Malagò su sentenza Calciopoli: tutto all’italiana

Il numero uno del CONI Giovanni Malagò, uscendo pochi minuti fa dal Senato, dove ha discusso della candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024 ha lasciato solo un breve  commento a chi glie chiedesse un parere sulla sentenza della Corte di Cassazione di lunedì notte.

Il presidente dello sport italiano è stato laconico: “Un commento alla sentenza su Calciopoli ? È una vicenda tipicamente italiana”, preferendo invece rispondere al dibattito che è sorto in occasione della convocazione di due oriundi nel Club Italia, Vazquez e Eder: “Nel 2006 eravamo tutti in piazza a festeggiare il Mondiale con Camoranesi. Non mi sembra ci debba nemmeno essere una polemica. Io sono nato che c’erano gli oriundi e probabilmente me ne andrò che ci saranno ancora. È un discorso che vale per tutti, non vedo perché improvvisamente noi dobbiamo scoprire di essere diversi”.

Calciopoli: prescrizione per Moggi e Giraudo

Dopo una notte in camera di consiglio, è arrivata la sentenza da parte dei giudici: per Moggi il reato è prescritto, ovvero che non è stato assolto dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, come richiesto dal pubblico ministero. A margine, per l’ex dg bianconero arriva l’assoluzione per due frodi sportive perchè il fatto non sussiste. Anche per Giraudo, l’altro dirigente ex Juventus, è giunta la sentenza di prescrizione, così come per l’ex designatore Pairetto e per l’ex vice presidente della Federcalcio, Mazzini.

Sul fronte degli arbitri, per De Santis (che aveva rinunciato alla prescrizione)  è stata confermata la condanna in secondo grado di un anno mentre per Dattilo e Bertini è giunta l’assoluzione “perchè il fatto non sussiste”.

In merito ai risarcimenti richiesti dalle società che si erano costituite parte civile, ovvero Bologna, Brescia, Atalanta, Lecce, Victoria 2000 (la società allora presieduta da Gazzoni e unica azionista del Bologna), è stato riconosciuto il diritto alla richiesta di risarcimento, ma spetterà ai giudici civili d’Appello competenti per territorio determinare l’importo.

Ex arbitro Bertini: non avevo schede svizzere

Intervistato nel corso del programma Mattina Sport sul canale Raisport, l’ex arbitro Paolo Bertini ha voluto rilasciare alcune brevi dichiarazioni quando mancano poche ore alla sentenza per il processo penale con rito abbreviato in svolgimento a Napoli.

“Dire che mi è piaciuto bene poco di quello che è successo fin qui è naturale. Cosa mi aspetto? Mi aspetto dal processo di appello che vengano esaminate le carte che già sono a disposizione con maggiore serenità, in un processo con ventiquattro imputati non è semplice dare giusta attenzione ad ogni imputato”.

L’ex arbitro internazionale è imputato per associazione a delinquere, le accuse formulate nei suoi confronti sostengono che sarebbe stato in contatto con Luciano Moggi, a ridosso delle partite, attraverso dei cellulari forniti di schede telefoniche svizzere non intercettabili nel contenuto. “Con quei carteggi dimostrerò che non facevo parte di nessuna organizzazione e sinceramente sarebbe già sufficiente che la mia figura venga estrapolata da questa situazione. Le sentenze dicono qualcosa, dicono che ci sono state delle condanne. Sui presupposti nei quali sono state prese avrei anch’io molto da dire, lascio a persone più competenti di me di parlare di queste questioni. Schede svizzere? Non ho mai posseduto nessuna scheda svizzera” ha concluso Bertini.

 

Calciopoli : Bergamo e Pairetto dovranno risarcire i danni

Stavolta è toccata alla Corte dei Conti intervenire in merito allo scandalo che colpì il mondo del calcio a tutti i livelli nel 2006. La sanzione stavolta è stata emessa nei confronti degli arbitri e dei loro diretti superiori, Bergamo e Pairetto, chiamati a risarcire la Federcalcio del danno d’immagine subito.

Si tratta di persone che erano già state condannate anche dalla giustizia ordinaria con una sentenza del Tribunale di Napoli del novembre del 2011. Ecco nel dettaglio le sanzioni:

Paolo Bergamo – 1 milione di euro
Pierluigi Pairetto – 800 mila
Innocenzo Mazzini – 700 mila
Tullio Lanese – 500 mila
Massimo De Santis – 500 mila
Tiziano Pieri -150mila
Salvatore Racalbuto – 150mila
Salvatore Dattilo – 50mila
Marco Gabriele – 50mila
Paolo Bertini – 50 mila
Gennaro Mazzei -30 mila
Stefano Titomanlio – 20 mila
Claudio Puglisi – 10 mila
Fabrizio Babini – 10 mila

Nuova maglia Juve: 0 2 oppure 3 stelle


E venne il giorno atteso da milioni di juventini: la nuova maglia per la stagione 2012/13 presentata ieri che si dimostra buona per tutte le occasioni. Svelata la divisa da trasferta si può osservare che i bianconeri giocheranno con una maglia senza stelle – prontamente coperte – e la scritta “30 sul campo” sotto lo stemma.

Ma nei negozi sarà possibile modificare la propria casacca acquistando una speciale patch con la scritta “30 sul campo“. La maglia da trasferta presenta un modello girocollo che s’ispira all’edizione 1941-42, quando la Juve vinse la Coppa Italia.
All’interno è ricamata la frase di Boniperti “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.Non è stato sottovalutato in casa Nike la volontà di assecondare lo spirito eco-compatibile, ovvero la maglia è stata realizzata riciclando 13 bottiglie di plastica.

Ma prima di giungere a questa nuova camiseta, si è dovuti arrivare ad un compromessso con la casa americana che pretendeva il rispetto del contratto, ovvero che le divise da gioco e quelle per i tifosi fossero le medesime.

Per cui nelle foto ufficiali di presentazioni non appaiono stelle mentre nei negozi sarà possibile personalizzare con questa patch particolare, soddisfando l’orgoglio di chi rivendica le vittorie tolte dalla giustizia sportiva.

confermate le radiazioni per calciopoli

moggi

Nel pieno della bufera che sta scuotendo il pallone di casa nostra a causa dell’enorme giro di scommesse illecite, la ormai “vecchia” Calciopoli si avvia a conclusione.

Dopo 6 anni dall’esplosione della vicenda che ha generato le ben note conseguenze, l’Alta Corte di Giustizia del Coni ha convalidato il verdetto con cui si attesta la radiazione di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini;  la coppia di ex dirigenti bianconeri e l’ex vicepresidente della Figc avevano presentato ricorso contro le decisioni dei primi due organi di giustizia sportiva.

Del Piero is back, stesa l’Inter

Del Piero, suo il gol del 2-0 all'Inter
Sembra un’altra epoca, eppure sono passati solo sei anni. Juve trascinata da Del Piero e Inter a -18. Distanza abissale. Distanza normale fino a prima di Calciopoli. E ieri sera si è avverato il sogno del popolo bianconero, oppure si è semplicemente tornati alla realtà: gol del capitano, nerazzurri lontanissimi e sogno scudetto ancora acceso.

Il protagonista è ancora lui. I numeri ormai parlano da soli: 287 gol in 19 stagioni tutte bianconere. Allo Juventus Stadium è ancora il più osannato anche se quest’anno, specialmente in campionato, il più delle volte ha osservato i compagni dalla panchina. Ma Del Piero si è ripreso la Juve nella settimana più delicata della stagione stendendo prima il Milan in Coppa Italia e poi l’Inter ieri sera.

Adesso si aprirà la solita “tarantella”: fuori Matri, dentro Del Piero. Ieri sera il bomber della Bassa ha sbagliato due gol comodi, ma resta comunque un punto di riferimento importante per l’attacco bianconero. E allora fuori Matri e dentro Del Piero. E’ l’8° del secondo tempo e la musica cambia subito: passano una manciata di minuti e Caceres (ringraziando la difesa dell’Inter) porta la Juve in vantaggio.

Del Piero è caldo e vuole chiudere la partita e pure i fantasmi della pareggite. Prima mette Vucinic solo davanti a Julio Cesar, poi inquadra l’angolino su assist di Vidal mandando in delirio lo Juventus Stadium. Nessun tifoso juventino vorrebbe vedere Del Piero con un’altra maglia, nemmeno se dovesse andare a giocare dall’altra parte del mondo. Le prossime settimane serviranno forse a cambiare un finale già scritto: l’addio del capitano al termine della stagione.

“L’anno scorso ho firmato in bianco, ora ci sarà tempo per parlarne”, ha detto Del Piero al termine della gara con l’Inter aprendo uno spiraglio al sogno di tutti i tifosi bianconeri. E la squadra di Ranieri? Un buon primo tempo, forse il migliore della stagione. Poi sono venuti fuori i limiti di una difesa completamente da rifare e la grande fame della Juve, che in questo momento è nettamente superiore ai rivali di sempre.