Pippo Inzaghi : ottimo esordio da mister

Ieri pomeriggio al Centro Vismara di Milano il Milan Allievi Nazionali ha esordito con un rotondo successo sul Bologna per 5-1. In panchina, emozionato come lui stesso ha confessato prima del match, Filippo Inzaghi, finora conosciuto come Pippo-Goal ma dai ieri è il Mister per tanti ragazzi di belle speranze.

In giacca nera d’ordinanza il neo allenatore Inzaghi ha seguito la partita spesso in piedi  indicando ai suoi in maniera molto esplicita le indicazioni tattiche. Già in vantaggio al primo minuto, il match alla fine del primo tempo sul 3-1 era già virtualmente chiuso. Nella ripresa altre segnature hanno dato alla sua prima vittoria un punteggio sonate; poi le parole rese ai cronisti hanno svelato le sue sensazioni.

“Sono contento per la prestazione dei ragazzi, mi ha fatto molto piacere l’affetto che la gente mi ha dimostrato. Pensavo che questa estrema attenzione nei confronti della gara potesse distrarre i miei giocatori, che invece sono stati bravissimi. Obiettivi? Se ho deciso di allenare è perché voglio vincere, ringrazio tutti i miei collaboratori che mi stanno accompagnando in questa avventura nuova per me e che mi hanno subito offerto grande disponibilità: mi ha fatto piacere sapere che anche Galliani abbia chiesto il risultato della nostra gara.”

E venne il giorno di Inzaghi allenatore

Come affermato da Ariedo Braida su MilanNews.it questa mattina, Filippo “Pippo” Inzaghi smette gli scarpini per indossare la tuta da allenatore dell settore giovanile rossonero.

Più precisamente il suo ruolo sarà di tecnico della squadra Allievi; combattuto negli ultimi due mesi fra la voglia di continuare a calcare i terreni di gioco (e  segnare) o abbandonare il calcio giocato, le proposte ricevute da diverse squadre non lo hanno evidentemente convinto.

Da ultima c’era la possibilità di tornare a Bergamo per vestire la maglia dell’Atalanta, squadra che lo lancio definitivamente in Serie A nella stagione 96/97, quando vinse il titolo di cannoniere.

Inzaghi è entrato a far parte della famiglia Milan nel lontano 2001, ed ha indossato la maglia rossonera in 300 occasioni realizzando 126 reti, l’ultima delle quali nella gara d’addio.

Inzaghi pronto per l’Atalanta: giocherà e allenerà

 

Sarebbe ad un passo l’approdo (meglio, il ritorno) di Filippo Inzaghi all’Atalanta, oggi guidata da  Stefano Colantuono. Superpippo sembrerebbe avere trovato l’accordo con la società orobica – come riportato da tuttoatalanta.com – sulla base di un ingaggio annuale in qualità di calciatore,  più la possibilità di allenare gli Allievi per altre tre stagioni, pareggiando così l’offerta del Milan che gli aveva dato l’opportunità di entrare in società come tecnico.  La notizia, però, al momento non trova ancora conferme.

Pippo – Goal a stelle e striscie?


Dopo l’addio al Milan marchiato a fuoco con l’ultima segnatura italiana contro il Novara e le lacrime versate per salutare chi lo ha amato ed osannato per una decade, Pippo Inzaghi sembra voler ancora prendere fuoco, sembra il caso di dirlo, con l’offerta ricevuta dai Chicago Fire, team della MLS.

L’offerta ricevuta è di un contratto da 2 milioni di dollari lordi per una stagione e si tratterebbe di un doppio incarico: da giocatore e da manager del vivaio. Avrebbe infatti anche il compito di aiutare a organizzare il settore giovanile dei Chicago Fire. Inzaghi ha già altre due offerte, da Vasco da Gama e Los Angeles Galaxy, ma ci sta seriamente pensando.
La squadra americana attualmente si trova in quarta posizione, a dieci punti dalla vetta.

Del Piero e Inzaghi: tutti in piedi per due campioni che salutano

inzaghi e del piero

 

Le favole hanno sempre un lieto fine e il pomeriggio di oggi non ha fatto eccezioni. Aspettando che cali il sipario sul campionato con i posticipi della serata, sull’asse Torino-Milano Alessandro Del Piero e Filippo Inzaghi si sono congedati dal proprio pubblico con il romanticismo che accompagna le belle storie, siglando la rete dell’addio dopo anni di trionfi, di sincero attaccamento alla maglia, di professionalità indiscutibile e cristallina.

Allo Juventus Stadium, dal momento in cui il numero 10 è stato sostituito per ricevere la standing ovation, nessuno ha più guardato la partita: il capitano ha fatto due volte il giro del campo per raccogliere e regalare applausi, al termine di una cavalcata lunga 19 anni. Chissà cosa sarà passato nella mente di Alex, quali e quanti dei momenti vissuti da protagonista assoluto gli saranno rimbalzati in testa.

Pinturicchio lascia la Vecchia Signora dopo 704 partite e, con quello di oggi, 289 centri; ha contribuito alla conquista di 7 scudetti, 1 Champions League, 1 Intercontinentale, 1 Supercoppa Uefa, 1 Coppa Italia. Ha vinto tutto, ha sofferto, ha mostrato la linguaccia irriverente fino a 37 anni abbondanti.

Sarà un dolce dolore non incontrare più il suo sguardo pacato e le sue parole misurate, in un calcio come il nostro sempre più vittima di maleducazione, pressappochismo e cattiveria. Sarà dolce perché lui continuerà a ricorrere nei discorsi dei romantici del pallone, come accade per Baggio, la sua prima nemesi ed il suo primo maestro.

A San Siro, mentre dalle radioline giungeva la notizia del commiato juventino di Del Piero, faceva il suo ingresso Inzaghi, per avviarsi invece a terminare definitivamente la carriera, non solo quella rossonera.

Ancora una volta la storia di questi due gentiluomini così diversi si è incrociata. Ex compagni a Torino e in Nazionale (con cui hanno conquistato il Mondiale 2006), non sempre si sono amati, ma si sono sempre rispettati.

Ancora una volta (la prima in questa stagione, l’ultima nel suo lungo percorso) Super Pippo ha violato la porta avversaria ed ha esultato alla sua maniera.

Nella 300esima gara con la maglia del Diavolo (126 goals, 2 Champions, 2 scudetti, 1 Mondiale per Club in 10 stagioni) abbiamo potuto vedere ancora una volta la sua bocca spalancarsi, le sue braccia allargarsi, le sue gambe correre leggere ed entusiaste come quelle di un bambino al parchetto con gli amici.

Ed Inzaghi non ha mai smesso di essere un bambino nei confronti del pallone, viene da chiedersi cosa farà ora senza di lui, dopo 623 partite e 288 marcature, giusto una in meno di Del Piero. Ma anche che cosà farà questo sport senza Filippo e Alex.

Parafrasando i versi di un cantante italiano, vi diciamo “grazie per il tempo pieno”, ragazzi.