Van Basten, talismano in tribuna (video)

Un tuffo nel passato. Perché giusto dal passato arriva l’assist per il Cigno di Utrecht, nell’azione fatta partire da Adriano Galliani. E’ proprio l’a.d. a rivelare: “E’ stata mia l’idea di portare di nuovo a San Siro Marco Van Basten, visto che il 25 novembre di vent’anni fa segnò 4 reti, tra cui una fantastica rovesciata (al Goteborg nel perentorio 4-0 in Champions League, ndr).

AMARCORD E FUTURO – Quando lo speaker dello stadio ha celebrato l’indimenticabile ex numero 9 rossonero, poco prima della partita, si sono levati i vecchi cori della Curva Sud. Hanno sottolineato con sentiti boati le immagini dei goals, i migliori dell’olandese, mentre scorrevano sugli schermi del Meazza. L’eterno centravanti non si è sottratto, con il suo proverbiale carattere schivo ha comunque risposto, in un abbraccio più che in un saluto. Dopotutto, qui si è chiusa – assai prematuramente – la sua fulgida carriera. E di futuro non si parla? Per ora no, Van Basten incassa i ricordi di Berlusconi, che qualche anno fa lo voleva sulla panchina del Milan. Marco però ha gentilmente rifiutato, non sentendosi ancora pronto per questa sfida. Di sicuro la più difficile: essere ricordato ad libitum per la classe e le reti è un conto, convincere da allenatore in una piazza che vuole spettacolo e risultati a getto continuo, è un altro paio di maniche. La memoria pallonara  è assai corta, ad essere ottimisti. Chiedere ad Ancelotti per conferma.

PECCATO PER IBRA – L’ex c.t. dei Tulipani rivela di avere un solo rammarico, più ancora della caviglia maledetta: “Peccato che Ibrahimovic sia andato via. E’ una perdita per entrambe le parti, sua e della società milanista. Lui certo poteva e voleva vincere ancora tanto in questo club.” Non è un mistero che Van Basten abbia un debole per l’ariete svedese, sin dai tempi dell‘Ajax. Da sempre si cerca di accostare i due, in un paragone che tuttavia non può reggere, soprattutto se si mettono a confronto le bacheche personali.

PORTAFORTUNA – Certo è che il 48enne orange ha portato bene al Diavolo, nella serata in cui ci si attendeva una conferma dagli uomini di Allegri. Sicuramente non sarà stato il dodicesimo uomo in campo, ma possiamo scommettere che Galliani, da qui in avanti, lo vorrà sempre sulla poltroncina accanto alla sua. Squadra che vince, non si cambia.

Svezia: titolo all’Elfsborg per la sesta volta

L’Elfsborg è campione di Svezia per la sesta volta nella sua storia. nell’ultimo turno disputato ieri la squadra della città di Boras, 60 chilometri ad est di Goteborg, ha avuto la certezza del titolo grazie al pareggio casalingo per 1-1 con l’Atvidaberg e alla contemporanea sconfitta del Malmoe, che era secondo in classifica a due punti dai neocampioni, per 2-0 allo stadio Rasunda contro l’Aik Stoccolma. Nella classifica finale l‘Elfsborg ha chiuso al primo posto con 59 punti, con due lunghezze di vantaggio sul sorprendente Haecken e 3 sul Malmoe. Retrocedono in serie B Orebro e Gais, che erano già matematicamente nellla serie inferiore prima di questo turno..

E’ Stefan Ishizaki a portare in vantaggio l’Elfsborg ma l’Åtvidabergs pareggia a 14 minuti dal termine con Viktor Prodell. Un risultato che però non ha avuto effetti negativi per i giallo neri in seguito appunto alla sconfitta per 2-0 del Malmö per mano dell’AIK: decisive le reti di Mohamed Bangura e Viktor Lundberg.