Van Gaal si sente spiato dai droni

Siamo in Inghilterra e chiamare in causa James Bond 007 sembrerebbe normale: ma se a sentirsi accerchiato dalle spie è il tecnico dei Red Devils, Louis Van Gaal, la cosa fa notizia. L’allenatore del Manchester United, come riportato dal quotidiano The Sun, ha ingaggiato un’impresa di investigazione privata per controllare il cielo sovrastante il campo d’allenamento dello United in modo da essere certo che non vi siano droni che possano in alcun modo spiare le sedute tecniche dell’allenatore olandese.

 

Confusione Is Arenas: stadio non a norma

Succede di tutto per l’impianto Is Arenas, che oggi è salito agli onori della cronaca in quanto la Prefettura di Cagliari ha dichiarato che l’impianto non è ancora a norma e quindi non sicuro, nonostante la struttura sia in grado di ospitare il pubblico. La Prefettura del capoluogo sardo ha rinnovato il suo impegno “per venire incontro alle forti aspettative dell’opinione pubblica nella realizzazione della nuova casa del Cagliari”, come riportato dalla nota.

Inoltre, e questo è parso clamoroso, la stessa Prefettura ha anche deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza della settimana scorsa emessa dal Tar Sardegna, che aveva annullato lo 0-3 a tavolino inflitto al Cagliari per la gara con la Roma dello scorso 23 settembre.

007 Napoli, licenza di spiare. Scoppia caso diplomatico con la Juventus


L’agente segreto 007 James Bond, versione partenopea (e versione piuttosto imbranata, per la verità) ha rischiato di fare scoppiare un caso diplomatico tra Napoli e Juventus.

Secondo quanto si è appreso, infatti, a Pechino, dove le due squadre sono in ritiro in vista della partita di Supercoppa in programma sabato, 2 osservatori della squadra partenopea sarebbero stati “pizzicati” a spiare, di nascosto, i rivali bianconeri.

La bravata sarebbe stata scoperta per colpa dell’incauto flash utilizzato da uno degli inviati partenopei (fonti giornalistiche riportano i nomi di Enzo Concina e Claudio Nitti) che avrebbe svelato la presenza di intrusi nell’impianto ufficialmente chiuso per le rifiniture tattiche di mister Conte.

La Spy Story, che per certi versi fa sorridere, ha rischiato di scatenare un vero e proprio caso da Guerra Fredda tra le due compagini con una sequenza di telefonate infuocate tra tra il management delle due società. Alla fine, però, sembra essere prevalso il buonsenso. Con buona pace di fotografi e giornalisti che, finalmente, hanno uno “scoop” di cui parlare.