Cristante: 18° compleanno e contratto al Milan

Baby Cristante, così viene definito un bebè se paragonato ai giocatori della prima squadra e a maggior ragione se il club è il Milan  che può vantare una storia centenaria nella quale entrare è assai difficile.

Lunedì sorso era sul terreno di Viareggio a disputare la finalissima della Coppa Carnevale, persa, contro i belgi dell’Anderlecht. Ieri sera, negli studi della Domenica Sportiva, ha ricevuto il premio di miglior giovane del torneo ed ha festeggiato in diretta tv, il suo compleanno  quello della maggiore età. Oggi invece, come annunciato già ieri sera dallo stesso a.d. rossonero Galliani, il contratto quinquennale ed il comunicato ufficiale così recita: “A.C. Milan comunica di aver prolungato al 30 giugno 2018 il contratto di Bryan Cristante”

Junior Tim Cup 2013: dagli oratori agli stadi di A

È stata presentata ieri, nella sede della Lega Calcio a Milano, la nuova iniziativa per i giovani calciatori del nostro Paese: la Junior Tim Cup 2013.

Si tratta di un torneo di calcio a 7, nato dalla collaborazione tra Tim, Lega Serie A e Centro Sportivo Italiano, a cui parteciperanno squadre formate dagli oratori delle 16 città in cui si giocano le partite del campionato di serie A. Alcune delle sfide tra queste squadre under 14 si giocheranno proprio negli stadi che ospitano i match di campionato, come la prima partita, che si giocherà il 2 febbraio allo stadio San Paolo prima di Napoli-Catania. Le fasi finali, invece, si giocheranno a fine maggio all’Olimpico di Roma, nei giorni che precederanno l’ultimo atto della Tim Cup.

I finanziamenti per il torneo saranno attinti, in parte, anche dai proventi delle multe comminate in stagione dal Giudice Sportivo ai tesserati e alle società, che comunque contribuiranno a sostenere l’attività sportiva degli oratori.

Grande soddisfazione ieri durante la presentazione dell’evento. Maurizio Beretta, presidente della Lega di A, ha parlato di “un’iniziativa grazie a cui migliaia di ragazzi in tutta Italia potranno divertirsi e crescere praticando sport”, mentre Massimo Achini, presidente del Centro Sportivo Italiano, ha definito l’importanza del calcio nell’educazione dei giovani come “una partita da non perdere”.

Nell’occasione, è stato presentato il nuovo profilo Twitter della Lega di A, abbinato all’hashtag #ilcalcioèdichiloama.

 

 

Enzo Zidane incanta – quasi – come il padre (video)

Di solito il talento tende a saltare una generazione. Ma è pur vero che una mela non cade troppo lontana dall’albero. Se l’albero in questione si chiama Zinedine e di cognome fai Zidane come lui, dovresti essere almeno una mela di buona qualità.
Enzo Zidane, figlio dell’ex fantasista bianconero, sicuramente è ancora un frutto acerbo (ha soltanto 17 anni), ma ha già fatto intravedere lampi degni del corredo genetico in suo possesso.
Milita nel Real Madrid B, è agli ordini di un pezzo di storia blanca che risponde al nome di Fernando Morientes, ha già assaggiato la prima squadra ed il carisma di Josè Mourinho – per adesso solo sul campo di allenamento.
Insomma, le premesse ci sono, la promessa anche.

Domenica scorsa ad esempio, nel derby contro l’Atletico, si è messo in mostra con un delizioso pallonetto che ha beffato il portiere avversario da distanza considerevole.

Come dimostra il video che segue, i numeri non gli mancano:

Mancini jr. sentenzia: “Papà ne sa più di Mourinho”

Di solito si dice: “la mamma è sempre la mamma”, in questo caso però è il papà ad essere messo sopra il piedistallo. E non potrebbe essere altrimenti, se il genitore in questione si chiama Roberto Mancini. Il figlio Andrea, ex Fano e prodotto delle giovanili dell’Inter, è da poco sbarcato al Valladolid, per affrontare la sua avventura nel massimo campionato spagnolo. Ha chiarito subito il proprio pensiero al quotidiano Marca, a proposito delle differenze tra Mancini Senior e Mourinho: “Non c’è paragone. Mio papà è stato giocatore per parecchi anni e questo si nota. Ha molta esperienza e capisce di calcio molto più di Mourinho, che però è più psicologo, più motivatore. Lavora sulla testa dei giocatori. Penso che la figura del tecnico perfetto si ottenga da un mix fra i due”.

Il cielo non voglia che il giovane Andrea finisca prima o poi tra le Merengues: se da un lato glielo auguriamo professionalmente, dall’altro tremiamo all’idea di quale trattamento psicologico possa riservargli Josè.

Milan: le chiavi della porta a Perin (Mancini permettendo)

Galliani inizia il pressing su Preziosi, in vista della prossima annata. La buona amicizia che lega (in termini affaristici,ndr) Milan e Genoa potrebbe tradursi in un nuovo colpo a favore del Diavolo.

In Via Turati si prepara la trattativa per arrivare a Mattia Perin, estremo difensore 19enne ad oggi in forze al Pescara. Il suo cartellino è di proprietà del Grifone, dove è cresciuto e con cui ha vinto uno scudetto giovanile accanto a Stephan El Shaarawy.  Il portiere di Latina è valutato intorno ai 10 milioni di euro e l’a.d. rossonero pensa ad una comproprietà, mettendo sul piatto 5 milioni. Tuttavia il patron del club genovese tentenna: sulle tracce del numero 1 c’è anche il Manchester City di Roberto Mancini, disposto a quanto pare ad offrire quasi il doppio del valore di mercato attuale. Circa 20 milioni per accaparrarsi il futuro Buffon.

Il Milan cerca perciò di battere sul tempo la concorrenza inglese, anticipando se possibile già entro gennaio la risoluzione della vicenda. Non va dimenticato infatti che la porta dei meneghini vede Abbiati in scadenza di contratto ed Amelia possibile partente (non ha mai convinto appieno Allegri e staff tecnico).

A Milanello incrociano le dita, soprattutto perché Perin è un talento vero e di sicuro avvenire, molto simile al Gigi nazionale. Vestirlo di rossonero sarebbe un grande affare.

 

I giovani nel calcio italiano: risorsa o ancora di salvezza?

Sono ormai diversi anni che il calcio italiano non ricopre un ruolo di prim’ordine. Nel Ranking Uefa si rischia di scivolare ancora più in basso, addirittura alle spalle di Francia e Portogallo, nazioni in cui il livello qualitativo dei team che affrontano il campionato, fino a qualche anno fa, lasciava molto a desiderare. Oggi le cose son cambiate: in Francia, il PSG di Ancelotti e Leonardo fa ben sperare; il Portogallo, invece, presenta, periodicamente, squadre come Benfica, Porto, Sporting Lisbona e ultimamente lo Sporting Braga che tanto bene fanno nelle competizioni continentali, in particolare in Europa League. Sono ben lontani gli anni in cui l’Italia presentava tre squadre su quattro in semifinale di Champions (vedasi la stagione 2002/2003). Da qui, si pone un problema: è il calcio italiano che durante gli ultimi anni ha perso il suo prestigio o sono gli altri Paesi europei ad essersi rimboccati le maniche per dar modo alle loro squadre di essere più competitive? La risposta è da ricercare in entrambi i quesiti. Dunque, da dove ripartire ? La risposta sembra essere scontata: dai giovani talenti italiani, che sembrano essere diventati l’ultimo baluardo e l’unica ancora di salvezza a cui aggrapparsi per risolvere questi problemi, anziché che essere una ulteriore risorsa da cui i club possano attingere per migliorare la qualità delle loro rose. Di fronte anche ad un Fair Play Finanziario imminente, questi anni sembrano rappresentare un punto di svolta per l’Italia calcistica, tanto che diversi talentini possono essere anche considerati i cardini di squadre di prima fascia come Milan e Roma per esempio. La lista è lunga, ma citare quelli che ultimamente si sono messi maggiormente in mostra è doveroso. Partiamo proprio dai due club citati precedentemente. I rossoneri propongono in pianta stabile, da inizio campionato, due giocatori classe 92: El Shaarawi e De Sciglio; il primo ha sovvertito le gerarchie offensive del diavolo, complici gli infortuni di Robinho e Pato; ma nonostante il loro imminente ritorno in campo, togliere il Faraone in questo momento d’oro pare una follia. Il terzino, invece, gode di piena fiducia; partito come riserva di Abate ha conquistato un posto sulla fascia sinistra grazie alla sua duttilità tattica, ma è stato preferito, in qualche occasione, anche allo stesso Abate nel ruolo di esterno basso. Per quanto riguarda la Roma, grazie soprattutto a Zeman, che fa completo affidamento sui giovani, sono tanti i volti nuovi; uno su tutti Alessandro Florenzi, reduce da una straordinaria annata a Crotone, maglia con la quale ha siglato undici reti. Ma ciò che colpisce di questo giocatore classe 91 è, oltre al misto di qualità e quantità che lo caratterizza, la voglia e l’impegno che mette in campo. Degna di nota anche la ciliegina sulla torta del mercato giallorosso: Mattia Destro, che malgrado un inizio un po’ difficile, saprà sicuramente riprendersi, perché quello che ha dimostrato di saper fare lo scorso anno a Siena non può essere un caso. Oltre a questi quattro, il campionato può vantare la presenza di altre piacevoli scoperte; la Juventus, ad esempio, ha messo in luce Luca Marrone, capace di fare il centrocampista centrale (suo ruolo naturale), e riscoperto da Conte centrale di difesa a tre, importante sia in fase di copertura che in fase di costruzione. Come non citare il trio delle meraviglie pescaresi dello scorso anno Verratti-Insigne-Immobile; il primo ha vantato le attenzioni, durante la sessione estiva di mercato, dei più importanti club italiani, ma alla fine ha scelto, causa la mancata concretezza di offerte vere e proprie, l’avventura francese parigina. Insigne sembra, almeno inizialmente, aver fatto dimenticare la partenza di Lavezzi. Immobile è diventato un punto stabile dell’attacco genoano. Genoani che inoltre posso trarre beneficio dalle prestazioni del giovane esterno difensivo classe 92 Mario Sampirisi, entrato la scorsa stagione in prima squadra in punta di piedi; quest’anno,  complice la partenza di Mesto, sembra aver convinto De Canio nel ruolo di terzino destro titolare. Questi sono solo alcuni dei pezzi pregiati del nostro calcio; volendone citare altri si potrebbe far riferimento agli atalantini Giuseppe De Luca, attaccante nato nel 91, che la scorsa stagione si è ritagliato un posto nel cuore dei tifosi varesini, o Giacomo Bonaventura (quest’anno per lui dovrebbe essere quello della consacrazione nel grande calcio). Ogbonna, centrale granata e azzurro, cercato in estate da un team prestigioso come quello del Manchester United, che continua a monitorarlo. Anche Caprari, sembra aver trovato la sua dimensione a Pescara, e Fabbrini, che a Udine ha saputo guadagnarsi uno spazio importante, è molto considerato da Guidolin. Ma anche nella serie cadetta, la consistenza di giovani promettenti è considerevole; infatti, in questo inizio di stagione quelli che maggiormente si sono messi in mostra sono: Viviani, centrocampista del Padova, scuola Roma, Leonardo Pavoletti, centravanti del Sassuolo capolista, Bellomo centrocampista tutto-campo del Bari e Siligardi nuovo bomber del Livorno. Altri giovani ci sono sfuggiti, per lo meno temporaneamente; è il caso di Samuele Longo, attaccante interista accasatosi (in prestito) in Spagna, a Barcellona sponda Espanyol e autore di due reti in tre partite giocate. Insomma, non si può dire che il calcio italiano sia in cattive mani, ma sapranno i club nostrani valorizzare al meglio questi baby-talenti? Ai posteri l’ardua sentenza…

Alessandro Chessa

La Fiorentina scommette sul reality: spazio agli Allievi (dell’anno scorso…)

 

I reality ormai non fanno più notizia, sono diventati parte integrante della quotidianità televisiva. Dal Grande Fratello in poi, non ci siamo praticamente stupiti più di nulla che provenisse dal piccolo schermo; nemmeno quando venne proposto il reality sul mondo del calcio, impresa ardita perché davvero precedenti non ne esistevano: e infatti il buon Ciccio Graziani alla guida del Cervia (il programma si intitolava Campioni, ndr) non rimase nella memoria collettiva a lungo.

Oggi però, in comune accordo con una società professionistica come la Fiorentina, MTV ha deciso di scommettere su un docu-reality, i cui protagonisti sono i ragazzi delle giovanili – nello specifico gli Allievi Nazionali della scorsa stagione. Il “contenitore” porta addosso un titolo tutt’altro che originale, ‘Calciatori – Giovani Speranze‘ e, per la verità, anche il contenuto non brilla per intuizioni geniali, non fa gridare al “Mai visto!” insomma.

Tuttavia questa scommessa ha il pregio di lasciare spazio a ragazzi veri, con problematiche reali, che non siano passati attraverso provini catodici in cui si bada più alla spunta di presunte conoscenze altolocate che al talento.

I protagonisti (una decina di sedicenni e diciassettenni) vengono monitorati durante allenamenti, partite, recuperi da infortuni, lezioni scolastiche e vita privata – comprese le relazioni in stile “Tempo delle mele” con le ragazzine di turno. Giocano a fare i grandi, esaltati anche dalla perenne presenza delle telecamere; ma siamo certi, essendo passati dalle forche caudine dell’adolescenza, che anche senza essere osservati, questi promettenti e aspiranti atleti giocherebbero a fare gli adulti “cool” ugualmente. E’ anche ciò che li rende genuini.
E’ senza dubbio un programma che fornisce una visibilità importante al club viola, in cui viene palesata (almeno attraverso la Tv) un’ottima organizzazione e un’offerta di qualità di vita altissima, specialmente rivolta a ragazzi che si trovano a centinaia di chilometri dalla famiglia.

Come detto, la stagione “catturata” dai cameramen è quella dell’anno passato: siamo andati a cercare qualcuno di quei 10 “allievi” e per 7 di loro le mura gigliate vogliono dire ancora casa: il portiere Lezzerini ed il difensore Ashong sono aggregati alla prima squadra, mentre Madrigali (anch’egli difensore), Everton (esterno), Rosa (centrocampista), Gulin (trequartista) e Cedric Gondo (attaccante) giocano stabilmente con la Primavera.

Ci auguriamo di vederli un domani sui campi della Serie A, con il dolce ricordo di un’esperienza divertente fatta da “sbarbati”.

Verratti: alla Juventus si parlava di futuro, al Psg di presente

Marco Verratti non usa giri di parole per motivare la sua decisione.
“Alla Juventus mi parlavano di futuro, al Paris Saint Germain di presente”. E aggiunge “Potevo restare in Italia, bastava farmi giocare“.

Queste le dichiarazioni del centrocampista volato a Parigi alla corte di Ancelotti.
L’astro nascente del calcio italiano, che solo un anno fa debuttava in serie B con il Pescara, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport fa capire di non essere pentito della decisione presa quest’estate. “Non l’ho fatto per soldi, ma perchè a Parigi sono al centro di un progetto importante“.

Dichiarazioni assolutamente condivisibili che fanno crescere i rimpianti per il calcio italiano, che, solo alcuni anni fa, era considerato il campionato più bello del mondo.

Pochi anni che, a pensarci bene, sembrano secoli…

Verratti, è lui il Re della Senna

 

Sugli Champs Elysées esplode la Verratti-mania.

Il giovanissimo centrocampista abruzzese ha conquistato tutti, pubblico e critica, nonchè ovviamente Carlo Ancelotti. Marco sta facendo letteralmente impazzire i supporters del Psg, che anche durante la gara di Champions gli hanno tributato cori a non finire. Risulta quindi logico, in tal senso, che la tv francese TF1 abbia scelto di fare un reportage sull’ex discepolo di Zeman.

Con l’inviato Romain Chenoul, l’emittente transalpina ha visitato prima il centro sportivo situato a Vestina di Montesilvano, dove si allena il Pescara (Verratti è stato biancazzurro fino a pochi mesi fa, ndr), poi nel pomeriggio il piccolo paese di Manoppello, in cui risiede la famiglia del talento19enne.

Giocatori alla ribalta: Leonardo Pavoletti

Un nome da artista, un cognome anonimo, per lo meno per ora. Stiamo parlando di Leonardo Pavoletti, numero 8 del Sassuolo e piacevole scoperta della cadetteria. 186 cm x 78 kg per l’ attaccante emiliano che inizia la sua carriera professionistica tra i dilettanti dell’Armando Picchi, con i quali realizza 16 reti in 59 presenze. Poi il salto di qualità: le esperienze in C2 a Viareggio (2008/2009) e Pavia (2009/2010) dove, però, in quanto a realizzazioni non supera la doppia cifra (rispettivamente 7 e 9 gol). Seguono, nella stagione 2010/2011, sei mesi di sofferenza a Castellammare di Stabia in C1 durante i quali Pavoletti “raccoglie” solamente 7 presenze e nessuna marcatura. Così, la seconda parte della stagione scende di categoria, e viene accolto al Casale Calcio, squadra con la quale timbra tre volte il tabellino, in undici uscite. Poi l’anno della consacrazione: stagione 2011/2012 Pavoletti si accasa alla Virtus Lanciano in Lega Pro. Gioca 33 partite e ripaga la fiducia di mister Gautieri segnando ben 15 reti, contribuendo in maniera consistente alla promozione degli abruzzesi in Serie B. Ora, l’avventura a Sassuolo.

Le cinque reti in quattro incontri giocati sono il biglietto da visita del livornese, classe 88. E’ lui il prescelto per il dopo Sansone. Gli basta una mezz’ora di gioco nella prima uscita dei nero-verdi, contro il Cesena, per presentarsi ai suoi tifosi. Cinque giorni dopo la seconda rete contro il Crotone, e infine, la tripletta contro l’Empoli. Il giovane ha il compito di portare il Sassuolo ai vertici della classifica, per sognare quella Serie A, sfumata la scorsa stagione dopo l’eliminazione al primo turno dei play-off contro la Sampdoria. Se questa è solo la premessa, il proseguimento del campionato promette fuochi d’artificio per il bomber toscano.

Questo è l’anno della consacrazione per lui, quello che dirà a tutti chi è Leonardo Pavoletti e cosa il futuro calcistico gli riserverà…sarà il suo trampolino di lancio? Oppure la punta livornese sarà l’ennesimo fuoco di paglia di un calcio italiano sempre più alla deriva?

Alessandro Chessa