Paura Juve: Llorente salta il match di Liga per infortunio

Problema al ginocchio per Fernando Llorente , neo – juventino, nell’allenamento di rifinitura di sabato mattina. In uno scontro è caduto a terra tenendosi il ginocchio. E’ subito uscito dal campo e, ovviamente, non è stato convocato da Bielsa per la partita di ieri sera contro l’Atletico di Madrid che i suoi compagni hanno vinto per 3-0.

Oggi verranno disputati i primi accertamenti; i medici bianconeri, come da regolamento, non possono intervenire nella questione in quanto il giocatore è tesserato fino a giugno con il club  basco.

Papu Gomez, adesso arrivano i sogni albicelesti

Poco più di due anni sono passati da quando Gomez detto El Papu è sbarcato in terra etnea e da li ha iniziato la sua cavalcata che lo ha portato ad essere obiettivo di mercato delle grandi. Ma l’orgoglio del giocatore si dimostra nell’affetto per i colori societari che lo hanno fatto conoscere al pubblico mentre il suo target è la maglia della sua Argentina: “Ho in testa solo il Catania e la sua crescita, non sto affatto pensando alle società che mi hanno cercato. Qui è nato mio figlio, io e la mia famiglia ci troviamo bene in questa città”. Poi parla del suo attuale momento di forma (4 reti in 12 partite da inizio stagione): “Sono contento della mia condizione e delle mie performance, ma devo ringraziare l’allenatore che mi ha fatto sentire importante e i compagni che esaltano le mie caratteristiche”.

Domenica arriverà un Chievo in Sicilia affamato di punti e Gómez avverte: “Sarà molto dura, questo è uno di quei match che ti mettono alla prova, dobbiamo dare continuità ai nostri risultati perciò dovremo sfruttare i nostri punti di forza: i calci da fermo e il contropiede”. E quando pensa ai colori albicelesti dice: “Nel mio ruolo ci sono tantissimi giocatori forti, ma un pensierino ce lo faccio sempre…”.

L’ultima di Pep con il Barca e poi….

Stasera nel catino del Bernabeu di Madrid va in scena l’ultimo atto calcistico per la Spagna a livello di clubs.Scenderanno sul manto erboso madrileno per contendersi la Coppa del Re l’Athletic di Bilbao e il Barcellona, sulla cui panchina si siederà per l’ultima volta Mister Pep Guardiola, l’uomo che ha guidato i blaugrana alla vittoria in due Champions League e a complessivi 14 trofei negli ultimi tre anni.
Un palmares invidiabile per l’uomo che ha portato il club catalano ai vertici, esportando il tiki-taka fatto di un possesso palla ai limiti della sopportazione ma con il talento di Messi ad illuminare con lampi di genio.

Ora il tecnico si prenderà un periodo di riposo, come ha motivato la scelta di lasciare la squadra per la forte tensione che ha dovuto sopportare in questi anni, ma le voci che lo vedono sulla panchine di mezzo mondo lasciano aperte spiragli di poter vedere se il laboratorio Barcellona è esportabile. Ma nelle ultime ore è trapelata la notizia da fonti spagnole che Guardiola ha optato per un anno sabbatico, assieme alla propria famiglia, trasferendo armi e bagagli oltreoceano a New York.

In prima ipotesi la scelta era caduta su Londra, ma la possibilità di sentire comunque la pressione mediatica sulle spalle, lo ha fatto optare per gli Stati Uniti.

L’allievo Simeone supera il maestro Bielsa

Atletico_campione

El Cholo batte el Loco, nettamente. Falcao batte Amorebieta, due volte, ancora più nettamente. Diego piazza la ciliegina sulla torta e si prende qualche rivincita, ma a Torino hanno altro da festeggiare. Giustamente.

Questa è la cartolina di una finale di Europa League che consegna all’albo d’oro il perentorio 3-0 dell’Atletico Madrid sull’Athletic Bilbao e regala, come sempre in questi casi, festa e lacrime.

Festa per Simeone, unico allenatore argentino ad alzare sin qui il trofeo continentale e terzo ad averlo conquistato anche da giocatore; l’ex tecnico del Catania ha imparato bene il mestiere, rubando qualcosa proprio a Bielsa, che fu suo c.t. ai tempi in cui vestiva la maglia biancoceleste della Nazionale; festa per il colombiano Falcao, novello Re Mida del calcio europeo: corona il sogno della seconda coppa consecutiva, vinta con due club diversi, al termine di una partita che lo ha visto indiscusso protagonista con due reti da cineteca, un palo e altre giocate importanti, oltre ad una capacità di sacrificio notevole in fase di non possesso.

Festa per il popolo dei colchoneros, che a due soli anni di distanza dal trionfo di Amburgo sul Fulham ritornano sul trono dell’antica Coppa Uefa.

Le lacrime, non soltanto sportive, coinvolgono tutto l’ambiente del Bilbao, dai giocatori ai tifosi: al triplice fischio di Stark, non un solo calciatore basco aveva il volto e la maglietta asciutti; tra pianto e sudore la delusione fa crollare a terra il folletto Muniain, migliore dei suoi a dispetto della giovanissima età (19 anni), Amorebieta, reo confesso di errori gravi che hanno spalancato la porta al successo del Madrid. Loro sono i simboli di una sconfitta che, come detto, abbraccia anche i tanti tifosi baschi presenti a Bucarest, sciolti in una disperazione comune che non è solo dramma calcistico, perché c’è la consapevolezza di aver mancato la storica opportunità, per una volta, di far tacere la capitale di uno Stato che non riconoscono.

Ma la politica è comunque un’altra cosa; sul campo si è da subito intuito il diverso approccio alla partita, troppo emotivamente coinvolti gli uomini di Bielsa, più esperti e cinici quelli di Simeone. Così tutti i 90 minuti hanno rispecchiato pienamente questo aspetto: l’Atletico pressava alto per non far ripartire gli avversari e difendeva con tutti gli uomini dietro la linea della palla, colpendo mortalmente attraverso un chirurgico contropiede.

L’Athletic cercava invano di praticare il suo gioco, fatto di passaggi veloci, massimo due tocchi, sfruttando l’ampiezza del campo. Tuttavia commetteva il torto di lasciare troppo isolato l’ariete Llorente (impalpabile sino alla fine) e di non leggere i momenti chiave dell’incontro; nonostante questo il Bilbao arrembava per tutta la ripresa, scheggiando una traversa e mettendo qualche brivido alla retroguardia biancorossa. Ma niente di più.

Resta l’onore delle armi, resta un cammino strepitoso in una competizione lunga e difficile. Rimane in ogni caso la Copa del Rey da contendere al Barcellona. Forse quelle lacrime potranno diventare presto sorrisi.

Per il Cholo invece si aprono le porte della Supercoppa Europea, che ad agosto lo vedrà di fronte ad una tra Chelsea e Bayern Monaco. Ma questa è già un’altra storia.

Europa League, ultimo atto: Simeone o Bielsa, comunque Spagna

national_arena_final_cup_europa_league_9_may_2012

Questa sera andrà in scena l’ultimo atto dell’Europa League 2011/2012. Lo Stadionul National di Bucarest sarà il teatro del derby spagnolo Atletico Madrid – Athletic Bilbao.

Le due formazioni, allenate rispettivamente dal Cholo Simeone e dal Loco Bielsa, arrivano all’appuntamento attraverso percorsi e sensazioni differenti. Da un lato i colchoneros hanno l’opportunità di alzare nuovamente il trofeo continentale a soli due anni di distanza dal successo sul Fulham (2-1 con doppietta dell’attuale neroazzurro Diego Forlan) e possono schierare uno dei giocatori più in forma e richiesti d’Europa, Falcao. Il sudamericano ha la possibilità invece di conquistare la coppa per la seconda volta consecutiva: nella scorsa stagione infatti trionfò a Dublino con il Porto nella sfida tutta portoghese con lo Sporting Braga (1-0) e fu proprio la sua rete a decidere l’incontro.

I baschi dal canto loro vedono a portata di mano il traguardo storico di un possibile double, potendo giocare anche la finale di Coppa del Rey il 25 maggio contro il Barcellona (ironia della sorte proprio al Vicente Calderòn, casa dell’Atletico, ndr). L’ultima doppietta risale per il Bilbao alla stagione ’83-’84, quando vinse Coppa di Spagna e Liga; l’unica finale europea invece la perse nel 1977, quando a trionfare in Coppa Uefa fu la Juventus (1-0 a Torino, 2-1 per i padroni di casa al San Mames).

Le speranze di Bielsa sono riposte nel talento concreto e operaio di Fernando Llorente, autore sin qui di una stagione da incorniciare e soprattutto del goal qualificazione nella semifinale di ritorno contro lo Sporting Lisbona.

In questa 41esima finale della “sorella povera” della Champions League il direttore di gara sarà il tedesco Stark e c’è da scommettere su una partita ricca di colpi di scena, con molte reti e adrenalina al massimo fino alla fine.

Questa sera Bucarest non sarà un paese per vecchi.

PROBABILI FORMAZIONI

Atletico Madrid (4-2-3-1) Courtois; Filipe, Godin, Miranda, Juanfran; Gabi, Suarez; Turan, Diego, Adrian; Falcao.

(All. Simeone)

Athletic Bilbao (4-2-3-1) Iraizoz; Iraola, Martinez, Amorebieta, Aurtenetxe; De Marcos, Susaeta; Iturraspe, Herrera, Muniain; Llorente.

(All. Bielsa)

Ecco la finale tutta spagnola….. in Europa League


Passata la delusione per il mancato approdo dei due squadroni iberici alla finale della coppa dalle grandi orecchie, la Spagna si rifà nel giovedi europeo con Athletic Bilbao (3-1) contro lo Sporting Lisbona e Atletico Madrid vincente per 1-0 nel derby contro il Valencia.

Al San Mames di Bilbao i baschi riescono nella “remuntada”, raggiungendo ben 35 anni dopo la finale; allora persero nel doppio incontro contro la Juventus di Trapattoni, al suo primo successo in carriera.
La partita è stata avvincente per tutti 90 minuti, con le due compagini che non si sono risparmiate i colpi e gli affondi in uno stadio ribollente.
Il “loco” Bielsa ha disegnato la tattica in maniera chiara fin dai primi minuti, saltare il pressing portoghese e cercare la profondità per la punta centrale Llorente che risulterà decisiva, con il gol qualificazione all’88°con un tocco di rapina su cross teso di Pereira.

Al Mestalla il Valencia aveva bisogna di partire forte per recuperare la sconfitta per 4-2 in terra madrilena ed il primo tempo dava morale ai valenciani che a testa bassa spingevano i madrileni nella propria metacampo. Ma il mancato vantaggio si trasformava nella beffa nella seconda frazione di gioco quando il lancio lungo dell’ex juventino Diego spalancava ad Adrien la via alla risolutiva della sfida.
Nel quarto d’ora finale saltavano i nervi ad un altro ex – bianconero Tiago che, colpendo con uno schiaffo un avversario in una rissa scatenatasi in seguito ad un errore arbitrale, imboccava il tunnel dello spogliatoio, vedendo sfumare la finale di Bucarest.

In Romania il 9 maggio la sfida sarà anche fra due allenatori argentini vicini per differenti motivi all’Italia: Bielsa, in predicato già due anni fa di sedersi sulla panchina dell’Inter e Simeone, colonna di centrocampo dei nerazzurri nel biennio 97-99, oltre alle esperienze con Pisa e Lazio, dove vinse lo scudetto.

Europa League, sognando Atletico-Athletic per la finale

Bielsa-Simeone

Riflettori puntati sul Loco e sul Cholo. Questa sera andranno in scena le semifinali di ritorno di Europa League e i due tecnici del momento in terra spagnola sognano l’ultimo atto l’uno di fronte all’altro. Entrambi argentini, entrambi dal carattere fumantino e caliente, entrambi capaci di far giocare le proprie squadre a mille all’ora, sognano Bucarest.

Al San Mames di Bilbao gli uomini di Bielsa sono chiamati a ribaltare il 2-1 patito sette giorni fa a Lisbona: il goal del momentaneo vantaggio all’Alvalade costituisce una dote importante su cui investire tra le mura amiche. Le qualità offensive di Llorente & C. permettono infatti di ipotizzare almeno una rete all’attivo, la quale sarebbe sufficiente per passare il turno.

Il pronostico è a favore dei padroni di casa, ma le recenti delusioni iberiche in Champions League impongono prudenza e, casomai, riti scaramantici dei tifosi baschi.

Stesso discorso vale per l’Atletico: a Valencia la squadra di Simeone si presenta forte del 4-2 casalingo da papabile finalista, ma stasera al Mestalla servirà molta più attenzione, proprio in virtù delle due reti incassate a Madrid. I “pipistrelli” potrebbero infatti sconfessare i bookmakers, viste le frequenti amnesie difensive dei colchoneros e la voglia di rivincita di Soldado e soci.

PROBABILI FORMAZIONI

ATHLETIC BILBAO (4-3-3)   IRAIZOZ; AURTENETX, JAVI MARTINEZ, AMOREBIETA, IRAOLA; TOQUERO, ITURRASPE, ANDER HERRERA; MUNIAIN, SUSAETA, F. LLORENTE  (All. BIELSA)

SPORTING LISBONA (4-4-1-1)   RUI PATRICIO; INSUA, XANDAO, ANDERSON POLGA, JOAO PEREIRA; DIEGO CAPEL, SCHAARS, MATI FERNANDEZ, CARRICO; ANDRE’ SANTOS; VAN WOLSFINKEL (All. SA’ PINTO)

VALENCIA (4-4-2)  DIEGO ALVES; JORDI ALBA, RAMI, RICARDO COSTA, BARRAGAN; MATHIEU, ALBELDA, TINO COSTA, FEGHOULI; JONAS, SOLDADO (All. EMERY)

ATLETICO MADRID (4-2-3-1)  COUTOIS; FILIPE, GODIN, DOMINGUEZ, JUANFRAN; SUAREZ, TIAGO; ARDA TURAN, DIEGO RIBAS, SALVIO; FALCAO (All. SIMEONE)

Show dell’Atletico Madrid, scivola Bielsa

Falcao

C’era da aspettarsi spettacolo e così è stato: sui due campi iberici delle semifinali di Europa League le emozioni sono arrivate copiose, lasciando apertissimo il discorso qualificazione per la finale di Bucarest.

A Madrid il mattatore è risultato ancora una volta il colombiano Falcao, autore di una splendida doppietta, a cui questa competizione porta bene visto che nella scorsa stagione vinse il titolo con il Porto e fu capocannoniere della manifestazione.

Il suo secondo goal è da lustrarsi gli occhi e da rivedere all’infinito: puro contropiede, dribbling secco su due avversari e conclusione incrociata di sinistro, incastonata nel “sette”. L’Atletico chiude sul 4-2 contro uno spaesato Valencia, ma i colchoneros non possono dirsi tranquilli perché giovedì prossimo al Mestalla quelle due reti subite in casa potrebbero pesare come macigni.

Nell’altro incontro disputato a Lisbona tra lo Sporting e l’Athletic Bilbao del loco Bielsa ha pesato molto il fattore campo: l’atmosfera spinge l’undici lusitano che gioca meglio e mette alle corde i baschi. Nemmeno il vantaggio degli ospiti spaventa, la reazione è veemente e prima con Insua, poi con Capel, lo Sporting chiude meritatamente il primo round avanti. Per il Bilbao, apparso più lento del solito e quasi intimorito dal pressing degli avversari, niente è perduto perché tra 6 giorni basterà una rete per accedere all’ultimo atto.

ATLETICO MADRID – VALENCIA   4-2

18′ Falcao (A), 48′ p.t. Jonas (V), 49′ Miranda (A), 54′ Adrian Lopez (A), 78′ Falcao (A) , 94′ Ricardo Costa (V)

SPORTING LISBONA – ATHLETIC BILBAO    2-1

54′ Aurtenetxe (A), 76′ Insua (S), 81′ Capel (S)

Che Bilbao! Che Raul! L’Europa League diverte e resta incerta

bielsa.jpg

La sorella meno nobile della Champions League diverte con goal spettacolari e risultati incerti, se si eccettua la gara tra Schalke 04 e Athletic Bilbao. Tre gare su quattro terminano sul 2-1 casalingo, lasciando i bookmakers ed i tifosi con il portafoglio pronto ed il fiato sospeso, in vista dei return match in programma tra sei giorni.

AZ Alkmaar – Valencia 2-1. Gli olandesi giustizieri dell’Udinese nei sedicesimi si aggiudicano l’andata di questo quarto di finale contro gli spagnoli, che tuttavia non sono tagliati fuori grazie alla rete segnata in trasferta. Il vantaggio iniziale è siglato dall’AZ Alkmaar con lo splendido piatto mancino al volo di Holman, allo scadere della prima frazione; risponde Topal ad inizio ripresa, rimettendo subito in parità una gara frizzante ed equilibrata. A dieci minuti dal termine la stoccata di Martens riporta in vantaggio i padroni di casa, ma il 2-1 parziale non può lasciare tranquilli gli uomini di Verbeek in vista del ritorno al Mestalla.

Atletico Madrid – Hannover 96 2-1. Anche i Colchoneros di Simeone non possono considerare in tasca la semifinale, dopo il risultato con minimo scarto e rete subita, anche se l’Atletico dimostra di essere più in palla dei tedeschi. La partita  inizia infatti benissimo per gli spagnoli che sbloccano dopo nove minuti con Falcao, abile nell’anticipare il portiere sugli sviluppi di una punizione battuta dalla trequarti. Poco prima dell’intervallo arriva però il pareggio di Diouf, lesto nello sfruttare un’incertezza della retroguardia spagnola; è poi Salvio a mettere la firma sul 2-1 finale, quando allo scadere, con un destro morbido e preciso dal limite dell’area, piazza la sfera all’incrocio dei pali. Restano favoriti i madrileni, ma i giochi sono apertissimi.

Schalke 04 – Athletic Bilbao 2-4. Nel calcio niente è scontato fino al fischio finale, ma ci sbilanciamo a favore degli uomini del “loco” Bielsa, dopo la travolgente vittoria di Gelsenkirchen: tra le quattro squadre a contendersi il titolo continentale, ci saranno i baschi. Sblocca l’arcigno Llorente a metà del primo tempo, con un tap-in che sfrutta gli scarsi fondamentali del portiere di casa, a cui risponde due minuti più tardi l’eterno Raùl con una rete di rapina a pochi centimetri dal primo palo. Nella ripresa è ancora l’intramontabile ex Galactico a portare in vantaggio i suoi con un sinistro al volo di rara bellezza; ma gli autoctoni di Spagna non mollano e in un quarto d’ora ne infilano tre: ancora Llorente, di testa su calcio d’angolo, De Marcos dopo una respinta corta ed infine Muniain, al termine di un contropiede da stropicciare gli occhi.

Sporting Lisbona – Metalist 2-1. Sprecano e si rammaricano i portoghesi: in doppio vantaggio grazie alle reti di Izmailov e Insua (punizione furba e rasoterra) nella prima parte del secondo tempo, i lusitani subiscono la rete del 2-1 proprio allo scadere, su calcio di rigore trasformato da Xavier. Gli ucraini non molleranno l’osso, specie tra le mura amiche.

Alkmaar – Valencia 2-1: 45′  Holman (A); 51’ Topal (V); 79’ Martens (A)

Atletico Madrid – Hannover 96 2-1: 9′ Falcao (A); 38′ Diouf (H); 89’ Salvio (A)

Schalke 04 – Athletic Bilbao 2-4: 28’e 65’ Llorente (A) 22′ e 59’ Raul (S); 81’ De Marcos (A); 90’+ 3’ Muniain (A)

Sporting Lisbona – Metalist 2-1: 51’ Izmailov (S); 64’ Insua (S); 90’ Xavier (rig.) (M)

Roma, Bielsa, Luis Enrique e il valzer delle panchine italo-spagnolo

luisenrique
Un’altra telenovela sull’asse Italia-Spagna, pare essere la sistemazione del tecnico Marcelo Bielsa. Mentre sembrava nettamente in pole il Siviglia, il club andaluso sembrerebbe ora togliersi dalla corsa all’ex ct di Argentina e Cile. In Spagna resterebbe in corsa la Real Sociedad, però certamente anche la Roma può tornare a dire la propria. La panchina giallorossa è sempre in attesa di padrone. Nelle ultime ore salgono le quotazioni di Luis Enrique, al momento allenatore del “filiale” del Barça ma privo di stimoli e deciso a cambiare aria. La concorrenza certamente non manca per i giallorossi, in primis l’Atletico Madrid sarebbe fortemente interessato al tecnico ormai ex Barcellona. Già il mese scorso il quotidiano madrileño Marca, aveva anticipato e scommesso per l’ingaggio dell’ex blaugrana al posto di Quique Sanchez Flores, all’epoca al centro della querelle Forlan. Altra opzione più che aperta per la panchina romanista rimane quella di Pioli, che proprio oggi ha ufficialmente terminato la propria storia con il Chievo. Ovviamente il valzer delle panchine non può certe prendere i contorni delle telenovele di certi campioni, ragion per cui nel giro di pochi giorni ci si attendono, finalmente, notizie ufficiali da molte società.