Ferlaino: Benitez sarebbe stato ideale per allenare Maradona

Dopo aver lasciato il calcio Napoli, Corrado Ferlaino si è dedicato alle sue aziende . ma in occasione di Roma – Napoli, possibile spartiacque del campionato, l’ingegnere napoletano è stato intervistato dal quotidiano roma ed in merito all’attuale tecnico degli azzurri ha detto: ” Benitez è una persona affabile e soprattutto mi è apparso misurato e disponibile. Ha grande ascendente sui tifosi ed è innamorato della città, requisito, quest’ultimo, per me fondamentale. Gli avrei affidato senz’altro la squadra di Maradona, quella del primo scudetto: avrebbe fatto meglio rispetto alla conduzione di Ottavio Bianchi, soprattutto nella gestione di Diego. Ovviamente la mia è un’affermazione decontestualizzata, a quei tempi Bianchi fu un allenatore capace. Tuttavia ho sempre preferito i tipi entusiasti alla Benitez. Una volta ero a un passo dall’ingaggiare un tecnico che tuttora è in attività, prima di apporre le firme sul contratto cenammo insieme. Egli ordinò un brodino e bevve acqua minerale: che tristezza. Mi sembrò tutt’altro che solare: non lo presi più”.

E Maradona sogna una panchina: il Napoli


In un intervista rilasciata al settimanale L’Espresso, il campione argentino dichiara il suo amore per il popolo partenopeo e non nasconde il desiderio di tornare alle pendici del Vesuvio con un altro ruolo, quello di allenatore.

“Nel mio cuore c’è l’azzurro del Napoli. E il Napoli vinceva e, ancora oggi, batte la Juve. E poi i tifosi napoletani sono una forza della natura”, afferma Maradona, che attualmente si trova impegnato ad allenare ad Abu Dhabi.
Un accenno poi alle vicende legate alla questione tasse non versate che da anni rendono problematico il suo rientro in Italia.”Tutte le sentenze dal 1992 dimostrano che non ho mai evaso un euro, eppure sono stato umiliato in tutto il mondo. Solo perché mi chiamo Maradona e perchè, evidentemente, mi considerano un po’ napoletano”.

“Io ero solo un dipendente di Ferlaino e della società sportiva Calcio Napoli – si difende l’ex Pibe de Oro – se il mio presidente, come dice anche la giustizia italiana, ha sempre pagato bene le tasse per i giocatori e non ha mai imbrogliato, come potrei averlo fatto io da solo che all’epoca avevo appena 25 anni? Questo dicono tutte le sentenze”.

Infine Diego esprime un parere anche sulla spinosa questione calcioscommesse: “Nei miei anni c’era un altro calcio. Si giocava con i piedi e la testa, collegati al cuore. Si rideva, si esultava e si piangeva. Ora troppi giocano con le carte e con il denaro, inquinando lo sport. Maradona scendeva in campo solo per la gioia di giocare e per fare festa con i tifosi – dice di sé l’attuale allenatore dell’Al Wasl – il pallone è tondo si può vincere o perdere, ma non va mai toccato con i soldi. Solo con i piedi, con la testa e con una mossa alla Maradona. Se qualcuno mi chiese mai di vendere una partita del Napoli? Mai. Li avrei presi a calci. Non si possono deludere i tifosi, che si sacrificano e piangono per te. E poi questo scandalo fa male troppo ai bambini, che sognano i campioni. Io giocavo col cuore e pensando a Dio, ma ora spetta ai dirigenti controllare. Ai miei tempi c’era solo il Totocalcio, oggi invece ci sono troppi giochi e scommesse di tutti i tipi. Quanta confusione. Ci sono tanti campioni bisogna far rispettare le regole e liberare il calcio da altri interessi”.