Il Sorrento a Castellamare di Stabia? Ai tifosi delle “Vespe” la cosa non piace

Iniziato il campionato con una sconfitta casalinga contro il Livorno, la Juve Stabia, o meglio lo stadio Menti di Castellammare di Stabia potrebbe ospitare l’esordio del Sorrento, squadra di LegaPro, domenica prossima contro il Gubbio.

Ma la questione ha fatto scatenare un vero putiferio, perché l’Assessore all’Edilizia Sportiva Donnarumma del comune stabiese si è detto contrario all’evento già mesi fa, causa le pessime condizioni del manto sintetico, arrivando a minacciare le dimissioni dall’incarico qualora il Sindaco avesse accettato la proposta. Inoltre ai tifosi delle Vespe la cosa non è molto gradita, in quanto storici avversari del Sorrento. Ecco i comunicati del club stabiese e dell’Assessore Donnarumma in merito.

Il comunicato della S.S. Juve Stabia: In riferimento alla nota del Direttore Generale della Lega Pro, dott. Francesco Ghirelli, in relazione alla disputa della partita di calcio Sorrento-Gubbio il 2 settembre p.v. presso lo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, la S.S. Juve Stabia precisa di non essere mai stata interpellata da alcun organo, in quanto mera affittuaria dell’impianto sportivo. Pertanto, ogni decisione in merito spetta solamente al proprietario della struttura, ovvero l’Amministrazione Comunale.

Lo sfogo dell’Assessore Donnarumma: “Se il Sindaco ha fatto una scelta del genere di sua iniziativa, rassegnerò le mie dimissioni. Il manto erboso non è in grado di ospitare altre manifestazioni al di fuori di quelle legate alle formazioni cittadine che hanno già avuto difficoltà ad usufruire dell’unico impianto della città. Per le sue condizioni, il sintetico del Menti, potrà garantire non più che l’attuale campionato alla Juve Stabia. Proprio per questo motivo, le formazioni giovanili stabiesi hanno dovuto emigrare a Torre del Greco, mentre la Libertas Stabia ha disputato alcune gare a Vico Equense. Di fronte a queste difficoltà evidenti, se verranno davvero ospitate gare di formazioni non stabiesi, rassegnerò al Sindaco le mie dimissioni”.

Vicenza – Napoli 3-0 la Coppa Italia si tinge di biancorosso


A dieci anni di distanza dalla favola dell’Atalanta, sconfitta in finale dal Napoli scudettato di Maradona, un’altra esponente del calcio di periferia si affaccia all’evento conclusivo. Protagonista è questa volta il Vicenza di un giovane allenatore, Francesco Guidolin. Ottenuta la promozione in A, nel 1995/96 il Vicenza raccoglie consensi e una salvezza tranquilla grazie a un’ottima impostazione tattica e a una buona tecnica. L’anno dopo è addirittura speciale: la soddisfazione di aver guidato la classifica il 24 novembre 1996, l’ottavo posto a fine campionato, e la vittoria in Coppa Italia!

In finale la storia si ripete come dieci anni, contro il Vicenza si para il Napoli. Ma tra i partenopei Maradona non c’è più e così qualcosa può cambiare nel copione.
Di fronte ai biancorossi veneti c’è il Napoli, che, nonostante i buoni risultati iniziali ed il convincente cammino in Coppa, ha appena licenziato il buon Gigi Simoni per lasciar campo all’uomo di casa Montefusco: all’andata, nella bolgia di un San Paolo stracolmo, gli uomini di Guidolin riescono a limitare il passivo. 1-0,  con rete di Pecchia.Al vecchio “Menti” vestito a festa e pieno come un uovo, i partenopei subiscono una rimonta pesante in 120 minuti.

Lo striminzito vantaggio viene immediatamente pareggiato dal tap-in vincente di Gimmy Maini, che trascina così la gara sino ai tempi supplementari. Il minuto di grazia è il centodiciottesimo: calcio di punizione per i biancorossi, destro secco di Beghetto, Taglialatela arpiona male e Maurizio Rossi è il più lesto di tutti a presentarsi all’appuntamento con la storia. La festa del Vicenza diventa tripudio assoluto quando il giovane Ianuzzi, grande promessa persasi poi nel firmamento del calcio italico, chiude i conti di un perentorio quanto inappuntabile 3-0. La folla del Menti porta in trionfo un gruppo fantastico, che in soli quattro anni è passato dal vivacchio in terza serie sino alla vittoria in Coppa Italia ed al ritorno in Europa.

L’anno successivo una città intera si farà onore sul palcoscenico della Coppa delle Coppe, arrivando sino alle semifinali dove il Chelsea di Vialli stoppò nei due matches i sogni europei. L’epoca di G.B. Fabbri e di Pablito Rossi aveva dunque avuto un seguito fantastico.