Costacurta: “Metà spogliatoio non segue Allegri e non ascolterà Berlusconi”

Il comune denominatore è Silvio Berlusconi che fa visita alla squadra prima di una gara contro il Napoli. Ma rispetto al 1988, ci sono abissali differenze. Lo sa bene Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan, che in un intervento a Sky Sport 24 ha ricordato quel lontano episodio di 24 anni fa, quando il patron del Diavolo fece visita ai rossoneri in vista della sfida scudetto contro i partenopei:  “Mi ricordo bene quel momento. Berlusconi venne nello spogliatoio di Milanello e ci diede una grande carica in vista della partita contro il Napoli. Ecco qual è secondo me la differenza tra quella volta e oggi: all’epoca, noi tutti sapevamo chi avevamo davanti, volevamo vincere e avevamo una fame straordinaria. Ora invece ho la sensazione che metà dello spogliatoio probabilmente non ascolterà il presidente, anche perché credo che adesso ci sia una grande differenza nell’ascoltare le persone. Mi sembra che Max Allegri non sia seguito da tutti i giocatori: se invece lo ascoltassero, non dico che il Milan vincerebbe il campionato, ma sono convinto che le cose andrebbero decisamente meglio”.

Peggio di così, in effetti, non ci vuole poi molto. Venerdì prossimo, giorno in cui l’ex Premier è atteso negli spogliatoi del quartier generale milanista, capiremo se il suo polso è ancora in grado di scuotere l’ambiente. Mai come adesso, in casa Milan ne avvertono la necessità.

E Berlusconi chiosò: “Quasi quasi venderei, che vergogna”

E’ solo un’indiscrezione, ma di quelle che fanno davvero baccano. Se sarà molto rumore per nulla, lo dirà il futuro; quello a breve termine, forse.

A Silvio Berlusconi non è andato giù l’inizio di campionato del Milan e la pessima gara pareggiata contro l’Anderlecht l’avrebbe irritato ancora di più, tanto da indurlo a sfogarsi davanti ai suoi collaboratori: “Che brutto spettacolo, che vergogna, se trovassi qualcuno che mi compra il Milan lo venderei subito”.

Ad ipotizzare l’esternazione del Cavaliere è stata Laura Bandinelli su La Stampa.

FIDUCIA AD OROLOGERIA PER ALLEGRI – Non è un mistero che il colpevole, a parere del Patron del Diavolo, sia Massimiliano Allegri; i bene informati sussurrano che la sua testa sarebbe dovuta capitolare già martedì sera, ma che la saggia intercessione di Galliani avrebbe indotto il presidente a temporeggiare. La sensazione però è che si sia tamponata un’emorragia con un cerotto.

Sempre secondo il quotidiano torinese, la “data di scadenza” del tecnico toscano è già segnata sul calendario: al termine di un vertice con l’a.d. rossonero subito dopo il match con i belgi, l’ex Premier avrebbe deciso di aspettare fino al derby del 7 ottobre.

PIANO B PER LA SUCCESSIONE – Allegri tuttavia non potrà steccare contro l‘Udinese, per non vedere spartito e bacchetta assegnati ad altri direttori d’orchestra. In Via Turati non c’è un vero e proprio “piano d’emergenza”, più che altro si ipotizzano soluzioni a basso costo, casalinghe e temporanee, come il tandem Tassotti-Inzaghi o l’investitura di Alessandro Costacurta.

Tutto questo, per provare ad arrivare al sogno proibito Pep Guardiola, fermo per un anno sabbatico e disponibile, forse, dalla prossima stagione. Il progetto, molto oneroso a livello economico, prevederebbe però un rafforzamento della politica rivolta ai giovani talenti, a cui Guardiola ha sempre guardato con attenzione (Tello, esterno blaugrana, protagonista ieri sera con una rete e un assist, ne è la prova, ndr). Si vorrebbe giungere ad una sorta di Cantera del Diablo.

Qualcuno maligna che l’attuale mister milanista avesse già la taglia sulla testa, sin dal giorno delle dimissioni dalla panchina del Barça da parte del tecnico spagnolo.