Moggi posa la prima pietra a Dubai: la Gea avra’ una nuova casa

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è tornato. La , anche. Anzi, non se ne sono mai andati davvero. A sei anni dall’inizio del vortice che ha trascinato Lucky Luciano e la sua società nel fango, tra aule giudiziarie e condanne, l’araba fenice risorge dalle proprie ceneri.

Luogo: . Obbiettivo: riprendersi il mondo del calcio, questa volta però con altre spoglie.

Vero è che il telefonino dell’ex eminenza bianconera non è stato mai spento, perché molti hanno continuato a chiamarlo per chiedere consigli, specialmente tecnici che grazie a lui hanno trovato panchine stabili. Quindi è rimasto allenato, come del resto suo figlio Alessandro, il quale tutt’oggi è procuratore di vari giocatori (vedi del Milan); e proprio Moggi Junior è stato invitato dal padre a rimettere in piedi la Gea – finita in liquidazione nel 2006 – e a tessere rapporti con Khalifa Bin Zayed Al Nahayan, sceicco di Dubai.

Da poche settimane è quindi nata la nuova Gea World Middle East, con la mission dichiarata di creare un ponte con l’Europa (Italia esclusa, si dice) per proporre i talenti che via via verranno scovati negli Emirati e non solo. Per questo forse entreranno a far parte della “famiglia” e , che quelle parti di mondo le conoscono bene, e , attuale tecnico dell’Al Wasl, tutti con compiti di Scouting. Ufficialmente la società non avrà la procura di alcun atleta, ma soltanto la gestione della loro immagine, sul modello di molti agenti Fifa.

Ad oggi è certo che la struttura della nuova creatura dei Moggi comprende anche Riccardo Calleri (agente esperto di Sud America e assistente di Zuniga e Barreto, tra gli altri), Tommaso Bendoni e soprattutto Mino , legato a Luciano da amicizia e rapporti di lavoro che risalgono a più di dieci anni fa.

Sicuramente il fatto che Moggi Senior sia considerato negli come una sorta di icona, deve aver aiutato il lavoro diplomatico per arrivare alla posa del primo mattone; basti pensare che il presidente dell’Al Wasl, lo sceicco Marvan Bin Bayat, pare abbia sul proprio telefonino la scritta: “Io sono il Moggi di Dubai”. Sembra non sia leggenda.

Viene da pensare che non proprio tutto il mondo è paese.