Ronaldo: uomo d’affari e futuro politico, vivo per miracolo

3_1ce34d73

Oggi Luis Nazario da Lima è un uomo d’affari: cura gli interessi di fenomeni del calibro di Neymar, attraverso la sua società di marketing sportivo (la 9ine, ndr) ed è membro del comitato di organizzazione del Mondiale brasiliano, previsto per il 2014.

E’ un 35enne un po’ fuori forma, diciamo sovrappeso, ma sereno e sorridente, si potrebbe pensare anche felice.

Ma soprattutto è vivo. Sembra banale dirlo, ma come tanti suoi colleghi, nel silenzio omertoso da sempre padrone invisibile nel calcio, ha rischiato tanto, in nome di sponsor e logiche sportive talvolta inconcepibili.

Come nel campionato del mondo di 14 anni fa.

Ronaldo rischiò di perdere la vita durante la finale di Francia ’98”. E’ questa la sconvolgente verità di Bruno Carù, cardiologo che esaminò tutta la documentazione medica raccolta dal dottor Volpi, inviato a Parigi dall’Inter, a seguito del malore che colpì l’attaccante.

Carù racconta: “Nel pomeriggio precedente la gara contro la Francia,  Ronaldo si stese sul letto per seguire il Gran Premio di Formula 1 e senza accorgersene, piegò la testa comprimendo all’altezza del collo il glomo carotideo, un organo atto a regolare i meccanismi della frequenza cardiaca e della pressione. Questo gli causò quindi un calo improvviso dei battiti e della pressione stessa,  che lo portò a svenire in preda alle convulsioni”. Roberto Carlos chiamò i soccorsi: “Il giocatore venne sottoposto ad una serie completa di esami – prosegue Carù – ma probabilmente l’elettrocardiogramma non venne nemmeno interpretato, cosa che invece facemmo il dottor Volpi ed io. Ebbene, l’esame fattogli in ospedale mostra come  Ronaldo, a crisi superata, avesse una frequenza cardiaca di 18 battiti al minuto: questo significa che al momento del malore aveva avuto in sostanza assenza di attività elettrica e meccanica del cuore. I medici, considerando attendibile l’ipotesi di una crisi epilettica (ipotizzata dal compagno di stanza) somministrarono all’atleta un farmaco molto potente, il Gardenale, perfetto per l’epilessia ma non sicuramente per problemi di cuore. Questo medicinale è un sedativo pesantissimo, lo stesso usato da Marilyn Monroe per suicidarsi. Quindi, dopo 14 anni, pare chiarirsi il perché della pessima prestazione del fuoriclasse brasiliano durante la finale mondiale persa contro la Francia e, soprattutto, le famose immagini  – davvero toccanti  – dello stesso calciatore che scende barcollando la scaletta dell’aereo, al ritorno in patria.

Quello che non sarà mai chiaro del tutto, è il perché lo staff della Nazionale verdeoro non abbia pensato un solo istante a rinunciare alla sua presenza sul terreno di gioco.

Logiche inconcepibili e sponsor, dicevamo…