Focus sul… Cagliari

“Stadio senza pubblico? È una cosa surreale…”. Così tuona Diego Lopez, allenatore del Cagliari, subentrato con Ivo Pulga a un deludente Ficcadenti, nel dopo gara di Cagliari-Fiorentina. Sicuramente, la situazione odierna di classifica dei sardi non riflette il momento fuori dal campo: un presidente  che deve far fronte a problemi con la giustizia, a causa di uno stadio “in bilico” ogni domenica; due opzioni per le gare casalinghe: Trieste o Is Arenas a porte chiuse, con la variante di Parma, nel caso della gara contro la Juventus. A tutto questo trambusto, il Cagliari risponde con 22 punti su 33 disponibili, nelle 11 giornate del girone di ritorno, che proiettano i sardi in una posizione di tranquillità (38 punti e decimo posto in concomitanza col Parma), e a sole 2 lunghezze dalla tanto agognata quota salvezza. Paradossalmente, la situazione che si è venuta a creare ha giovato all’ambiente e compattato allenatori, giocatori, società e tifosi, tutti uniti intorno al Cagliari Calcio, riuscendo a tramutare la sofferenza e la delusione, in gioia sul campo. Grande peso ha avuto l’impatto di Diego Lopez, ora mister, ma fino a qualche anno fa capitano e pilastro degli isolani. Col suo ritiro, la fascia è passata nelle mani, o meglio, sul braccio di Daniele Conti, un romano naturalizzato sardo. E’ importante anche l’innesto di giovani come Murru (classe 94) e Del Fabro (classe 95) che hanno saputo farsi trovare pronti, quando chiamati in causa. Fenomenale il ritorno del figliol prodigo Sau, tornato alla casa madre dopo diversi anni, ma con una grande maturità, dovuta soprattutto alle esperienze di Castellamare di Stabia e Foggia. A dare uno scossone sono stati anche lo spirito di sacrificio e l’attaccamento alla maglia mostrato da Astori, Nainggolan e Pinilla, più volte segnalati con la valigia in mano. Inutile parlare del cuore dei sardi doc: Cossu e Pisano.

La stagione 2012/2013 sta per volgere al termine e l’augurio per il Cagliari è quello di trovare casa al più presto; l’obiettivo è preparare il campionato successivo con la consapevolezza di poter giocare in uno stadio, finalmente, pieno di tifosi, in grado di poter acquistare il biglietto dal lunedì, per la partita della domenica pomeriggio, con la certezza di sedersi sugli spalti per sostenere la propria squadra…perché alla fine, in tutto questo, chi ci rimette davvero… è il TIFOSO.

Alessandro Chessa