Gibellini su Mandorlini e il Verona: con quella squadra va in A anche il custode dello stadio

Lasciata in estate la piazza di Verona, che lo aveva visto prima in veste di giocatore negli anni Ottanta e poi ds la stagione passata, Mauro Gibellini, attualmente al Como, è tornato ancora con parole pepate sull’addio ai gialloblu e le polemiche che ha avuto con il tecnico Andrea Mandorlini.

Dagli studi di Sportitalia infatti “Gibo” ha analizzato il campionato di Serie B, che vede nel Verona appunto una delle massime favorite: “Questa squadra non può non andare in A. Sogliano ha fatto un grande mercato su una base già buona. Rimango un grande tifoso dell’Hellas e spero che possa tornare dove le compete, ovvero in A. Non centrare la promozione quest’anno sarebbe un delitto. Mandorlini? Con questa squadra va in Serie A anche il custode dello stadio…“.

 

Il Ds. Gibellini lascia Verona sbattendo la porta


Mediante una conferenza stampa da lui indetta, il d.s. del Verona, Mauro Gibellini, ha il suo addio ai gialloblù. Ecco quanto riportato da tuttohellasverona.it: “Ho sempre creduto alle assicurazioni del presidente riguardo un mio rinnovo contrattuale. Io ho sempre desiderato di rimanere a Verona per riportare l’Hellas in Serie A, purtroppo questo ora non mi e’ possibile. Al mio arrivo dissi che avevo un piano quadriennale per vedere l’Hellas nella massima serie, ci siamo quasi riusciti al secondo anno nonostante qualcuno, per interessi personali, abbia fatto passare la stagione appena passata come un vero e proprio miracolo.

Le strade di Mauro Gibellini e dell’Hellas Verona si separano, una decisione che ho preso da tempo e che sarebbe arrivata anche in caso di Serie A. Il pensiero di ricominciare un altro anno a queste condizioni mi da il voltastomaco. Non e’ possibile portare avanti un progetto con persone verso le quali provo una totale disistima. Il rapporto con Mandorlini? Non e’ esistita nessuna guerra. Qui stiamo parlando di una vittima e di un carnefice. C’è stata una decisione unilaterale da parte sua di togliermi il saluto e di non parlare più con me. Il tutto risale alla preparazione pre campionato. Tutti ricordano poi la canzone cantata da Mandorlini che ha portato una grave conseguenza per la nostra squadra, molte volte poi sono state affisse sulla bacheca degli spogliatoi frasi lesive nei miei confronti. Il giorno dopo la partita casalinga con il Pescara al campo di Sandra’ si e’ messo ad insolentirmi fino al punto di mettermi le mani addosso. Io ho cercato di mediare per il bene del Verona. Una cosa mi e’ rimasta impressa: mi disse che e’ un presuntuoso, cosa che io accosto alla stupidita’ più totale. Nell’arco della stagione mi e’ stato impedito di andare negli spogliatoi, di mangiare con i giocatori e sono continuamente arrivate interferenze in occasione delle sessioni di mercato. Mi riservo perciò il diritto, nel caso ce ne fossero gli estremi, di querelare il tecnico Andrea Mandorlini.

Il futuro? Comunico che con ogni probabilità il mio futuro sarà sul Lago di Como. Mi ha conquistato il progetto e l’entusiasmo degli imprenditori che hanno intenzione di investire nella società. Auguro a Sean Sogliano, uomo che stimo molto, di poter centrare già dall’anno prossimo il traguardo che ci e’ sfuggito quest’anno e spero in un futuro di poter tornare al Verona con un ruolo diverso, magari proprio con Sogliano”.