Berlusconi chiude definitivamente le porte a Balotelli

Mancano ventitré giorni alla fine del mercato invernale, eppure la storia infinita del possibile passaggio di Mario Balotelli al Milan sembrerebbe chiusa. Il condizionale è d’obbligo, perché la pietra tombale sulla trattativa l’ha messa Silvio Berlusconi. Il cavaliere, si sa, ha la contraddizione nel sangue: due settimane prima di ingaggiare Ibrahimovic per esempio, il patron rossonero disse che nutriva dubbi sul carattere della punta svedese, chiudendo con la frase: “temo che possa creare problemi allo spogliatoio”.

In pratica ha utilizzato lo stesso concetto per Super Mario: “Nutro dubbi sulla sua affidabilità come uomo e non è mai stato nei miei pensieri. Si usa dire che una sola mela marcia sia in grado di guastare tutto il cesto e al Milan stiamo bene così.” Magari è pura strategia, magari no. Al di là delle dichiarazioni e delle manovre con cui Via Turati intende affrontare il futuro (“stiamo seguendo un centinaio di giovani per fare una squadra vincente che duri nel tempo”, ha aggiunto il presidente) in casa rossonera l’attaccante del Manchester City farebbe comodo. Il tanto acclamato Stile Milan, che è stato in grado di tenere a freno Ibra e pure Cassano, potrebbe fare miracoli anche con il Bad Boy. Ecco, appunto: giusto un miracolo.

Berlusconi: Non sono per nulla d’acccordo con Blatter

Il presidente del Milan ha duramente risposto a Sepp Blatter dopo che il boss della FIFA si è dichiarato scontento per l’abbandono del campo dei rossoneri durante l’amichevole con la Pro Patria dopo che Kevin-Prince Boateng era staato oggetto di insultii a sfonddo razziale.
Berlusconi parlando alla stazione radiofonica RTL ha detto: “La penso in maniera opposta a Blatter. Ho ringraziato e mi sono congratulato con i miei giocatori per la decisione di lasciare il campo”.

Continuando ha detto: “Questo è un problema di inciviltà che deve essere fermato, il pubblico non dovrebbe permettere che accadono questi fatti. Non spetta solo al comportamento dei giocatori, ma anche al pubblico e ciascuno deve evitare di dare un’immagine negativa dell’Italia”.

Osvaldo: voglio stare a lungo a Roma

Saltata la breve  tourneè giallorossa in terra americana causa un’influenza certificata da un bollettino medico spedito alla dirigenza capitolina, Osvaldo si è presentato a Roma in tempo per prendere parte alla seduta di allenamento, volendo dimostrare dunque che il ragazzo pensa ancora giallorosso.

Ai microfoni di Sky è così intervenuto, rassicurando circa le sue intenzioni: “Non ho mai detto di voler andare via. Spero di poter restare a Roma a lungo“.  “Il colloquio con i dirigenti? Non ho dovuto chiarire volevano solo sapere come stessi e me lo ha chiesto anche Zeman. Ero influenzato e per questo non sono partito in ritiro, ma tutte le voci sono infondate. Berlusconi ha detto che ho superato limiti di età? Allora sono vecchio. Balotelli? Arrivare alle mani è troppo e io ne so qualcosa, ma conosco Mario so che è un bravo ragazzo e spero che dimostri il suo valore”. Poi la mente al match con il Napoli: “Cavani è più forte di me, sarà una bellissima partita e uno spettacolo per la gente. Abbiamo una squadra forte e possiamo arrivare prima del Napoli”.

Berlusconi rivela le strategie del Milan: “No Balotelli, Pato tornerà”

Approfittando della campagna elettorale, Silvio Berlusconi fa chiarezza sui piani di mercato del Milan. Nel suo tour radiofonico ha parlato a lungo di Pato, promettendo che tra un paio di stagioni lo si rivedrà vestire i colori rossoneri. Ha fatto il punto sui nomi più accostati a Milanello nelle ultime ore: “Se mi piacerebbe avere Destro? Sicuramente. Osvaldo e Drogba? Superano i limiti di età che ci siamo dati per formare una squadra di giovani. Balotelli? Non mi convince come uomo” (dopo l’ultima lite con Mancini lo convincerà ancora meno, ndr).

BRASILE ANDATE E RITORNO – Parlando delle partenze del Papero e di Robinho, il patron di Via Turati ha confermato cheGalliani è andato in Brasile per portare a casa soldi, non per spenderli. Pato ha detto che vuole rientrare a casa per uno o due anni, promettendoci di tornare poi al Milan e quindi stiamo cercando di piazzarlo alla prima squadra del Brasile, che è il Corinthians“.

MILAN GIOVANE PROIETTATO AL FUTURO – Cognomi illustri in entrata però non se ne vedono all’orizzonte: “Dopo un quarto di secolo in paradiso, tra caviale e champagne, ci prendiamo una pausa di 3 stagioni per costruire una squadra di giovani che possa andare avanti dieci anni e venga poi rafforzata con un grandissimo campione. Stiamo cercando le migliori promesse del mercato, ne abbiamo un centinaio sotto osservazione”.

 

Mercato Milan: più concreta l’ipotesi Balotelli

Berlusconi ha detto e non detto, ha confermato e smentito le proprie versioni più volte. Sogno Balotelli, Balotelli è solo un sogno. Qual’è allora la verità? Il patron del Diavolo, da sempre innamorato dei bomber e del talento puro, lo vuole o non lo vuole? Ma soprattutto, può o non può averlo?

L’amletico dilemma ha contorni nebulosi – in pieno stile pre mercato – perciò  noi ci possiamo aiutare usando unicamente la logica.

IL BRASILE TI DA UNA MANO – Le casse rossonere non permettono voli pindarici, questo è un dato di fatto. Quindi se Maometto non va alla montagna…Galliani potrebbe valutare come percorribile, in via definitiva, la doppia pista brasiliana, quella che porterebbe Robinho e Pato lontano da Milanello. Seppure in entrambi i casi si scontenterebbe qualcuno (Allegri e Barbara Berlusconi), è vero che Flamengo e Corinthians verserebbero sui conti correnti di Via Turati cifre di tutto rispetto; se ad esse va a sommarsi il risparmio sugli ingaggi, facendo due conti da salumeria il Milan si troverebbe con una disponibilità di circa 50 milioni di euro.

LINEA VERDE IN ATTACCO – Di questa cifra, la metà o qualcosina di più potrebbe essere conseguentemente investita per arrivare a SuperMario – stipendio incluso – stanco forse di sentirsi un quadro esposto nel museo sbagliato (tanto per parafrasare il paragone con la Gioconda di Raiola).

Arrivasse davvero a Milanello, Berlusconi sarebbe sì legittimato a sognare in grande: poter schierare in attacco la coppia El Shaarawy-Balotelli, farebbe venire l’acquolina a tanti addetti ai lavori e non. Oltretutto ne trarrebbe giovamento anche Prandelli, in chiave azzurra.

Le incognite non mancano: se anche la fanta-operazione si concretizzasse, l’ex punta interista dovrebbe davvero trovare quella continuità che ancora gli manca. Non solo, l’intesa con il Faraone è comunque tutta da verificare, specialmente sul lungo periodo; non basta qualche spezzone per sancire che la coppia si trova ad occhi chiusi e non è sempre vero che i fuoriclasse possano essere complementari.

Ci sale però alle labbra una domanda spontanea: perché Braida e Galliani non puntano i loro investimenti su qualche difensore centrale? Magari non se ne sono accorti, ma Thiago Silva ormai abita a Parigi.

 

 

Berlusconi: “Balotelli non è un sogno”

Sicuramente molti tifosi del Milan avranno sognato questa foto. Ecco, secondo la viva voce di Berlusconi, potrebbe smettere di essere un vaneggiamento notturno. Potrebbe diventare realtà, difficile però che possa accadere già in gennaio.

PANCHINA (TROPPO) LUNGA – L’eliminazione da tutte le competizioni europee del Manchester City guidato da Mancini, si prefigura come la chiave di volta per il futuro di Super Mario. Raiola che ne cura gli interessi è sempre in stretto contatto con Galliani; l’ingaggio di 6 milioni di euro è un ostacolo ma,  liberando un posto, magari quello occupato da Robinho che percepisce giusto la stessa cifra, l’operazione potrebbe anche essere fattibile. Ed è proprio sulla quantità di giocatori alle dipendenze di Via Turati che si concentra l’attenzione dell’a.d. milanista: “Siamo in 32, francamente troppi per considerare nuovi giocatori in arrivo. Ora non è previsto mercato, né in entrata né in uscita. Quindi Robinho resta.”

PALLINO PRESIDENZIALE? – Berlusconi ha abituato i tifosi ( e non solo) a repentini cambi di opinione. Ricordate cosa disse di Zlatan Ibrahimovic due settimane prima di prenderlo dal Barcellona? “Non ci serve uno come lui, credo che potrebbe creare problemi allo spogliatoio.” Per Balotelli è valsa più o meno la stessa linea; pochi giorni fa era superfluo ed irraggiungibile, adesso addirittura a portata di mano. Certamente la bruciante delusione europea dei Citizens è in grado di spostare certi equilibri, più nella testa del procuratore che del calciatore. Ad ogni modo, se ne parlerà a giugno.

Van Basten, talismano in tribuna (video)

Un tuffo nel passato. Perché giusto dal passato arriva l’assist per il Cigno di Utrecht, nell’azione fatta partire da Adriano Galliani. E’ proprio l’a.d. a rivelare: “E’ stata mia l’idea di portare di nuovo a San Siro Marco Van Basten, visto che il 25 novembre di vent’anni fa segnò 4 reti, tra cui una fantastica rovesciata (al Goteborg nel perentorio 4-0 in Champions League, ndr).

AMARCORD E FUTURO – Quando lo speaker dello stadio ha celebrato l’indimenticabile ex numero 9 rossonero, poco prima della partita, si sono levati i vecchi cori della Curva Sud. Hanno sottolineato con sentiti boati le immagini dei goals, i migliori dell’olandese, mentre scorrevano sugli schermi del Meazza. L’eterno centravanti non si è sottratto, con il suo proverbiale carattere schivo ha comunque risposto, in un abbraccio più che in un saluto. Dopotutto, qui si è chiusa – assai prematuramente – la sua fulgida carriera. E di futuro non si parla? Per ora no, Van Basten incassa i ricordi di Berlusconi, che qualche anno fa lo voleva sulla panchina del Milan. Marco però ha gentilmente rifiutato, non sentendosi ancora pronto per questa sfida. Di sicuro la più difficile: essere ricordato ad libitum per la classe e le reti è un conto, convincere da allenatore in una piazza che vuole spettacolo e risultati a getto continuo, è un altro paio di maniche. La memoria pallonara  è assai corta, ad essere ottimisti. Chiedere ad Ancelotti per conferma.

PECCATO PER IBRA – L’ex c.t. dei Tulipani rivela di avere un solo rammarico, più ancora della caviglia maledetta: “Peccato che Ibrahimovic sia andato via. E’ una perdita per entrambe le parti, sua e della società milanista. Lui certo poteva e voleva vincere ancora tanto in questo club.” Non è un mistero che Van Basten abbia un debole per l’ariete svedese, sin dai tempi dell‘Ajax. Da sempre si cerca di accostare i due, in un paragone che tuttavia non può reggere, soprattutto se si mettono a confronto le bacheche personali.

PORTAFORTUNA – Certo è che il 48enne orange ha portato bene al Diavolo, nella serata in cui ci si attendeva una conferma dagli uomini di Allegri. Sicuramente non sarà stato il dodicesimo uomo in campo, ma possiamo scommettere che Galliani, da qui in avanti, lo vorrà sempre sulla poltroncina accanto alla sua. Squadra che vince, non si cambia.

Se Berlusconi dice che Pato è un problema….

Si avvicina il super match di San Siro contro la Juventus di domenica sera, ma a colpire sono le parole del presidente Silvio Berlusconi dopo che la serata post-Anderlecht ha portato in dote le parole del numero sette rossonero in merito al suo futuro: “Pato è un problema: era il miglior giocatore in proiezione futura per il valore economico. Speriamo possa guarire, perché per diversi incidenti il suo valore è diminuito.

Il presidente poi accenna all’incontro che nello scorso torneo accese un putiferio per ill grave errore arbitrale sul goal (non visto) di Muntari: “Andrò a Milanello prima della sfida contro la Juventus, c’è bisogno di me. La squadra si è ricaricata molto dopo l’ultima mia visita per l’insidiosa trasferta di Napoli. Ibrahimovic? Lo rimpiango certamente sul campo, ma adesso abbiamo El Shaarawy sulla strada dei giovani”.

Berlusconi: “Allegri deve tirare le orecchie a qualche giocatore”

Quasi le stesse parole di 24 anni fa. Almeno quelle rilasciate ai giornalisti, poco dopo essere atterrato a Milanello. Silvio Berlusconi, per oggi unicamente patron del suo Diavolo, è giunto al quartier generale rossonero intorno alle 12:15. Ha assistito all’allenamento da una posizione defilata e, prima di pranzare con la squadra, ha scambiato qualche battuta con alcuni giocatori e la stampa.

Alla sua maniera e come nella lontana vigilia di un Napoli-Milan valevole per lo scudetto, il presidente ha puntato sulla coesione del gruppo e ha garantito piena fiducia al proprio allenatore. Sostanzialmente il concetto è il medesimo che legittimò la permanenza di Arrigo Sacchi: “Questo è il vostro allenatore, dovete seguirlo.” Fatte le debite proporzioni con il Mago di Fusignano, l’ex Premier non ha mancato di far pervenire a Max Allegri un prezioso consiglio: “Se qualche calciatore non lo segue, deve dargli una tirata d’orecchi.”

Il vero e definitivo faccia a faccia con tutto lo spogliatoio dovrebbe essere in corso di svolgimento in questi minuti. Nella speranza che l’epilogo possa essere lo stesso del 1988, se non altro perché la gara in arrivo sarà proprio contro i partenopei. Per respirare di nuovo aria di tricolore, ci sarà da attendere a lungo.

Davide Lippi conferma: Milan e Cina vicini

Arriva la conferma, per bocca di Davide Lippi, procuratore e figlio di Marcello, attuale tecnico del Guangzhou Evergrande che la società rossonera e la Cina sono prossimi ad instaurare rapporti di tipo commerciale.

Ai microfoni di ‘Sky Sport24’, Lippi ha dichiarato: “Il Milan ha confermato che c’è una volontà per intraprendere dei rapporti commerciali con la Cina e il Guangzhou. C’è la volontà di conoscerci, il presidente verrà in Italia. Una partnership legata anche al mercato del Milan? Intanto ci conosciamo poi non è escluso che possa nascere dell’altro. Robinho in Cina? Il presidente non verrà in Italia per trattare il calciatore brasiliano, e a breve termine non penso che si possano fare operazione di mercato. Poi non escludo che possa succedere qualcosa. Sicuramente ci sarà un incontro con Galliani, non so se anche con Berlusconi. Il Guangzhou è un club giovane che viene dalla Serie B ma che vuole crescere”.