Atalanta: ecco i nomi per l’attacco

Stefano Colantuono è in attesa.

L‘Atalanta punta a sistemare il reparto avanzato nelle ultime 72 ore di mercato. Tiribocchi ha le valige in mano (possibile il suo passaggio all’Udinese) e gli orobici devono rinunciare anche a Boakye, 19enne di propiretà della Juventus, che tornerà al Sassuolo. E’ opinione de La Gazzetta dello Sport  che la dirigenza bergamasca proverà ora a contendere al  Parma il talento del Varese Giuseppe De Luca (21 anni):  previsto nelle prossime ore un incontro risolutivo. Non è tramontata infine nemmeno la trattativa per arrivare a Joaquin Boghossian (24 anni) del Nacional Montevideo.

Ora è ufficiale: Stendardo per la Dea per i prossimi 3 anni

Guglielmo Stendardo vestirà la casacca nerazzurra dell’Atalanta nelle prossime 3 stagione e per farlo ha accettato una spalmatura dell’ingaggio. Il roccioso difensore centrale lascia la Lazio dopo ben 7 stagioni, dopo che già nel mercato di riparazione di gennaio il ds orobico Pierpaolo Marino era riuscito a portarlo in prestito per la conclusione della stagione scorsa.

La volontà del giocatore napoletano, laureato in giurisprudenza, era così forte che già in questi giorni si stava allenando alle dipendenze del mister Colantuono.

Inzaghi pronto per l’Atalanta: giocherà e allenerà

 

Sarebbe ad un passo l’approdo (meglio, il ritorno) di Filippo Inzaghi all’Atalanta, oggi guidata da  Stefano Colantuono. Superpippo sembrerebbe avere trovato l’accordo con la società orobica – come riportato da tuttoatalanta.com – sulla base di un ingaggio annuale in qualità di calciatore,  più la possibilità di allenare gli Allievi per altre tre stagioni, pareggiando così l’offerta del Milan che gli aveva dato l’opportunità di entrare in società come tecnico.  La notizia, però, al momento non trova ancora conferme.

Aspettando Milan e Juventus, divertono Atalanta e Cagliari

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Non solo Champions: spazio nella serata di ieri anche per l’antipasto della Serie A, con i primi due recuperi della 33esima giornata, rinviata per il lutto Morosini. Negli anticipi due belle e convincenti vittorie casalinghe di Atalanta e Cagliari (sull’ormai consueto neutro di Trieste) a scapito rispettivamente di Chievo e Catania.

ATALANTA–CHIEVO  1-0 (71’ Maxi Moralez)

La squadra di Colantuono mostra sin  dai primi minuti di possedere maggiore aggressività e determinazione rispetto alla compagine clivense. Decide il match un gol capolavoro del piccolo Maxi Moralez che, ottimamente servito da Schelotto, inventa una parabola imprendibile: la sfera picchia sul palo interno alla destra dell’incolpevole Sorrentino per poi finire in rete. Sesto sigillo in campionato per il trequartista argentino ma primo in assoluto tra le mura amiche. Moralez si è anche visto annullare un goal nel primo tempo (su assist di Bonaventura, fuorigioco millimetrico) .

Vittoria quindi meritata per i padroni di casa che, dopo aver raggiunto con ampio anticipo la salvezza, puntano alla crescita ed al consolidamento del gioco in vista del prossimo campionato.

CAGLIARI – CATANIA (a Trieste) 3-0 [22’ Thiago Ribeiro, 80’ Pinilla, 95’ Ibarbo]

Vittoria preziosissima per il Cagliari di Ficcadenti che, con questi tre punti, si allontana dalla zona retrocessione e dalle ire funeste del patron Cellino, avvicinandosi un pò di più alla salvezza matematica (Lecce permettendo). Il Catania di Montella deve cedere l’onore delle armi dopo aver giocato comunque una gara intensa sul piano dell’impegno. Prima del vantaggio sardo (griffato Thiago Ribeiro) gli etnei sono andati vicino al goal con l’argentino Bergessio, non trovando però lo specchio della porta. A ridosso della fine del primo tempo un tiro-cross di Seymour coglie impreparato Avramov ma la sfera, per sua fortuna, sbatte sulla parte alta della traversa. Nella ripresa i siciliani non mollano e sfiorano ripetutamente la rete del pari (bravo Avramov a riscattarsi e a salvare più volte i suoi). Sul versante opposto sono i sardi a cogliere un palo con il solito Conti. Poi entra il fulmine colombiano Ibarbo ed i giochi si chiudono: assist per Pinilla all’80 e rete al 95’ al termine di una lunga azione solitaria. L’estroso sudamericano pare avere un conto aperto con i siciliani, visto che anche  all’andata mise la firma sulla partita con una rete da sogno.

Programma di oggi, recupero 33° turno Serie A:

NOVARA– LAZIO (12:30), LECCE-NAPOLI, PALERMO-PARMA, ROMA-FIORENTINA, SIENA-BOLOGNA, UDINESE-INTER (15:00), CESENA-JUVENTUS, MILAN-GENOA (18:00)

Ciao Piermario

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Gli sguardi vagano, indugiano nell’aria della chiesa gremita. Gli occhi di Ciro Ferrara, Donadoni, Colantuono e molti altri sembrano specchiarsi nell’assenza di risposte; è un modo di guardare comune a tutti gli esseri umani, di fronte a fatti più grandi di noi, che ci costringono a sondare terreni poco avvezzi alla quotidianità.

Gli sguardi si alzano appena per poi tornare bassi, mentre la musica avvolge la chiesa ed inizia la cerimonia per l’ultimo saluto terreno a  Morosini.

Fuori, nella piazza di Monterosso antistante la chiesa, centinaia di persone assistono davanti a tre schermi giganti, perché l’affetto e la commozione hanno richiamato qui una folla prevista, ma non scontata: non ci sono curiosi, solo una comunità unita nel ricordo di “uno di loro”. E’ strano vedere gli ultrà più integralisti dell’Atalanta con gli occhi lucidi – qualcuno racconta di alcuni tra questi davvero devastati dal lutto.

Il primo a parlare è lo zio materno, che dal pulpito legge un passo delle sacre scritture e poi si defila, con la discrezione degli umili. Più avanti lo si vedrà inginocchiarsi accanto al feretro del nipote, con lo stesso riserbo di poco prima.  Padre Manenti, che ha visto crescere Piermario, usa parole dolci e delicate, non retoriche o di circostanza: non è soltanto un prete, è soprattutto un Uomo.

“La Fede è cosa da uomini e tu lo eri, sei venuto dalla terra e nella terra sei rimasto ben radicato,” dice commosso, “ Mario raccontava di avere più grazie da dire che recriminazioni da fare, pensando alla propria vita.”

Lacerano qualcosa dentro concetti come questo.

Siamo disarmati, senza punti di riferimento forse, ma non persi e non senza speranza; è il bello della nostra fragilità.

Poco prima del termine, c’è tempo per una delle canzoni preferite da Morosini, “Non è tempo per noi” di Ligabue, cantata a tre voci, davvero molto suggestiva ed evocativa; tutta la chiesa si unisce in un battito di mani struggente. Moro era un sentito fan del Liga, presente all’ultimo grande evento di Campovolo a Reggio Emilia, l’estate del 2011.

Quando la bara sfila tra la gente al termine della messa, è impossibile trattenere le lacrime; si stemperano soltanto un po’ nel lungo applauso che avvolge l’aria e che dona qualche folata di calore umano. Compassione e misericordia.

Il grande circo del pallone dovrà proseguire, ci farà presto dimenticare le immagini più dolorose sostituendole con l’esultanza dei goal, i trofei sollevati, il fiato trattenuto prima di un calcio di rigore.

Ma non potremo e non dovremo mai dimenticare i sorrisi di quelli che sono andati altrove, a giocare in modo diverso, sereni ed in pace casomai.

Come Meroni, Mero, Morosini e i tanti meno o per niente famosi, ma tutti uniti in una infinita ed eterna passione.