Bayern: Hoeness si dimette, carcere per i prossimi tre anni

Momento difficile fuori dal campo per il club  bavarese: il tribunale di Monaco di Baviera ha infatti emesso la sentenza in primo grado per i reati di frode fiscale nei confronti del suo presidente Uli Hoeness il quale, rinunciando all’appello, ha di fatto accettato la condanna che lo porterà a passare in carcere i prossimi tre anni e mezzo. Nella giornata odierna l’ex gloria del calcio tedesco ha rassegnato le sue dimissioni da numero uno del club ed ha rilasciato un freddo comunicato stampa: “Il Bayern-Monaco è stata l’opera della mia vita e lo rimarrà sempre. A questa squadra meravigliosa e alle persone che ne fanno parte rimarrò legato in altri modi fino a quando vivrò. Ringrazio di cuore i miei amici personali, e i supporter del Bayern per il loro sostegno”.

Cannavaro e Grava chiedono i danni alla FIGC

Dopo l’assoluzione, il Napoli passa al contrattacco  i due giocatori partenopei, sanzionati in primo grado, ovvero Cannavaro e Grava, hanno annunciato attraverso il loro legale Luciano Ruggiero Malagnini che si rivolgeranno domani al Tar del Lazio per presentare il conto alla Figc e al Coni, chiedendo una ‘condanna per equivalente’, ovvero un risarcimento parametrato al danno subito. Quest’ultimo è stato dunque stimato in un mese di stipendio, pari a una cifra attorno ai 250 mila euro.

“Riteniamo che ci siano tutti gli estremi per ottenere un risarcimento del danno a seguito del proscioglimento da questa ingiusta sanzione – ha spiegato l’avvocato Malagnini – Aspetteremo di vedere come si porrà la Federazione. Dopodiché vedremo i passi da fare”.

La risposta della Lazio alla stangata UEFA

Ecco il comunicato pubblicato nella serata di ieri  dopo la decisione del massimo organismo calcistico europeo di infliggere alla società capitolina una pesante condanna: “La S.S.Lazio S.p.A., in riferimento alla sanzione inflitta dagli organi della Uefa per la partita Lazio-Borussia Monchengladbach, pur nel rispetto delle decisioni assunte, conferma l’eccessività della pena irrogata in riferimento alla reale ricostruzione di quanto avvenuto nel corso della gara. Confida nel fatto che gli organi di appello potranno ricostruire in modo più puntuale gli avvenimenti accaduti, anche alla luce della documentazione proveniente dagli organi preposti alla tutela della sicurezza dello stadio”.

Simula un infortunio, la giustizia turca chiede tre anni di carcere

Quello che sta accadendo a Emmanuel Emenike, nazionale nigeriano ora militante nella file dello Spartak Mosca pare assurdo, in realtà la vicenda è legata a doppio filo allo scandalo di partite truccate verificatosi in Turchia un paio di stagioni orsono.

In quel periodo Emenike vestiva la maglia del Karabükspor; nella settimana che precedeva il match contro il  Fenerbahçe, il giocatore, secondo l’accusa del tribunale di Istanbul, simulò un infortunio per non dover scendere  in campo e per questo motivo il procuratore di giustizia della capitale turca ha chiesto la condanna a tre anni di carcere.

Il manager dell’attaccante nigeriano era stato avvicinato da alcuni dirigenti del Fenerbahçe per organizzare questo “infortunio” del giocatore. Al momento attuale la prima parte del processo si è conclusa a giugno con la condanna del presidente del Fenerbahçe, Aziz Yildirim, a sei anni e tre mesi di prigione.