E ora anche Buffon in Procura?


Dai rumors che escono, a volte incontrollati, dalla Procura di Cremona, sembra che anche il portiere della nazionale italiana Gigi Buffon possa dover essere sentito dai magistrati di Cremona come persona informata dei fatti.

Le dichiarazioni rese alla stampa dal numero 1 bianconero secondo il quale·«due feriti sono meglio di un morto» è suonata alle orecchie degli investigatori come una difesa d’ufficio (non richiesta) del tecnico Antonio Conte.«Non ci ho ancora pensato ma non lo escludo» si limita a commentare il procuratore Di Martino.
La convocazione non è comunque da considerarsi imminente, visto che ci sono gli Europei di mezzo.Nel frattempo nei confronti del tecnico allora del Siena, sono emersi nuovi elementi indiziari, inseriti in un rapporto dello Sco di Roma che elenca le otto partite dei toscani sotto la lente dell’inchiesta: sono i match con Novara, Varese, Torino, AlbinoLeffe, Ascoli, Piacenza, Modena e Sassuolo.

Secondo i racconti di Filippo Carobbio, l’allenatore sarebbe stato pienamente consapevole del «tarocco» col Novara e con l’AlbinoLeffe: «La decisione fu presa durante la riunione tecnica…era presente anche l’allenatore Conte».

Conte e/o Bonucci indagati, ma la Juve non rischia


Seppure tra le fila degli indagati vi siano il tecnico e (aspettando la conferma da Bari) il centrale difensivo della squadra bianconera, la società sportiva Juventus non rischia di perdere nè lo scudetto nè tantomeno l’ammissione alla prossima Champions League.

E’ la Federcalcio ad esprimersi in prima persona parlando in merito agli sviluppi delle inchieste di Cremona e Bari.«Chiariremo all’Uefa che un eventuale deferimento per responsabilità oggettiva sarebbe di “trascinamento” e non diretto», queste le parole che escono dagli uffici della federcalcio.

Il punto semmai è capire perchè questa necessità di chiarire l’eventuale posizione della Juventus.Tutto nasce dall’atto di deferimento che Palazzi ha inviato a Sampdoria e Spezia per le posizioni di Bertani e Carobbio. I due tesserati hanno coinvolto le due società in quanto accusati di «associazione» in virtù dell’articolo 9 del codice di giustizia sportiva inserito ironia della sorte dopo il caso calciopoli. Questa «estensione» della responsabilità oggettiva alle società che hanno tesserato delle persone accusate di associazione anche dopo che si siano commessi fatti illeciti, è la novità dell’ultimo deferimento. Ieri sembra che uno dei legali della Juventus, leggendo le carte dell’inchiesta di Cremona, abbia ventilato l’ipotesi di questa responsabilità oggettiva a scoppio ritardato anche per il club campione d’Italia.

In caso di deferimento della Juventus per questa «estensione», sarà davvero necessario che la Federcalcio intervenga con l’Uefa perché la regola è al momento ambigua: non si può iscrivere a Coppe europee la società che sia «coinvolta» in maniera diretta o indiretta in vicenda di calcioscommesse. Un esempio recente è avvenuto l’anno passato quando l’Uefa ha tolto il Fenerbahce dalla Champions dopo il solo deferimento da parte della Federazione turca. In quel caso la federazione turca ha poi condannato i giocatori ma assolto il club.
Certo la vicenda è diversa perché in quel caso la giustizia ordinaria indagava proprio sul Fenerbahce, ma la decisione fu esclusivamente sportiva.

E venne il giorno dei deferimenti


Abbiamo ancora negli occhi la splendida giornata di sport di domenica, con emozioni altalenanti sull’asse Trieste – Milano ed ora, mercoledì 9 maggio 2012, il calcio subisce un pugno allo stomaco e con esso milioni di tifosi che vedono, forse, i loro idoli infangati dalla macchia più vile che un’atleta può subire, quella di aver preferito il colore dei soldi a quello della maglietta.

Il Procuratore Federale Stefano Palazzi ha firmato i deferimenti che si riferiscono alla prima parte dell’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Cremona per il Calcioscommesse. La FIGC ha comunicato che nella giornata odierna verranno effettuate le notifiche alle parti e la Federcalcio provvederà a rendere noto il contenuto del provvedimento frutto dell’attività inquirente del gruppo di lavoro della Procura Federale, formato da vice procuratori e sostituti e coordinato da Palazzi.

In particolar modo si conosce ad ora il seguente elenco costituito da 33 partite così suddivise:
29 del Campionato di Serie B di varie stagioni sportive;
2 di due differenti edizioni di Tim Cup;
2 di Coppa Italia della Lega Pro nella stagione sportiva 2010/2011;

22 Società;

61 persone fisiche tra cui:
52 calciatori in attività al momento delle rispettive contestazioni;
2 calciatori non in attività al momento delle rispettive contestazioni;
4 dirigenti o collaboratori di società;
3 iscritti all’Albo dei tecnici, di cui 2 in attività al momento delle rispettive contestazioni.

Da indiscrezioni pubblicate su alcuni quotidiani, sembra che Atalanta, Novara e Siena, al momento dei fatti occorsi militanti nella serie cadetta, siano interessate dalle vicenda. Ad esse si aggiungerebbero, sempre secondo voci non confermate dagli inquirenti, AlbinoLeffe, Ascoli, Bari, Crotone, Grosseto, Livorno, Modena, Padova, Reggina, Torino, Varese e Verona.
Questi nomi vengono ipotizzati sulla base degli interrogatori di Filippo Carobbio e Carlo Gervasoni.