Adidas innova il mondo della scarpe da calcio con Nitrocharge 1.0

Adidas lancia sul mercato un prodotto innovativo per tutti gli amanti di calcio, le nuove Nitrocharge 1.0, una scarpa sicuramente innovativa che viene lanciata in grande stile con un spot imperdibile che vede come protagonisti Daniele De Rossi, Lavezzi, Dani Alvares e Javi Martinez affiancati da un chiaro messaggio “chi vince non molla mai”. Ecco l’imperdibile spot by Adidas:


Powerade lancia la sfida: Sei pronto ad allenarti come un calciatore della Juventus?

Powerade lancia la sfida e stimola dei ragazzi a seguire Mister Carrera in un percorso di allenamento identico a quello seguito dai calciatori professionisti della Juventus, un allenamento che risulta duro anche per dei giovani calciatori, di per sè allenati, quindi nulla sembra meglio di Powered per idratarsi e reintegrarsi da una massacrante seduta. Ovviamente poi hai ragazzi viene concesso di allenarsi veramente con gli uomini bianconeri, un onore non da poco. Guarda il video dell’iniziativa by Powerade:

 

Juventus e Milan: che peccato se i Maya avessero ragione…

Mancano tre giorni. Soltanto settantadue ore, poi sapremo in che modo i Maya avranno ragione. Sarà la fine di tutto? Se così fosse sarebbe un peccato, soprattutto per la Juventus: matematicamente campione d’inverno con due turni di anticipo, la squadra di Conte non potrebbe verificare se anche questa volta mezzo scudetto in tasca in dicembre, voglia dire tricolore pieno a maggio. Sarebbe un peccato anche per il Milan di Allegri, proprio adesso che sembra aver trovato equilibrio e continuità di risultati. Per il bel gioco, si dovrebbe rimandare tutta alla prossima vita.

Non mancano però quelli che trarrebbero giovamento dal caos, visto che nel loro privato lo stanno sperimentando già da un pò. E’ forse il caso della banda Mazzarri, per cui l’apocalisse sembra iniziata con un certo anticipo; poter evitare i sei mesi di squalifica a Cannavaro e Grava, i 70 mila euro di multa e lo slittamento in classifica causa penalizzazione, farebbe tirare un bel sospiro di sollievo a De Laurentiis. E che dire di Moratti e del caso Sneijder? Niente più accuse di mobbing e chiusura della carriera in nerazzurro per l’olandese (certo, non in pompa magna, ma vuoi mettere la soddisfazione?).

C’è anche chi si è portato avanti: Mezzaroma che silura Cosmi, la Samp che dà il benservito a Ferrara. Meglio presentarsi in ordine, in caso di Giudizio Universale.

Se invece si entrasse soltanto in una nuova Era? Beh, in questo caso il calcio italiano avrebbe l’opportunità di dare una vera svolta al proprio percorso esistenziale, proprio come auspicano i calcoli dei Maya. Stadi nuovi, polemiche con l’audio al minimo, onestà professionale e correttezza morale sono obiettivi raggiungibili, a patto di una presa di coscienza collettiva di un certo livello.

Il nostro pallone è abituato ai meteoriti. Diamogli la possibiltà di sperimentare la pace della virtù.

Calcio giovanile in Italia, parla il procuratore Ruggero Lacerenza: “Più investimenti per i giovani..”

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Abbiamo approfondito con un giovane procuratore il tema legato alla crisi del calcio giovanile italiano, che ha colpito anche le società più di blasone come Juventus, Inter e Milan. Ne abbiamo discusso con Ruggero Lacerenza, neo procuratore 23enne, che vanta già numerose collaborazioni con procuratori e agenti FIFA di grande calibro, invitato poco tempo fa come ospite nel programma Sportlandia in onda su Canale Italia 1.

 

Sei un aspirante procuratore, un mondo che sicuramente negli ultimi tempi ha assunto una posizione mediatica molto importante. Perchè scegliere questa attività?

Beh, guarda, il ruolo del procuratore di calciatori ha assunto con il passare degli anni una posizione davvero di rilievo all’interno delle dinamiche calcistiche, è una professione molto complessa ma allo stesso tempo tanto affascinante. Io sto cercando di crearmi un’etichetta e di fare un buon lavoro poichè ho da sempre, fin da piccolo, avuto una passione per lo sport e per il calcio. Il sogno di quasi tutti i bambini come si può presto immaginare è quello di diventare un calciatore famoso. E’ stato anche il mio sogno, ma bisogna anche avere le capacità per diventarlo. Quando ci si rende conto che non si è in grado di farlo, quale migliore maniera di rimanere nel calcio e cercare di professionalizzare la propria passione? Per questo motivo ho scelto di fare questo genere di lavoro.

 

Esistono tanti procuratori oggi, che hanno anche una grande influenza mediatica. Quali sono i tuoi modelli e soprattutto quali sono le caratteristiche per essere un buon procuratore?

Di modelli ce ne sono tanti e nessuno. Mi spiego meglio, in Italia come in tante altre nazioni i veri procuratori, quelli che fanno davvero la differenza sono pochi. Molti lavorano bene, con professionalità però non hanno le giuste doti o le giuste caratteristiche per emergere. I miei modelli sono i grandi procuratori, quelli “storici”, Caliendo, D’Amico, Pasqualin, Raiola. Le caratteristiche peculiari? Innanzitutto molta passione per questo sport, tanta professionalità, serietà e coerenza.

 

Ora è giunto di approfondire il nostro tema, ovvero quello del calcio giovanile in Italia. Questo specie nell’ultimo periodo ha subito una forte crisi negli ultimi anni.

Si hai ragione, la risposta credo sia assai scontata, ma il problema è che in Italia i vivai spesso e volentieri sono molto trascurati. Molte squadre, anche di blasone preferiscono avere risultati in breve tempo, vincere subito e per fare questo puntano sui giocatori con esperienza e con un “nome”, lasciando poco spazio ai più giovani. Far crescere un giovane calciatore vuol dire anche dare una possibilità, dare delle chanches, questo in Italia è un avvenimento abbastanza raro. Eppure di ragazzi forti e promettenti ce ne sono molti.

 

Come uscire da questo tunnel?

Serve un cambio di mentalità, a partire dalle cariche societarie più alte come i presidenti, i direttori sportivi per arrivare agli allenatori: tutti sono importanti. Ci vogliono investimenti maggiori sulle formazioni e le strutture giovanili, sulla cura dei giovani atleti, sul fornire loro un iter il più professionalizzante possibile sia dal punto di vista sportivo che educativo. E poi avere molta più fiducia in loro, perchè sono quelli che guideranno e porteranno alto il nome del calcio italiano i prossimi anni.

 

Anche da neoentrato in questo mondo, segui già tantissimi giocatori. Il campionato primavera e la Lega Pro in primis, ma non mancano anche calciatori stranieri, come molti sudamericani. 

Si, mi capita spesso di seguire ragazzi under sia in Lega Pro che in campionati esteri. Seguo soprattutto il calcio Sudamericano e quello dell’ Est Europeo, ed ovviamente non tralsciando tutti i campionati italiani. Di talenti ce ne sono davvero tanti, ma se dovessi citartene alcuni che potrebbero esplodere in breve tempo ne ho due: sono sudamericani e dotati di grande classe. Adrian Luna, atleta uruguaiano classe 92, è un’ottima seconda punta, funambolico e rapido, un giocatore quasi fuori dal comune. Poi c’è Miguel Ramon Medina, attaccante classe ’93, già opzionato dall’Udinese: paraguaiano, dotato di fisicità e “sfrontatezza” tecnica, potrebbe essere una buona alternativa futura ai vari Di Natale e Sanchez. Restando in Europa, ti segnalo 2 giocatori: Mateo Kovacic, classe 94, un centrocampista offensivo di classe cristallina, ha già numerose presenze nelle selezioni under croate e soprattutto ha su di lui molti importanti club. In italia penso che siano davvero tanti i giocatori da citare, anche perchè non riesco ad essere imparziale visto che ne va del progredire calcistico della nostra nazione. Tra i tanti vi inviterei a seguire con attenzione Francesco Cernuto, un classe 1992, Lorenzo Tassi, già noto ai più che è un ’95 ed infine Gianluca Caprari, che ha già esordito con la Roma, classe ’93.

 

Ringraziamo Ruggero Lacerenza per la gentile intervista, ovviamente con l’augurio di ritornare in futuro sul tema.

ESCLUSIVA CALCIOITALIAWEB – Ag. Calaiò: “Resta al Siena al 100%”

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Nei passati giorni si è parlato di un probabile interessamento del ds del Bari Guido Angelozzi ad Emanuele Calaiò (29). Calcioitaliaweb.com lo ha chiesto al suo agente Umberto, fratello dello stesso calciatore ex Napoli: “Emanuele rimane al Siena al 100%”. I tifosi del Siena dunque posso stare tranquilli: Calaiò, almeno fino a giugno, rimarrà in casacca bianconera.