Spalletti perde le staffe se la prende con l’arbitro

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Chiamato alla corte dello Zenit San Pietroburgo, Luciano Spalletti non è riuscito nell’impresa di far acquisire al club russo lo status di compagine di rango europeo. Tuttavia due titoli ed una coppa nazionale sono arrivati nella bacheca del club del presidente Dyukov. Ma dopo il licenziamento in tronco, avvenuto nel marzo 2014, al buon Luciano non è rimasto che godersi il lauto stipendio di circa 4 milioni di euro fino al 30 giungo scorso. E poichè siamo alle porte del campionato russo, che prenderà il via nel tardo pomeriggio, vogliamo riproporre un mitico video che vide Spalletti protagonista al termine di un match infuocato.

Milan: Danny collaterali, addio ad un milione di euro

Luci (ed ombre) a San Siro. L’effetto taumaturgico di Silvio Berlusconi questa volta non ha sortito effetti. Lo Zenith di Luciano Spalletti sbanca il Meazza con il minimo sforzo e tira un sospiro di sollievo, approdando almeno in Europa League. Il Diavolo fallisce così nel dictat presidenziale: prendersi sul campo il milione di euro previsto per la vittoria.

ROSSONERI CONCENTRATI MA STERILI- l’1-0 maturato ieri sera, frutto della rete di Danny al 35‘, non deve trarre in inganno. Il Milan è sceso in campo con la testa e la voglia delle ultime uscite, dimostrando di essere sulla strada buona per rafforzare la propria continuità. Tuttavia non mancano le note stonate: senza El Shaarawy e Robinho (subentrati nel finale e colpevoli di grossi sprechi sotto porta), i più in forma della banda Allegri, i padroni di casa lottano ma senza creare grossi grattacapi dalle parti di Malafeev. Pazzini si vede negare un rigore al 4′, ma non è pungente quanto l’illustre, faraonico collega di reparto.

CENTROCAMPO GIU’, OK LA DIFESA – Boateng e Bojan si dannano l’anima, eppure sembrano specchiarsi un pò troppo nelle proprie giocate. Il risultato è tanto fumo e poco, pochissimo arrosto. Flamini sembra sempre più avulso dal progetto tattico della squadra, Ambrosini fa il diavolo a quattro per dimostrare di essere ancora più affidabile di De Jong. Bene Constant e De Sciglio, ancora incerto Abbiati (sulla rete dei russi non è esente da colpe).

Allegri aveva chiesto ai suoi concentrazione e l’ha ottenuta; però serviva anche un risultato positivo sul campo, al di là dei risvolti economici. Era necessario perché, come ha sottolineato alla vigilia lo stesso tecnico milanista, vincere aiuta a vincere. Dalle parti di Milanello incrociano forte le dita: si augurano che perdere, come ieri sera, non incentivi una recente e sgradita abitudine.