Sky: posticipo alle 19.45 per avere gli stadi pieni

Sky non ha alcuna intenzione di mollare il calcio italiano ed operare un disinvestimento, questo è il succo delle parole dichiarate dall’ad Andrea Zappia in occasione del workshop per i 10 anni di Sky Italia.

“Il calcio italiano deve sapersi presentare in maniera diversa e da parte nostra c’è la più ampia disponibilità. Non è vero che la pay tv toglie ma, semmai, aggiunge. Non siamo assolutamente contrari ad una Serie A con meno squadre se questo permette un miglioramento del prodotto. Così come siamo pronti, ad esempio, ad anticipare dalle 20.45 alle 19.45 la gara della domenica se questa opzione può portare più famiglie allo stadio”. “L’invito – ribadisce Zappia – è a lavorare insieme per rendere il calcio italiano un prodotto migliore e più bello per tutti gli appassionati. C’è la volontà di lavorare in questo senso. La presentazione dei calendari della Serie A nei nostri studi il prossimo 29 luglio è un messaggio proprio in questo senso”.

Contratto TV: trovato l’accordo per il triennio 12-15

Terminata la riunione fiume in Lega Calcio di Serie A per diirimere la questione dei contratti televisivi per il triennio 2012-2015. La decisione dovrà essere ratificata nell’assemblea in programma la prossima settimana.

Il presidente, Maurizio Beretta ha così voluto sintetizzare i punti chiavi dell’accordo: “Per quest’anno si seguiranno i criteri del 2011-2012, i primi due anni di applicazione della legge Melandri, con la novità di un paracadute di 30 milioni di euro previsto per le tre retrocesse. Nel biennio successivo i ricavi incrementali previsti saranno assegnati alle prime dieci della classifica”.  Ha poi continuato: “Fondamentalmente per quest’anno avremo un monte dei diritti tv pari a circa 840 milioni di euro. Per il prossimo biennio è invece previsto un incremento di 17 milioni e di 24 milioni, che saranno tutti utilizzati in chiave meritocratica e divisi tra le prime 10 squadre classificate. Complessivamente, aumenta pure il cosiddetto paracadute per le tre squadre retrocesse, che sarà pari a 30 milioni di euro, mentre prima andava tra i 7,5 e i 22 milioni”.

Attualmente è in vigore il seguente sistema: 40% in parti uguali; 30% sulla base del bacino d’utenza (25% sulla base dei sostenitori e 5% sulla base della popolazione residente nel Comune in cui gioca la squadra); 30% sulla base dei risultati ottenuti dalla squadra (5% sulla base dei risultati della stagione, 15% sulla base dei risultati del quinquennio precedente, 10% sulla base dei risultati storici dal 1946/47).