e venne il giorno, scaldano i motori barcellona e milan

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Proviamo a dare un po’ i numeri: in questa edizione della e hanno disputato sin qui 9 gare, mettendo a segno rispettivamente 15 e 30 reti. In casa i blaugrana hanno fatto centro 22 volte su 23 nella stagione in corso, rimanendo imbattuti ed impattando il risultato in sole 3 occasioni (0-0 contro il Siviglia nella Liga, 2-2 in Copa del Rey di fronte al Real Madrid e 2-2  in Champions, avversari proprio i rossoneri).

Se il Barça passa, saranno 5 semifinali conquistate consecutivamente, nel complesso 6 in 7 anni. Il Diavolo ha dalla sua parte i precedenti nelle competizioni internazionali, dove a fronte di un pareggio a reti bianche nelle gare di andata ha superato il turno in 13 occasioni su 16.

Ciliegina sulla torta milanista, il dolce ricordo della prima Coppa dei Campioni dell’Era Berlusconi, sollevata al cielo nello stadio che ospiterà l’incontro tra poche ore.

Adesso proviamo a metterci nei panni dell’indovina Cassandra: è abbastanza probabile che i catalani riescano ad andare in goal questa sera (complice anche il perfetto terreno del Camp Nou e la sua proverbiale ampiezza) ed è piuttosto plausibile che gli uomini di Allegri facciano altrettanto, spinti impavidamente dalla posta in palio e dal pensiero “o la va, o la spacca”.

Si può anche supporre che le precarie condizioni di (ancora sofferente al famoso gemello e fermo ai box da 48 ore) tolgano fantasia ed imprevedibilità al centrocampo più forte del pianeta;  e che, per la legge dei grandi numeri, la prima volta di davanti al suo ultimo ex pubblico coincida con un cambio di rotta nella propria personalissima Odissea della Manifestazione (29 sigilli in 89 partite, solo 4 nelle 26 ad eliminazione diretta, di cui 2 nella stessa gara. Perciò una media pari ad 1 goal ogni 12,5 incontri).

Come sempre la realtà avrà molta più immaginazione di noi, che possiamo al massimo ipotizzare o, se va bene, intuire.

Allora cerchiamo di leggere tra le righe del Guardiola-pensiero: mentre ai suoi comanda “salid y disfrutar”, andate e divertitevi, con la voce orfana della sua naturale sicurezza non scarta l’ipotesi di uscire di scena (e non per scaramanzia).

Nello stesso specchio Massimiliano Allegri vede il coraggio negli occhi del proprio gruppo, la fiducia di chi non ha da perdere ma soltanto da guadagnare.

Dal punto di vista tattico, il Milan nella sua faretra ha tre frecce intinte nel veleno, una per reparto: se il triangolo difensivo Nesta-Mexes con Ambrosini avanzato riuscirà a far defluire gli attacchi verso gli esterni, per Messi sarà più complicato trovare la via del goal, prediligendo da sempre le incursioni centrali. In mezzo al campo la chiave potrebbe essere rappresentata dal pressing sul primo regista del Barça, ; non è un fulmine di guerra e , in crescita di condizione, lo dovrà mettere in difficoltà trasformandosi nel  primo difensore rossonero.

Nel reparto avanzato, la buona notizia può essere rappresentata dal papero ritrovato: Pato infatti sembra essere finalmente a posto (negli USA forse hanno capito come ricalibrare il suo assetto) e le accelerazioni di cui è capace saranno utili, specie negli ultimi 15 minuti – questa è la sua autonomia attuale. Non è molto, ma è già tanto.

Le battaglie tra questi due grandi eserciti non sono mai scontate: a loro il privilegio delle armi, a noi il brivido dello spettacolo.