Stramaccioni in panchina: tolta la squalifica

Nella giornata odierna è arrivata una buona notizia per l’Inter: La prima sezione della Corte di Giustizia Federale ha parzialmente accolto il ricorso relativo alla squalifica per 1 giornata affibbiata al tecnico Stramaccioni dopo l’espulsione rimediata domenica scorsa ed ha trasformato la sanzione in un’ammenda di diecimila euro, con diffida.

Pertanto l’allenatore sarà regolarmente in panchina contro il Parma mentre è stato respinto il ricorso presentato in merito alle due giornate di squalifica per Antonio Cassano a seguito della gara contro il Cagliari per le offese rivolte all’arbitro nel dopo gara.

 

Cassano: il tunnel di Juventus – Inter gli costa due turni

Giornata di lavoro pesante per il Giuduce Sportivo Tosel in merito all’ultima giornata di campionato, con l’aggiunta del caso Cassano relativo all’episodio, ripreso dalle telecamere, in occasione di Juventus- Inter che costa due giornate di stop per il barese  per avere, al termine della gara, nel sottopassaggio che adduce agli spogliatoi, rivolto all’Arbitro un’espressione ingiuriosa; infrazione rilevata anche dai collaboratori della Procura federale.

Per un turno invece sono stati fermati i seguenti giocatori:
Barreto (Palermo), Capuano (Pescara), Cigarini (Atalanta), Labrin (Palermo), Taider (Bologna), Ujkani (Palermo), Zanon (Pescara), Astori (Cagliari), Cascione (Pescara), Cavani (Napoli), Gargano (Inter), Hetemaj (Chievo Verona, Parolo (Parma), Pizarro (Fiorentina), Sardo (Chievo Verona).

Tra gli allenatori invece una giornata di squalifica:
Carrera (Juventus): per avere, al 32° del secondo tempo, contestato l’operato arbitrale rivolgendo al Direttore di gara un’espressione ingiuriosa.
Stramaccioni (Inter): per avere, al 46° del secondo tempo, contestato platealmente una decisione arbitrale, correndo al di fuori dell’area tecnica e rivolgendo agli Ufficiali di gara un’espressione ingiuriosa; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale.
Ammenda DI € 3.000,00 a Cosmi (Siena): per avere, al 44° del primo tempo, manifestato platealmente il disappunto per il comportamento in campo dei propri calciatori, colpendo con un violento calcio un contenitore di bevande, con un violento pugno la panchina e gettando al suolo la giacca che indossava; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale.
Ammonizione con diffida a Ventura (Torino): per avere, 27° del secondo tempo, contestato platealmente una decisione arbitrale uscendo dall’area tecnica.

Per le Società ammende al Catania (4.000 euro), Milan (3.000 euro) e Bologna (2.000 euro).

Conte replica dal sito della Juve: “Sono dotato di moralità, Cassano non rispetta regole e ruoli”

Non si è fatta attendere a  lungo la risposta di Conte, dopo le parole pesanti di Cassano, nell’intervista rilasciata ai microfoni di Pierluigi Pardo. Antonio vs Antonio è dunque continuato sulle pagine del sito ufficiale juventino.

Il tecnico della Vecchia Signora ha voluto fare qualche precisazione rispetto alle proprie dichiarazioni, soprattutto in merito ai criteri con i quali vengono scelti i calciatori adatti allo stile Juventus. Di seguito il comunicato stampa integrale.

Leggo con stupore le dichiarazioni rilasciate oggi dal signor Cassano, a seguito delle quali mi trovo costretto a fare alcune precisazioni.

In primo luogo, non ho mai proferito il termine moralità, della quale, tra l’altro, sono molto dotato, nonostante la squalifica per omessa denuncia sulla quale ho già espresso le mie opinioni in passato. Alla domanda su come vengano effettuate le scelte dei giocatori della Juventus, ho fatto riferimento all’uomo, inteso come interprete del ruolo di calciatore in maniera professionalmente ineccepibile. Vale a dire: l’impegno, il rispetto delle regole, il rispetto dei ruoli, l’attaccamento al bene comune della squadra.

Mi sembra che il signor Cassano nella propria carriera abbia più volte dimostrato sul campo e fuori dal campo, vedi imitazioni di Capello al Real Madrid, o le corna mostrate all’arbitro Rosetti ed altri episodi, di non avere i requisisti richiesti dal sottoscritto.

Inoltre altri aneddoti in tal senso ce li ha raccontati lui stesso nella sua biografia, ad esempio a pag.109. Ritengo pertanto di non dover aggiungere altro, fermo restando che quando uso determinati termini, ne valuto appieno il significato letterale.”

Sulla scia della vicenda, è intervenuto anche Chiellini, entrando in scivolata a difesa del proprio allenatore: “Da 1 a 100 che punteggio ha la moralità del mister? Direi ampiamente 110 e lode. Se Cassano non è mai diventato un tesserato bianconero ci saranno stati validi motivi, il treno lo ha perso. Io spero solo di batterlo sul campo.”

Insomma, l’attesa per il match di ritorno tra Biscione e Zebra è già cominciato.


Stramaccioni e la provinciale spregiudicatezza da battere

Non c’è  presa in giro nel titolo, anzi. C’è l’ironia (nemmeno tanto sottile) rivolta a chi deve rimangiarsi i sorrisi bonari che si riservano ai cinni, ai ragazzetti senza troppa esperienza che se ne fregano dei consigli e vanno dritti per la loro strada. Quelli più furbi, con un occhio tengono il percorso e con l’altro rubano comunque un pò di mestiere.

Andrea Stramaccioni, tecnico dell’Inter e fenomeno del momento, è un sano esempio della cultura del lavoro che paga. “Comunque vada, sempre sulla mia strada” canta Ligabue, e Strama lo prende alla lettera: ricusa deciso i paragoni con Mourinho, si gode la vittoria di Torino ma ha già la testa alla gara successiva, risponde alle critiche screditanti con i risultati e l’abnegazione.

MISSIONE VITTORIA  – E la squadra lo segue, perché si riconosce nel suo stile e nei suoi metodi. Sarà per questo che ha fatto già meglio dello Special One (per carità, debite proporzioni vista la bacheca del portoghese): 9 successi di fila e miglior percentuale di vittorie rispetto all’uomo del Triplete. Anzi meglio, miglior percentuale nella storia della Serie A: 70% a fronte del 69,7% di Capello (alla guida della Juve dal 2004 al 2006) che segue al secondo posto.

Il tecnico romano ha riportato lo spogliatoio a quelle atmosfere da “missione”. Come nell’intervallo di sabato sera, quando dopo essersi lesionato il quinto metatarso per un pugno alla balaustra (causa mancato rosso a Lichtsteiner) ha arringato i suoi, invitandoli a non indossare i panni delle vittime. “Non siamo contro, ora torniamo là e pensiamo solo a vincere la gara”.

EQUILIBRIO TATTICO CON I TRE ATTACCANTI – Qualcuno ha provato a deriderlo per la scelta delle tre punte, pensate e messe in campo contro la capolista a casa sua. Lui ha fatto spallucce, ha trasmesso la bontà dei suoi concetti agli interessati – Milito, Cassano e Palacio – e si è visto premiato. Prima che nel risultato, dal sacrificio in fase difensiva di tutti gli attaccanti. Ha avuto la conferma dell’equilibrio tattico del proprio gruppo, specialmente del reparto arretrato. Insomma, ha chiuso la bocca a tanti. Per il momento.

Certo, il torneo è lungo, la condizione atletica sfavillante di adesso non potrà durare per sempre. Ma la provinciale spregiudicatezza di Stramaccioni, siamo sicuri, non ha finito di stupire. Che piaccia o meno, ora è lui l’uomo da battere.

Stramaccioni a tutto campo: “Nessun caso Cassano. Fosse rimasta Rosella Sensi, restavo a Roma”

Volevano farla sembrare una carrambata. Rai Sport intervista l’allenatore dell’Inter Andrea Stramaccioni, dopo il  3-1 del Dall’Ara ai danni del Bologna, alla presenza in studio dell’ex-presidente della Roma Rosella Sensi.

Così parla il tecnico capitolino: “Sono andato via dalla Roma quando è finita la gestione Sensi, altrimenti forse sarei rimasto.” Poi parla del settimo successo consecutivo dei suoi: “Oggi siamo contenti, siamo riusciti a dare continuità di prestazione; abbiamo rischiato pochissimo, anche in relazione al valore degli attaccanti del Bologna, peccato per la distrazione sul gol da calcio piazzato.

Infine spiega l’origine dell’assenza di Antonio Cassano, apparso scuro in volto all’arrivo della squadra allo stadio: “L’assenza di Cassano? Nessuna pretattica, fino a questa mattina era lui il titolare previsto, poi Antonio ha avuto un problema al collo; è già stato un miracolo che Franco Combi lo abbia recuperato almeno per la panchina, alla fine ho preferito  Palacio in miglior condizione.”

Cassano dirigente? Forse, in futuro, alla Samp magari

Il ds blucerchiato Pasquale Sensibile ha voluto commentare dagli schermi di “Telenord” le dichiarazioni di Edoardo Garrone, vice presidente vicario del club circa un possibile ritorno a Genova di Antonio Cassano nelle vesti di dirigente: “Credo che  Antonio sia molto concentrato nel fare questo biennio che lo porterà al Mondiale, cosa che glielo auguro. Dopo di che, pur essendo lontano dall’Italia, ho letto le dichiarazioni del presidente, ma conoscendo Antonio, penso che sia ambizioso e, con tutto il rispetto per gli osservatori, credo che Antonio non accetterebbe un ruolo da semplice osservatore. Infatti incomincio a tremare perché non vorrei che incominciasse dal direttore sportivo”, ha commentato l’attuale dirigente, sorridendo.

Focus Cassano: mai così bene ad inizio stagione

L’aria di Milano a lui fa davvero bene. Aveva iniziato a respirarla in rossonero, ma la vera boccata d’ossigeno pare essere arrivata ora, alla corte di Moratti.

Del resto, Antonio Cassano si è professato interista dai tempi della culla, ha trovato in Stramaccioni l’anima gemella (professionalmente, of course) e l’amalgama con i compagni cresce gara dopo gara, battuta dopo battuta.

L’inchino di Fantantonio a Nagatomo è niente in confronto a quello che, ieri sera,  tutto San Siro ha riservato a lui. L’Inter scopre il Pibe de Bari da cerimonia, tirato a lucido, per la prima volta in campo tutti i novanta minuti.

Conti alla mano, è anche inaspettatamente spietato davanti alla porta: 4 goals in 6 partite sono un record per lui, che sta facendo innamorare un minuto alla volta il suo nuovo pubblico e spera di riattizzare l’entusiasmo di Prandelli.

Forse nemmeno lo stesso Stramaccioni si attendeva un Cassano di questa levatura: disponibile dentro e fuori dal campo, sempre più in forma, decisivo tanto sotto rete quanto nei proverbiali assist per i compagni. Il migliore di sempre, viene da dire.

Ora lo attende il derby: crocevia obbligato per tastare il polso dell’ex milanista e le ambizioni dell’intero ambiente del Biscione.

L’Inter di Cassano e Milito convince, lontano da San Siro (VIDEO)

Nuova vittoria dell’11 di Stramaccioni lontano da San Siro.
Ieri sera l’Inter nel posticipo si è imposto con autorità sul campo del Torino per 0-2.
In goal i due giocatori simbolo di questa rinascita nerazzurra: il Principe Milito e Fantantonio Cassano.

Lontani da casa, contando anche le Coppe, gli interisti hanno vinto 4 partite su 4 tanto che si inizia a parlare di possibile sindrome da San Siro.

I Granata nonostante la sconfitta non hanno demeritato: secondo il tecnico Ventura sarebbe stato più giusto un pareggio.

Ecco i goal presi da youtube.com
http://youtu.be/d6_berhFJ8k

Cassano punta la villa di Adriano, vicini di casa preoccupati

Anche a spiegarlo, la gente non si fida. Le persone continuano a pensare che Antonio Cassano giri per casa con l’espressione della foto qui sopra.

Invece Fantantonio è diventato un padre di famiglia, tutto casa e lavoro; e casa per lui ora vuol dire tranquillità.

Per questo sta pensando, almeno secondo le indiscrezioni apparse oggi su Libero, di diventare il nuovo inquilino della splendida villa di San Fermo della battaglia (provincia di Como), dimora che ha già visto illustri ospiti come Thiago Silva e Adriano.

Il problema risale proprio ai predecessori del barese; il vicinato ebbe grossi problemi d’insonnia a causa delle feste organizzate dai due brasiliani e temono che il passato possa ritornare presente, proprio a causa del fantasista nerazzurro.

Tranquilli, abitanti di San Fermo: Antonio ora è un uomo pacato, dedito alla sua Carolina e al loro piccolo Cristopher. Come voi, andranno a letto presto.

Inter-Cassano: forse un malinteso il pallino di Moratti

 

Se sopra il cielo c’è soltanto l’Inter, forse sopra i nerazzurri c’è solo confusione. Meglio, al loro interno.

Tuttosport di oggi titola eloquentemente “Cassano, equivoco Inter”; secondo il quotidiano, il tesseramento del fantasista barese rischia di inceppare i meccanismi di Andrea Stramaccioni: non fornisce ampie garanzie sulla copertura difensiva ed è, di fatto, un doppione di Wesley Sneijder. Non meno rilevante il fatto che, con la sua presenza sul terreno di gioco, deve necessariamente star fuori Coutinho, giocatore che il tecnico romano stava rilanciando e, soprattutto, recuperando a livello mentale. Oltre al brasiliano, anche uno fra Rodrigo Palacio e Diego Milito vede la panchina da molto vicino. Insomma, l’eterno pallino di Massimo Moratti rischia da subito di diventare un peso più che una benedizione; la stima per il fantasista ex Milan e Roma non si discute – in primis è lo stesso Stramaccioni a fornirgliela, avendolo schierato dal primo minuto sia a Pescara che contro Zeman – ma la sua ridotta autonomia (Antonio è circa al 60%, da mesi) e le questioni di sopra riportate, costringeranno lo staff ad accurate riflessioni.