Ronaldinho rescinde con il Flamengo, la dirigenza dice: “Non ci serve”

ronaldinho

Se n’è andato sbattendo la porta, adesso la palla passa al tribunale.

L’addio di al è giunto alla fine di una giornata in cui giocatore e dirigenti se ne sono detti di tutti i colori a mezzo stampa, fino alla decisione del fuoriclasse di rescindere il contratto che lo legava al club carioca, con tanto di denuncia al e annessa richiesta di risarcimento, pari a circa 18 milioni di euro.

La decisione di Dinho è arrivata ieri sera, una manciata di ore dopo che il vice presidente della squadra rossonera, Paulo Cesar , era esploso davanti alla stampa, annunciando la volontà di metterlo fuori squadra dopo il secondo giorno consecutivo di assenza ingiustificata.

Sembra che a fare infuriare Dinho sia stato un commento tutt’altro che garbato dello stesso Coutinho, subito dopo la sfuriata pomeridiana: “Siamo sinceri, non abbiamo nessun bisogno di lui. Sta giocando di m….”, ha detto il vicepresidente carioca di fronte alle telecamere. “Ho chiamato Coutinho per chiedergli spiegazioni, ma è stato così volgare che è meglio non riferire le parole che ha usato. A quel punto, la denuncia al Tribunale del Lavoro si è resa inevitabile”, ha affermato l’avvocato del giocatore, Gislaine Nunes.

Nella conferenza stampa di commiato alla società, con cui Ronaldinho ha giocato poco più di un anno, siglando 28 reti e conquistando (solo) un campionato Carioca, il numero 10 non è entrato nel merito delle motivazioni che lo hanno spinto alla rottura. Si è limitato a ringraziare i tifosi (che non sembrano intenzionati a strapparsi i capelli per la sua partenza), affermando che si prenderà qualche giorno di pausa per stare vicino alla madre gravemente malata. Ma ha comunque detto a chiare lettere che continuerà a giocare “per qualche anno ancora. Non è arrivato il momento di smettere”. Possibile un’esperienza in o negli Emirati, dove potrebbe avere l’occasione per firmare il suo ultimo, sontuoso contratto.