Barreto: se mi fermo io, la mia famiglia non mangia

La vita di Barreto, brasiliano di Rio de Janiero, è stata molto difficile fin dagli inizi. Ora, dopo la squalifica scontata di cento giorni, il reintegro nel Torino gli ha ridato gioia.

E poi il tecnico che lo ha lanciato in Italia, quel Ventura che ha vinto solo una volta in carriera contro il Napoli, lo ha rassicurato sulla permanenza nel Torino. Al quotidiano torinese La Stampa, Paulo Vitor Barreto si è voluto raccontare, partendo proprio dalle difficoltà iniziali: “La mia famiglia deve mangiare: se mi fermo io, sono fregati”. Per lui il calcio è stata l’ancora di salvezza: “Da bambino non sapevo se avrei mangiato il giorno dopo, oggi sono molto fortunato a fare questo lavoro”.

Nonostante i molti infortuni, l’amore per il gioco non è mai tramontato: “Ho avuto tanti problemi ma mi sono sempre rialzato più forte di prima. Il calcio è tutto, a volte ti fa brutti scherzi, ma ti dà anche tante soddisfazioni”.

Barreto riabbraccia il suo “maestro” Ventura: ufficiale al Torino

Paulo Vitor Barreto, 27enne brasiliano ma con passaporto italiano, è ufficialmente un nuovo giocatore del Torino. Finita, dunque, la lunga trattativa fra il club granata e l’Udinese per l’attaccante che potrà tornare ad essere allenato dal tecnico Giampiero Ventura che seppe esaltarne le doti nella stagione e mezza in cui diresse la squadra barese in massima serie

“Il Torino Football Club comunica di aver acquisito a titolo definitivo con accordo di partecipazione dall’Udinese Calcio il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Paulo Vitor De Souza Barreto”.

Il Palermo cade a Bologna. Adesso la corsa alla salvezza si fa sempre più in salita

Il Palermo ha inventato un nuovo ballo: il passo del gambero. In cosa consiste? Nel seguire il ritmo della partita andando rigorosamente all’indietro dopo un piccolo passo avanti. Scherzi a parte, la squadra vista ieri pomeriggio sul campo del Bologna è sembrata una versione profondamente involuta di quella che solo 7 giorni prima aveva battuto la Sampdoria con una prestazione quantomento convincente. Contrariamente a quanto ci si potesse attendere, il Palermo non è riuscito a tenere il campo per colpa di un atteggiamente non presuntuoso, ma rinunciatario. Fino al primo gol di Gilardino (a proposito: guai a dire che sia un attaccante finito) la formazione rosanero era riuscita a proporsi bene in avanti, salvo poi scontrarsi con la muraglia issata da Stefano Pioli al limite dell’area di rigore. I piccoli avanti rosa non sono riusciti a incunearsi tra le maglie bolognesi, brave a compattarsi in difesa e ripartire sugli esterni con Morleo e Garicis, o per vie centrali con quell’Alessandro Diamanti che tra le linee è stato un cliente scomodo sia per il centrocampo che per la difesa siciliana.

Dopo l’1-0 del Bologna, in area del Palermo è andato in scena un giorno di ordinaria follia. Sul finire del primo tempo Massimo Donati, che non essendo un difensore puro si era già lasciato scappare Gilardino in occasione del gol, ha deciso di ripetersi con un intervento pallavolistico che l’arbitro Valeri non ha potuto far altro che punire con un calcio di rigore, trasformato da Gabbiadini. Pessima giornata, quella dell’ex centrocampista di Bari e Atalanta, tanto prezioso in fase di costruzione quanto disastroso, ieri, quando ha dovuto svolgere i compiti dei difensore centrale. Ma non è proprio il caso di crocifiggerlo: il Palermo ha bisogno di Donati come il pane, e ne ha bisogno lì, in mezzo alla difesa, dove può sopperire alle carenze qualitative del centrocampo.

Chi si aspettava una reazione del Palermo dopo l’intervallo è rimasto deluso. Gasperini ne avrà cantate eccome ai suoi, ma l’effetto sortito non è stato dei migliori. Dopo soli 60” di gioco, Donati (ancora lui) non si capisce con Ujkani che si trova costretto ad abbattere Gilardino. Si può stare ore e ore a disquisire sull’eventuale chiamata della palla da parte dell’estremo difensore albanese, ma l’effetto è comunque lo stesso: cartellino rosso e altro rigore per il Bologna, trasfmoramato stavolta da Diamanti. Dopo il 3-0 cala il sipario sulla partita. Gasperini sa di non poterla più riprendere e inizia a pensare al derby, sostituendo prima Brienza con Labrin, e poi Ilicic con Viola. Le espulsioni di Barreto per
doppia ammonizione e dello stesso Labrin per un fallaccio su Morleo da rosso diretto sono solo altri due acuti di una partita da dimenticare, in un campionato forse da dimenticare per il Palermo, a meno che non si decida di intervenire tanto e bene sul mercato. La classifica fa paura, ma gli 11 punti preoccupano anche meno di un calendario che vedrà i rosanero impegnati da qui alla fine del girone contro Catania, Juventus, Inter, Fiorentina, Udinese e Parma. In attesa di gennao, quindi, deve essere la mentalità a cambiare. Come ha sottolineato lo stesso Gasperini: “Questa squadra deve pensare solo a salvarsi”. E non tutti lo hanno capito.

Serie A: gli squalificati. Due turni a Matuzalem. Mano pesante sul Palermo

Matuzalem fermato per 2 giornate dal giudice sportivo

Il giudice sportivo ha reso note le squalifiche in serie A dopo il 27° turno.

Mano pesante contro il laziale Matuzalem reo di avere colpito un calciatore con una manata al volto Alessandro Diamanti durante il match di domenica sera contro il Bologna: il calciatore starà fermo per 2 turni.

Altri cinque invece i giocatori squalificati per una giornata: Ceccarelli (Cesena), Gonzalez (Lazio), Barreto, Miccoli e Pisano (Palermo).