Collina: giusto che il basket abbia il designatore

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Pierluigi , tolto dal collo il fischietto, è entrato subito nei più importanti organigrammi del mondo arbitrale calcistico. Attualmente è il UEFA, ruolo che ricopre ormai da alcuni anni e questo ha allontanato la sua attenzione dalla realtà arbitrale italiana, con tutti gli oneri che spesso comporta. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport invece in merito ad un parere sulla scelta della federazione di abbandonare il sorteggio per tornare al designatore unico, come accade già nel calcio, Collina ha espresso tutto il suo compiacimento per la scelta motivandola.

“Mi scuso se mi faccio un po’ i fatti degli altri ma condivido al 100% la decisione di Petrucci; il sorteggio è la negazione della ragione. Ogni scelta deve essere motivata, non affidata alla sorte. Non mi risulta che i club si affidino al sorteggio per scegliere gli allenatori o quando ci sono da mettere le formazioni in campo. Il designatore è imprescindibile, è l’unico che conosce la forma degli arbitri, che cerca di far crescere le nuove leve senza traumi. Sono d’accordo con Facchini quando sostiene che un esordiente non può arbitrare subito una partitissima. Tutto deve essere graduale, nel calcio succede così da tempo. Ci potrebbe essere un’unica condizione affinchè si possa effettuare il sorteggio: la totale uguaglianza tra persone riguardo esperienza, forma e quant’altro. Ma si tratta di utopia. Quando arbitravo, ho vissuto anch’io il sorteggio: non mi dava soddisfazione”.