ronco, Dardo Colombo, è più diplomatico e fa trapelare un filo di rammarico: “Non dico che abbia fatto male, ma avrei preferito che la cosa fosse poi risolta negli spogliatoi.” Come dire che sarebbe stato meglio giocarsela in undici; in fondo, se l’arbitro non vede il problema non ci riguarda. Per la cronaca, il Ronco ha poi pareggiato al novantesimo.

Il tecnico dei monzesi, se ce ne fosse bisogno, chiarisce la sua condotta: “Tutti vogliamo vincere, ma io voglio farlo in modo pulito e corretto. Non ci si comporta così”. Giù il cappello.

MONDONICO: “HA FATTO BENE” –  L’ex allenatore di Torino e Atalanta Emiliano Mondonico sta con il suo collega: “Se un giocatore compie un atto antisportivo ci sta chiedere che venga espulso. Sento dire che dovrebbe essere così anche in Serie A, ma la verità è che nel massimo campionato sono professionisti, i gesti idioti sono molti meno. E’ dura non farsi “beccare”. Certo, verrebbe da dire che non c’è questo tipo di fair play perché girano tanti soldi.” Tuttavia non sono mancati gesti Sportivi con la maiuscola anche nei massimi tornei, come in occasione di Ascoli-Reggina del 2009, campionato di B. Pillon, tecnico dei bianconeri, ordinò ai suoi difensori di non intervenire e di lasciar pareggiare i calabresi, dopo che l’Ascoli era passato in vantaggio con un avversario a terra. Certo è che il giorno dopo, lo stesso Pillon disse: “Non so se lo rifarei.”

 

La notte delle lacrime e dei sorrisi (terza parte)


Passiamo in rassegna le squadre mancanti della serie A appena terminata.
Giovinco a Parma è esploso come uomo squadra e realizzatore. la ex casa madre lo aspetta (?) per palcoscenici più elevati; la stagione dei gialloblù è però vissuta sul filo del rasoio fino alle ultime partite, poi un filotto di vittorie l’ha portata tranquillamente a metà classifica, per Donadoni una bella conferma.

Il Cagliari è stata la solita squadra di ogni anno, gioca bene, fa punti e poi molla gli ormeggi, sull’isola si aspetterebbero qualcosa in più, magari fosse solo lo stadio andrebbe anche bene. Diamanti a Bologna ha trovato la sua dimensione come giocatore, l’occasione della nazionale potrebbe farlo esplodere definitvamente, visto che il suo talento ha deciso molte partite dei rossoblù; Pioli, dopo il mese negativo a Palermo, ha preso in mano la squadra ed ha mostrato un buon calcio, che lo aspetti un progetto altrove ora?

Il Genoa ha vissuto una delle annate più drammatiche; la presa di potere dei tifosi a Marassi, oltre ad essere una delle pagine più nere del calcio italiano, è un pugno allo stomaco per i genoani, e la salvezza guadagnata più per crolli di altri è un brodino caldo.

Vediamo ora le tre retrocesse nella cadetteria. Il Lecce è crollato proprio sul finale, quando sembrava possibile il miracolo grazie ad un Cosmi che si merita un posto fisso nei clubs di serie A per il carisma dimostrato ancora una volta. Muriel e Quadrado partiranno sicuramente per fare le gioie di altre squadre e divertire ancora mentre la società appare in grossa crisi economica, aspettando anche eventuali sentenze di Scommessopoli.

Il Novara è stato una ventata di allegria ed un gradito ritorno dopo 55 anni; al Silvio Piola il terreno sintetico e lo stadio all’inglese è stato un esperimento perfettamente riuscito. La società è stata sempre con i piedi per terra, ha provato anche a riproporre un mister come Mondonico che mancava all’ambiente, purtroppo il tentativo è fallito per lo scarso valore tecnico della squadra.

Infine il Cesena, flop completo, sia a livello societario, sia a livello tecnico. Il mercato ha finito per svuotare le casse ed appensantire i bilanci, la squadra non ha mai dato l’impressione di poter crederci e Mutu ha probabilmente messo fine alla sua carriera con una stagione deludente. Beretta sinceramente non poteva fare nulla di più.