I sassolini dalla scarpa di Mourinho

L’addio fra ed il Real Madrid non è stato affatto tenero: non per la destinazione scelta, ovvero quel che da anni è avversario in Champions League, quanto per le polemiche che durante la stagione sono continuate fra alcuni giocatori ed il tecnico portoghese.

Ed oggi lo ha aggiunto ancora qualcosa, soprattutto in riferimento alle polemiche con il pubblico di casa: “Sono fiero di essere stato al Real, sono arrivato nel miglior momento della mia carriera perché pensavo che la mia carriera non avrebbe avuto senso se non avessi allenato un club così grande. Per i giocatori la cosa migliore era che andassi via”.

Nell’intervista concessa al programma sportivo Punto Pelota ha poi aggiunto: “Gli altri se ci sono io non devono metterci la faccia, sono un allenatore ‘comodo’. Non devo dire grazie a nessuno, ci pagano per giocare, per allenare, per avere una vita sociale compatibile. I club che mi ingaggiano, mi pagano, assolvono ai loro doveri con me e io devo dare tutto, senza badare troppo a me. Ringrazio Karanka per il lavoro che ha svolto insieme a me. Spero che Ancelotti o chiunque arrivi a Madrid non venga definito un ‘pacificatore’, non se lo merita, spero anzi che abbia un appoggio totale e sia molto felice. I fischi che mi sono arrivati sono il frutto di una campagna ben preparata da parte dei media, che ha avuto successo grazie alla mancanza di etica. Sono comunque fiero del mio cammino al Real”.