Calcioscommesse: Conte squalificato 10 mesi, assolti Pepe e Bonucci. Lecce e Grosseto in Lega Pro

Tutto come previsto e come ampiamente anticipato nei giorni scorsi. Antonio Conte, il tecnico campione d’Italia della Juventus, è stato squalificato in primo grado per 10 mesi dalla Commissione Disciplinare nell’ambito del processo sul calcio scommesse. La richiesta della Procura era per 15 mesi di squalifica e i fatti si riferiscono a quando Conte sedeva sulla panchina del Siena.

Assolti invece Simone Pepe e Leonardo Bonucci, che all’epoca dei fatti contestati dalla Procura giocavano rispettivamente a Udine e a Bari. La Procura aveva chiesto 3 anni e 6 mesi per il difensore e un anno di squalifica per l’esterno bianconero. La Juventus ha espresso attraverso una nota ufficiale “grande soddisfazione per l’assoluzione dei calciatori Leonardo Bonucci e Simone Pepe” ribadendo “il proprio pieno sostegno ad Antonio Conte e Angelo Alessio, nell’auspicio che i prossimi gradi di giudizio possano infine permettere alla loro innocenza di emergere appieno”.

Rimanendo in Serie A il Bologna non dovrà scontare nessun punto di penalizzazione durante il prossimo anno. Assolti i giocatori Marco Di Vaio e Daniele Portanova. La Procura aveva chiesto due punti di penalizzazione per gli emiliani.

Gli altri provvedimenti riguardano il Lecce e il Grosseto. La Commissione disciplinare ha deciso la retrocessione in Lega Pro . Sanzione pesante per l’ex presidente dei pugliesi, Andrea Semeraro, che è stato inibito per 5 anni così come il patron del club toscano. Infine, per il Novara è stata decisa una penalizzazione di 2 punti che si sommano ai 3 già inflitti.

Van Persie dice no alla Juve e si avvicina allo United


Manchester, sponda United. Sempre volgere al termine l’affaire Van Persie con l’olandese pronto ad affiancare Wayne Rooney nell’attacco dei Red Devils. Le ultime notizie in arrivo da oltremanica danno per vicino l’accordo tra Arsenal e Manchester United per l’approdo alla corte di Sir Alex Ferguson di Van Persie. Secondo quanto riportato dal Daily Mirror l’entourage del giocatore avrebbe già avvertito la Juventus che non approderà in Italia (tra i motivi ci sarebbe anche il fatto che la moglie è contraria a lasciare la Gran Bretagna) e ha già un accordo con un altro club.

Niente nomi ma lo United appare ormai l’unica destinazione possibile visto che anche il Manchester City appare fuori dai giochi. Comunque ancora nulla di ufficiale con Van Persie in Germania per la prossima amichevole dell’Arnsenal contro il Colonia e Alex Ferguson che ieri sera – a margine del match contro il Barcellona – ha frenato sul suo arrivo: “Abbiamo fatto un’offerta ma al momento non c’è stato alcun passo avanti con l’Arsenal. E’ difficile dire il motivo per cui stanno operando in questo modo”.

L’Arsenal non è riuscito a convincere il proprio attaccante a rinnovare il contratto e rischia pertanto di perderlo tra un anno a costo zero rispetto ai 20 milioni di sterline che potrebbe incassare quest’anno dalla sua cessione. Non va poi dimenticata l’età avanzata del giocatore che da pochi giorni ha compiuto 29 anni.

Tormentone Destro. Dopo Juventus, Inter e Roma ora spunta anche il PSG

Non mancano le offerte per Mattia Destro che si candida a diventare il tormentone del calciomercato 2012.

 

 

L’attaccante, in comproprietà tra Siena e Genoa è richiesto da molti club italiani e non. Le offerenti più accreditate sono state, almeno fino ad oggi Juventus, Inter e pure la Roma di mister Zeman.

Ma non si deve escludere un possibile passaggio del calciatore ad un club straniero. Secondo i più informati, infatti, sarebbe sempre più vivo l’interesse del PSG di Carlo Ancelotti per il calciatore che l’anno scorso è maturato definitivamente sotto la guida di mister Sannino a Siena.

Il ds dei toscani, Stefano Antonelli, ai microfoni di Sky ha infatti precisato che anche altri club stranieri sono interessati all’attaccante dell’Under 21.

Verita’ o solo un’abile mossa per alzare il prezzo? Certamente chi vorrà  assicurarsi l’attaccante dovrà sborsare almeno 20 milioni di euro: niente male per un calciomercato 2012 dove la parola d’ordine sembra essere la sobrietà assoluta.

 

Nuova maglia Juve: 0 2 oppure 3 stelle


E venne il giorno atteso da milioni di juventini: la nuova maglia per la stagione 2012/13 presentata ieri che si dimostra buona per tutte le occasioni. Svelata la divisa da trasferta si può osservare che i bianconeri giocheranno con una maglia senza stelle – prontamente coperte – e la scritta “30 sul campo” sotto lo stemma.

Ma nei negozi sarà possibile modificare la propria casacca acquistando una speciale patch con la scritta “30 sul campo“. La maglia da trasferta presenta un modello girocollo che s’ispira all’edizione 1941-42, quando la Juve vinse la Coppa Italia.
All’interno è ricamata la frase di Boniperti “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.Non è stato sottovalutato in casa Nike la volontà di assecondare lo spirito eco-compatibile, ovvero la maglia è stata realizzata riciclando 13 bottiglie di plastica.

Ma prima di giungere a questa nuova camiseta, si è dovuti arrivare ad un compromessso con la casa americana che pretendeva il rispetto del contratto, ovvero che le divise da gioco e quelle per i tifosi fossero le medesime.

Per cui nelle foto ufficiali di presentazioni non appaiono stelle mentre nei negozi sarà possibile personalizzare con questa patch particolare, soddisfando l’orgoglio di chi rivendica le vittorie tolte dalla giustizia sportiva.

Del Piero saluta la Juve, il futuro è all’estero. Parole d’amore per i tifosi

Dopo 19 stagioni, 705 gare e 289 gol Alessandro Del Piero dice addio alla Juventus. Nella conferenza stampa all’Hotel Principi di Piemonte di Torino, il capitano dei neo campioni d’Italia ha ricordato i suoi tanti anni in bianconero senza però svelare la sua prossima destinazione. L’unica certezza è che continuerà a giocare a calcio e non in Italia, perché “qui non potrei mai indossare un’altra maglia”. Il futuro sarà quindi lontano. Del Piero non svela le carte ma ribadisce che “la scelta sarà ottimale sotto tutti gli aspetti. Non ho precluso nessuna strada per quello che farò”.

Il ricordo più bello è dedicato ai tifosi juventini e all’immenso tributo dello Juventus Stadium durante la partita contro l’Atalanta. “Mi ha messo i brividi, ricorderò sempre i tifosi della Juve. Con l’Atalanta ho festeggiato due scudetti, quello vinto e quello ricevuto in campo come tributo per quello che ho fatto con questa maglia”. Le parole dolci per la Juve non finiscono qui. Del Piero, come già fatto nel suo ultimo libro, ha ricordato che da bambino “sognavo di vincere con la Juventus e con la Nazionale”.

Un obiettivo sicuramente raggiunto dal capitano in partenza che, stuzzicato dai giornalisti sul futuro della sua maglia numero 10, ha risposto come al solito senza scomporsi augurando “a chi la porterà dopo di me di avere una carriera gloriosa come e più di me”. Del Piero ha ribadito la sua contrarietà a ritirare la numero 10 perché “non bisogna togliere i sogni di nessun bambino o ragazzo di indossare quella maglia”.

Per il prossimo numero 10 i sogni dei tifosi sono già tutti per Robin Van Persie, l’attaccante dell’Arsenal che la scorsa settimana ha incontrato in gran segreto a Torino i dirigenti della Juve. La proposta di Marotta dovrebbe aggirarsi intorno ai 7 milioni di euro l’anno per l’olandese fresco capocannoniere della Premier. Un top player che farebbe dimenticare un po’ l’addio del capitano.

Il pagellone della Juve: Conte e’ il vero artefice del tricolore

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Buffon 8

Era probabilmente dai mondiali del 2006 che il portierone della nazionale non si esprimeva a questi livelli. Il meno battuto della stagione e da elogiare per l’impegno con cui si è applicato nel nuovo stile di gioco che ha imposto Conte con decine di palloni a partita che transitano dai suoi piedi. Lo scivolone della partita con il Lecce alla fine non ha influito sulla cavalcata bianconera. Leader a 360 gradi, da elogiare la citazione per gli ex illustri compagni (Camoranesi, Nedved e Trezeguet) che insieme a lui e Del Piero hanno condiviso l’anno di purgatorio in serie B.

DIFESA

Lichsteiner 7,5
Ha aperto lui la cavalcata juventina con il goal al Parma. Prima parte di stagione da incorniciare da stantuffo tuttofare sulla fascia destra. Più in difficoltà nel girone di ritorno quando sovente Conte lo ha alternato con Caceres. Sovente qualche eccesso di nervosismo che dovrà imparare a controllare.

Barzagli 8,5
Nella prima parte della stagione è stato la vera colonna portante della retroguardia. Perfetto nelle chiusure e una forma straripante gli ha permesso di concedersi disimpegni alla Beckenbauer. Ultimi mesi senza sussulti complice anche un infortunio muscolare e il cambio di modulo che lo ha relegato nel centro-destra della difesa. Impeccabile.

Bonucci 7,5
Inferno e ritorno. Voto frutto della caparbia sua (e di Conte) nel risalire la china dopo una serie di sviste difensive che lo avevano reso bersaglio numero uno del pubblico. Se confermerà la cattiveria agonistica dimostrata a fine campionato potrebbe ritagliarsi un ruolo importante nella juve del futuro (è fresco di rinnovo al 2015). Decisivo anche sotto porta con tre realizzazioni.

Chiellini 8,5
Baluardo. Inizio di stagione zoppicante che lo aveva dirottato sulla fascia sinistra. Il crescere della forma fisica lo ha pio reso baluardo insormontabile per gli avversari e all’occorrenza pronto a suonare la carica in avanti con incursioni tutta potenza. 

De Ceglie 7
E’ riuscito a guadagnarsi il suo spazio quando mister Conte è passato al 3-5-2. Ha forza fisica e la giusta sfrontatezza per pedalare su tutta la fascia. Spesso dimenticato dai commentatori, l’ex ragazzo della Primavera si è sempre fatto trovare pronto. E chissà che non arrivi una chiamata da Prandelli.

CENTROCAMPO

Pirlo 9
Prima regola della Juve: tutti i palloni vanno passati a Pirlo. E lui si è messo completamente a disposizione dei compagni con prestazioni super, dove il margine di errore nei suoi passaggi ha sempre sfiorato lo zero virgola. Lo scarto del Milan (chissà cosa ha pensato Galliani) è stato la fonte di ogni azione bianconera. Senza saltare una partita e con lampi di genio che a Torino non si vedevano da un pezzo.

Vidal 8,5
Da buon acquisto si è trasformato in uno dei centrocampisti più ricercati d’Europa. Il cileno corre, strappa palloni come un indemoniato (secondo ruba palloni d’Europa dopo Schweinsteiger), sforna assist deliziosi (vedere il ritorno contro l’Inter) e nelle ultime giornate si è concesso il lusso di segnare diversi gol di pregevole fattura . La sua frase “Mi cerca il Real? Gioco già nella squadra più forte del mondo” lo ha elevato a vero idolo dei tifosi. Complimenti a Marotta che lo ha strappato al Bayern Monaco.

Marchisio 8,5
Grandissimo inizio di stagione con gol, corsa e tante classe nelle giocate. Poi un calo fisiologico nei primi mesi del 2012 per ritrovare lo smalto nel momento clou della stagione. Ha segnato contro il Milan, l’Inter e la Roma. Bianconero fin da bambino, quest’anno ha fatto il salto di qualità diventando uno dei migliori centrocampisti italiani. 

Giaccherini 7,5
Jolly. E’ lui una delle più piacevoli rivelazioni della stagione. E’ via via diventata la prima alternativa ai tre tenori del centrocampo con Conte che lo ha reinventato da mezz’ala, continuando a utilizzarlo anche da terminale offensivo o esterno di sinistra quando c’era bisogno di cambiare il ritmo alle partite. Spesso impreciso sotto porta, ma sempre nel vivo del gioco e con facilità irrisoria di corsa. Non è escluso che Prandelli ci faccia un pensierino.

Estigarribia 6,5
Pagato due lire, sembrava il classico giocatore da tribuna. Invece in tribuna sono finiti sempre Krasic e Elia. Il suo momento di gloria è stata la rete al San Paolo, ma il paraguaiano ha sfoderato prestazioni dignitose anche in Coppa Italia.

Padoin 6
Arrivato a metà stagione, solo qualche breve apparizione. Energico nell’unica partita da titolare contro il Chievo dove ha trovato un Sorrentino insuperabile che gli ha negato due volte la gioia del gol, poi trovato nell’ambito della goleada a Firenze.

ATTACCO

Pepe 7,5
E’ partito alla grandissima con una media da attaccante puro per poi calare alla distanza. Ma chi avrebbe scommesso su una stagione così da uno che l’anno scorso veniva bollato come “non da Juve”? Fin quando Conte ha insistito con il 4-3-3 il contributo di Pepe è stato fondamentale.

Vucinic 8
Croce e delizia dei tifosi. Non ha segnato tanto (9 gol) ma ha fatto segnare tantissimo (10 assist). A volte non si capisce se ha più classe o più svogliatezza. Nelle ultime partite ha però deliziato con colpi di altissimo livello. Conte lo ha sempre considerato l’unico elemento insostituibile dell’attacco bianconero. Il top player tanto invocato dal popolo juventino. Ancora una volta ha visto bene il mister.

Matri 7
Prima parte di stagione da 8,5, seconda da 5. Il bomber della Bassa è il capocannoniere della Juve campione d’Italia (con 10 reti), ma i tifosi si aspettavano qualche golletto in più. Più a suo agio a fare la punta centrale nel 4-3-3. L’impegno è stato comunque altissimo e ha segnato gol pesantissimi per la conquista del tricolore: a San Siro contro Inter e Milan e la doppietta all’Udinese. Mezzo voto in meno perché il centravanti di una squadra che colleziona 7-8 occasioni da gol a partita dovrebbe buttarla dentro più spesso.

Del Piero 7
La sua prima parte della stagione non è giudicabile. Impiegato poco o nulla da Conte complice il modulo poco idoneo alle sue caratteristiche, ha fatto il suo in coppa Italia per poi firmare quello che indubbiamente è stato il goal più importante dell’annata (quello del 2-1 alla Lazio) senza il quale la storia della stagione bianconera poteva essere ben diversa. Mai una polemica, il miglior modo per dire arrivederci alla Vecchia Signora.

Quagliarella 6,5
Il girone d’andata l’ha guardato dalla panchina per i postumi del grave infortunio dello scorso anno. Più presente nella seconda parte del campionato. Il suo contributo non è mancato, ma potenzialmente è un giocatore che potrebbe giocare su livelli decisamente più alti.

Borriello 6
Fischiato dai tifosi al suo arrivo in gennaio, l’ex milanista ha però segnato un gol pesantissimo che ha risolto la delicata trasferta di Cesena. Basterà per convincere Marotta a riscattarlo?

Krasic ed Elia 5
Le due grandi speranze per 4-2-4 su cui voleva impostare la stagione mister Conte. Il serbo si è subito perso complice l’ostilità del pubblico e un mancato inserimento nel gioco di squadra. A metà stagione era già con le valigie in mano. Più oscura la storia di Elia, ancora troppo acerbo per il nostro calcio e soprattutto un solista che mal si addiceva all’orchestra bianconera.

ALLENATORE

Antonio Conte 10
Da tutti riconosciuto come il vero artefice della rinascita bianconera. Condottiero dal primo all’ultimo giorno, ha saputo modellare le sue idee agli uomini a disposizione accantonando il suo amato 4-2-4 per un più duttile 4-3-3 che si calzava a pennello su giocatori quali Vidal, Pepe e Vucinic. Ritmi sempre elevati, gran possesso palla e giocatori sempre in movimento per aprire le difese avversarie. Impronta di gioco che potrà continuare a dare i suoi frutti anche in futuro. Non si poteva chiedere di più a una rosa che va sicuramente rinforzata in vista della prossima sfida: la Champions League.

Scudetto ancora in bilico: 45 minuti per decidere

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Tanto nervosismo e decisioni dubbie nei primi 45 minuti.
A Trieste la Juventus è un vantaggio 1-0 contro il Cagliari grazie ad un goal di Mirko Vucinic.

Pareggio a SanSiro nel derby. Al goal di Milito ha risposto il solito Ibrahimovic su rigore.

Al momento la Juventus sarebbe sul +3 e quindi scudetto virtuale alla Vecchia Signora.

Ancora poco e sapremo.

Serie A in campo. Battaglie per scudetto, Champions e salvezza

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Il turno infrasettimanale di stasera sarà caldissimo su tre fronti: scudetto, terzo posto e salvezza. Dopo i due anticipi di ieri (zero a zero tra Chievo e Roma, Napoli vittorioso 2 a 0 sul Palermo), alle 20.45 sono in programma 7 sfide, mentre domani Parma-Inter chiuderà la 36° giornata.

Volata scudetto. La Juve capolista ospita il Lecce, a caccia disperatamente di punti salvezza, mentre il Milan riceve a San Siro l’Atalanta, che senza i 6 punti di penalizzazione sarebbe a soli 3 punti dalla zona Champions. I bianconeri hanno a diposizione il primo match ball: in caso di vittoria e di eventuale sconfitta del Milan, gli uomini di Conte sarebbero campioni d’Italia a due giornate dal termine. La Juve arriva da 8 vittorie consecutive condite da numeri impressionanti: 23 gol segnati e 1 solo subito. Vale a dire una media a partita di 2,87 gol. Il Milan, però, grazie al ritrovato Boateng, non vuole mollare la presa sulla capolista, come dimostrano i 4 gol rifilati domenica al Siena. Dopo la gara di stasera il calendario prevede domenica un bollente Inter-Milan e Cagliari-Juventus (a Trieste), mentre all’ultima giornata sono in programma Milan-Novara e Juve-Atalanta.

Bagarre per un posto in Champions. Traffico intenso per riuscire a staccare il biglietto che vale il preliminare Champions. Quattro le squadre coinvolte, un solo posto disponibile. Il Napoli, che sembra aver trovato la brillantezza dei giorni migliori, ieri ha archiviato la pratica Palermo grazie alle reti di Cavani (su rigore) e Hamsik. I partenopei sono così saliti a quota 58 punti, ma stasera Lazio e Udinese (entrambe a 55 punti) hanno la possibilità di raggiungere in classifica i ragazzi di Mazzarri. I biancocelesti ospitano il Siena mentre l’Udinese farà visita ad un Cesena già retrocesso. Domani spazio all’Inter (55 punti) che andrà a Parma prima di tuffarsi in un finale di campionato assai intenso: la stracittadina contro il Milan e la trasferta in casa Lazio domenica 13 maggio.
 
Testa a testa per la salvezza. Anche in coda i conti sono più aperti che mai. Con il Cesena già retrocesso e il Novara che potrebbe dire addio alla A questa sera a Firenze, la battaglia è tra il Genoa (che ospita il Cagliari sul neutro di Brescia) e il Lecce, che farà visita allo Juventus Stadium con mister Cosmi che (causa squalifica) vedrà la partita dalla tribuna. Un testa a testa che, molto probabilmente, proseguirà fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.
 
A completare il quadro della 36° giornata Catania-Bologna, due squadre già ampiamente salve che quest’anno hanno mostrato sprazzi di bel calcio.

Gli squalificati in serie A. Juventus multata per cori razzisti

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Due giornate a Carrizo, Pandev e Pegolo dopo il turno infrasettimanale…

Il Giudice Sportivo ha reso noti i nomi dei giocatori squalificati per adesso in Serie A dopo il turno infrassettimanale, 32^giornata di campionato.

Due giornate di stop a Pandev (Napoli), Carrizo (Catania) e Pegolo (Siena); un turno per Kozak e Mauri (Lazio), Pellissier e Sardo (Chievo), Blasi (Lecce), Contini (Siena), Amauri (Fiorentina), Denis (Atalanta), Garcia (Novara), Ilicic (Palermo), Moretti (Genoa), Pinzi (Udinese), Samuel (Inter).

Per quanto riguarda le ammende alle società, 30mila euro alla Juventus per cori razzisti nei confronti di un giocatore della Lazio; 10mila euro alla Roma, 3mila al Napoli e 2mila al Catania.

La Juve canta “O surdato nnammurato”, il Milan e’ a -2

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Sarà Juventus-Milan fino alla fine. E’ questo il verdetto del week end di Serie A, iniziato sabato pomeriggio con le feroci polemiche di Catania e terminato ieri sera con il trionfo dei bianconeri su un Napoli a corto di idee e di gambe. La squadra di Mazzarri ha cercato di arginare il furore degli uomini di Conte, ma dopo il vantaggio un po’ fortunoso di Bonucci la Juve ha dominato in lungo e in largo colpendo De Sanctis ancora due volte.

Il 3-0 ci sta tutto. Buffon non ha dovuto fare nemmeno una parata e il ruolino di marcia dei bianconeri inizia ad essere impressionante: nelle ultime tre gare il tabellino dice 10 gol fatti e 0 subiti. Il Milan è solamente a 2 punti, ma i rossoneri possono contare su un calendario più semplice nonostante la variabile Champions. Partite come quelle contro il Barcellona (domani il ritorno al Camp Nou) tolgono energie fisiche e mentali in quantità industriali.

La vigilia di Pasqua sarà un altro test importante per la banda di Conte, impegnata nella delicata trasferta di Palermo mentre il Milan ospiterà in casa una Fiorentina pericolante. In mezzo la super sfida ai blaugrana e le polemiche che non tenderanno a placarsi. Perché Juve-Milan sarà anche una guerra di nervi con due squadre pronte a scatenarsi ad ogni minima svista arbitrale.

Tornando al match di ieri sera, dopo un primo tempo di studio la Juve ha spazzato via il Napoli con tanta rabbia, tanto gioco ed anche una buona dose di spettacolo. Se per il primo gol i bianconeri devono ringraziare la dea bendata, il secondo è una perla di Vidal. Il cileno (migliore in campo) ha ubriacato Campagnaro con una serie di doppi passi per poi sparare un missile che si è infilato dritto all’angolino.

L’ingresso di Del Piero per Vucinic ha surriscaldato lo Juventus Stadium, letteralmente esploso al gol di Quagliarella proprio su suggerimento del capitano. Finisce così, con il popolo bianconero che in delirio canta “O surdato ‘nnammurato” (l’inno partenopeo) e vede il Milan sempre più vicino. Il secondo posto ora è blindato. Sognare il primo non è peccato.