Guarin, la verità: Oggi dormo tranquillo

Freddy Guarin, a  distanza di un anno dalla sua possibile partenza, destinazione Juventus in cambio di Mirko Vucinic, in un’intervista concessa a Tuttosport ha voluto rendere note le sensazioni di quella sera e le motivazioni del suo successivo rifiuto di lasciare Appiano Gentile : «L’idea che tutta quella gente era lì sotto la sede dell’Inter perché non mi voleva vedere con un’altra maglia. La protesta dei tifosi è stato uno dei motivi che mi ha convinto a restare e oggi la mia testa è solo per l’Inter». Come si vive in mezzo a quella centrifuga di emozioni? «Mi sono trovato davanti a un bivio ed è stato un momento difficile per la mia carriera e anche per la mia famiglia. Non è normale vivere emozioni così forti anche per un calciatore: alla fine però tutto si è risolto nel modo in cui volevo, ovvero restare all’Inter e sentirmi importante. Da allora è passato del tempo e oggi posso dirlo in tutta serenità: ho fatto una scelta importante e di notte dormo tranquillo per quella decisione».

Vucinic: aspetto il match con l’Inghilterra

Sabato l’incontro che può valere una stagione contro i rivali dell’Inter e poi nella settimana successiva l’andata a Monaco contro il Bayern, valida per i quarti di Champions League, ma la nazionale del Montenegro per Mirko Vucinic vale altrettanto. Ecco che martedì si prepara a battagliare contro i bianchi d’Inghilterra.

“Questa è la partita che aspettavamo fin dall’inizio”. “Partite come quelle contro l’Inghilterra sono speciali. So che i nostri tifosi avranno grandi aspettative dopo l’ultimo successo, ma dobbiamo restare tranquilli ed essere realisti.

“Siamo ancora una novità nel calcio europeo mentre l’Inghilterra è una potenza. Dovremo dare tutto ciò che abbiamo, fino all’ultima goccia di sudore. Solo allora vedremo se sarà abbastanza per battere una squadra così forte”.

Ipoteca Juve: 3-0 al Celtic a Glasgow!!

Celtic 0-3 Juventus

CELTIC (4-4-2): Forster, Izaguirre, Ambrose, Wilson, Mulgrew, Lustig (57′ Matthews), Brown, Commons (73′ Watt), Wanyama, Forrest, Hooper. A disposizione: Zaluska, Ledley, Kayal, Miku, Nouiou. Allenatore: Lennon.

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Caceres, Barzagli, Bonucci, Peluso (69′ Padoin), Marchisio, Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Vucinic (85′ Anelka), Matri (80′ Pogba). A disposizione: Storari, Marrone, Giovinco, Quagliarella. Allenatore: Conte.

Ammoniti: 36′ Lichtsteiner, 36′ Hooper, 41′ Forrest, 75′ Padoin, 75′ Brown, 88′ Marchisio

Marcatori: 3′ Marchisio, 76′ Marchisio, 82′ Vucinic

Juventus – Chelsea le probabili formazioni

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Quagliarella, Vucinic. All.: Conte (in panchina Alessio). A disposizione: Storari, Lucio, Giaccherini, Isla, Pogba, Giovinco, Matri.
Diffidati Chiellini, Marchisio.
Indisponibili nessuno.

Chelsea (4-2-3-1): Cech; Ivanovic, Cahill, David Luiz, Cole; Ramires, Mikel; Mata, Oscar, Hazard; Torres. All.: Di Matteo. All.: Di Matteo. A disposizione: Turnbull, Azpilicueta, Bertrand, Romeu, Marin, Moses, Sturridge.
Diffidato Luiz.
Indisponibili Terry, Lampard.

ARBITRO: Çakir (Turchia).

Juventus: Asamoah non parte per Copenaghen, tornano Buffon e Vucinic

Folta la lista dei convocati di Antonio Conte per la trasferta danese in Champions League. I bianconeri domani sera affronteranno i campioni di Danimarca del Nordsjaelland per la 3ª gara del Girone E di Champions League.

Rispetto alla sfida di sabato contro il Napoli, rientrano Buffon, De Ceglie e Vucinic. Rimangono invece a Torino Pepe, che continua a svolgere il lavoro programmato per il recupero della migliore condizione, Asamoah e Lichtsteiner. Il ghanese, si legge nel sito della Juventus, non è stato convocato precauzionalmente per permettere di recuperare al meglio il leggero fastidio alla caviglia dopo la botta rimediata sabato.

Ecco l’elenco dei 22 bianconeri partiti per Copenaghen:

1 Buffon
2 Lucio
3 Chiellini
4 Caceres
6 Pogba
8 Marchisio
9 Vucinic
11 De Ceglie
12 Giovinco
15 Barzagli
17 Bendtner
19 Bonucci
20 Padoin
21 Pirlo
23 Vidal
24 Giaccherini
27 Quagliarella
30 Storari
32 Matri
33 Isla
34 Rubinho
39 Marrone

Non basta un grande Genoa, Vucinic e Asamoah danno la scossa alla Juve


Due assist e un centro dal dischetto. Mirko Vucinic, subentrato nella ripresa a uno spento Matri, cambia il pomeriggio di Marassi e firma la terza vittoria di fila in campionato per la Juventus che mantiene l’imbattibilità e la vetta insieme a Napoli e Lazio a quota 9 punti.
Gli uomini di Conte, con la testa probabilmente già all’esordio in Champions League contro il Chelsea, hanno subito nel primo tempo l’aggressività del Genoa molto lesto a ripartire in contropiede. Ad aprire i giochi è Ciro Immobile che, dopo un gol mancato a tu per tu con Buffon, sigla l’1-0 con un destro velenoso dal limite. La Juve fa molto possesso palla ma le azioni più ghiotte sono del rossoblù se si esclude il tiro alto di Matri solo davanti a Frey (sospetto fuorigioco).

Decisivo anche l’innesto di Asamoah
Nella ripresa il copione sembra lo stesso con la Juve che attacca e centra un palo con Giovinco ma il Genoa “rischia” seriamente di chiudere i conti con la traversa di Borriello e il clamoroso errore davanti alla porta di Bertolacci al 18′ della ripresa. Bravo Buffon a deviare la conclusione ravvicinatissima e dal contropiede susseguente arriva il pari bianconero con Vucinic che smarca Giaccherini che da fuori area infila Frey di precisione. La partita cambia anche grazie all’ingresso di Asamoah (al posto di De Ceglie) che si procura il rigore del 2-1 trasformato dallo stesso Vucinic. E infine il montenegrino si invola sulla destra e mette al centro una palla sporcata dalla difesa che trova Asamoah pronto a ribadire in rete il 3-1 finale.

Ripercorriamo Juventus – Milan 2-0


Domenica 2 ottobre – Torino, Juventus Stadium, ore 20,45

JUVENTUS-MILAN 2-0
Marcatori: 86′ e 90’+3 Marchisio (J)

JUVENTUS (4-5-1): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Krasic (54′ Giaccherini), Marchisio, Pirlo, Vidal (90’+4 Pazienza), Pepe; Vucinic (88′ Matri) (a disp. Storari, Grosso, Elia, Del Piero). All. Conte.

MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Bonera, Nesta (71′ Antonini), Thiago Silva, Zambrotta; Nocerino (83′ Ambrosini), Van Bommel, Seedorf; Boateng; Ibrahimovic, Cassano (61′ Emanuelson) (a disp. Amelia, De Sciglio, Aquilani, Inzaghi) Allenatore: Allegri. 
Arbitro: Rizzoli di BolognaAmmnoniti: Pirlo (J). Boateng, Nesta (M)
Espulso: all’89’ Boateng (M) per doppia ammonizione

La cronaca -La Juventus resta in vetta alla classifica grazie a un successo prezioso contro un Milan grigio scuro, in grave debito di condizione, forse penalizzato dalle tante assenze. Una doppietta di Claudio Marchisio nel finale  regala ai bianconeri una vittoria ampiamente meritata: per tutta la gara la Juve si è fatta preferire per vigore, freschezza atletica e voglia di vincere contro un avversario irriconoscibile. Abulica, depressa, deprimente la squadra di Allegri; il due a zero finale va anche stretto ai padroni di casa e premia il coraggio di Antonio Conte, che lascia fuori Matri e Del Piero per prediligere una squadra quadrata e muscolare. Diversi grattacapi per il tecnico milanista, alle prese con i limiti di una rosa forse inadeguata ai tanti impegni.

Per venti minuti le due squadre giochicchiano. La Juve è più aggresiva, ma agisce d’impeto più che di testa: le incursioni bianconere e le rare ripartenze milaniste producono solo qualche corner. Il primo tiro in porta lo scocca Pirlo al 20′, un abbozzo di ‘maledetta’ neutralizzata facilmente da Abbiati. Il duello tra i due ex si rinnova al 27′: punizione dai venti metri, il Metronomo calcia teso sul secondo palo, Abbiati non si fa sorprendere e respinge di pugno. Al 33′ si vede per l prima volta Vucinic: l’ex romanista si gira in piena area – complice la marcatura disinvolta di Bonera e Nocerino – e ci prova con un destro forte ma centrale, facile preda di Abbiati. Ben più pericoloso il montenegrino al 36′ con una delizioso destro morbido dalla media distanza che si stampa sulla traversa con Abbiati fuori causa. La Juve insiste e in chiusura di frazione alza il ritmo: al 41′ Marchisio si esibisce in un pregevole controllo al volo, poi si fa tradire dalla fretta di battere a rete e calcia debolmente tra le braccia del portiere. Prima del riposo i riflettori sono ancora per Vucinic: il suo diagonale dal limite passa non lontano dal palo.

Meno di novanta secondi dopo l’inizio della ripresa Abbiati deve sfoderare istinto e riflessi per deviare oltre la traversa un tocco sporco ma ravvicinato di Bonucci, che raccoglie un cross di Pirlo. Poi Cassano dà l’unico segnale di vita della serata: al 6′ pesca in area Nocerino il cui piattone rasoterra è deviato in angolo da Buffon. Ma è ancora la Juve a fare la partita: Vucinic al 13′ prova il passaggio filtrante per Pepe ma Abbiati sventa uscendo con tempismo e coraggio sui piedi dell’esterno bianconero. Di qua in avanti il match si addormenta un po’: lo risvegliano i cambi (Giaccherini per Krasic, Emanuelson e Antonini per Cassano e Nesta) e un tiro di Vidal che al 31′  sfiora il palo dopo l’ennesima iniziativa di Vucinic. Il montenegrino è ispirato assai: al 35′ prova ancora la soluzione personale con un destro a giro che esce di pochi centimetri alla sinistra di Abbiati. Lo zero a zero sembra tenere, anche se il Milan in campo non c’è più. A 3′ dal termine ci pensa però Marchisio a sbloccare il punteggio grazie a un triangolo con Vucinic e a un rinvio maldestro di Bonera, da pocosubentrato a Nesta, che fa carambolare il pallone sullo stinco del bianconero e poi alle spalle di Abbiati.

Lo Juventus Stadium esplode; Boateng rimedia il secondo giallo e va sotto la doccia prima del tempo. Al terzo minuto di recupero il pubblico di casa va in delirio: Marchisio, sempre lui, calcia da lontano, Matri fa velo e Abbiati si lascia passare il pallone fra le gambe in un involontario ma significativo atto di resa.

Duello Juve – MIlan, Cassano torna alla grande e per il 3° posto


Al vertice la sfida bianconera – rossonera non si spegne, un poker a testa in trasferta per entrambe a sigillare la stagione, Cassano sugli scudi con un goal (facile) e due assists, Prandelli avrà sicuramente preso nota e conta sul barese per accendere la sua Italia ad Euro 2012. Ne abbiamo bisogno.
Vucinic prende per mano la Juve e colpisce due volte, anche Borriello sembra godere del momento magico e segna con un colpo di testa del suo repertorio. Così in coda dopo il Cesena, saluta la massima serie anche il Novara di Tesser.
Particolare curioso, entrambe erano le uniche a giocare su un un terreno sintetico.

Rimane da definire la terza squadra che saluterà l’Olimpo del calcio; mentre la Fiorentina è quasi salva, Genoa e Lecce giocano a non far punti, ma gli uomini di Cosmi appaiono comunque rivitalizzati.
A Bologna i genoani incappano nella terza sconftta settimanale e paiono spaventati, la difesa fa acqua da tutte le parti e quando Diamanti è in giornata, è notte fonda per gli uomini di De Canio. Il Lecce invece trova sulla sua strada un super Giovinco, il goal nel finale serve a dimostrare che Di Michele e compagni non mollano.

Al terzo posto si accende una mischia furibonda, ancora tutto da decidere per i posti da assegnare per l’Europa maggiore (Champions) e minore (League) mentre la Roma si stacca e rischia di rendere fallimentare la New Era giallorossa. Louis Enrique è sempre difeso dalla dirigenza, in particolar modo da Sabatini che contava molto su di lui per proporre un piccolo Barcellona nel campionato italiano.

Nel match serale Di Natale dimostra che in Friuli non si invecchia mai, ennesimo goal di classe per aprire la difesa laziale, poi l’esultanza polemica lascia un pò stupiti (rivolta contro chi?). Nel finale si accende il Far West, un fischio in pieno recupero  proveniente dagli spalti ( o dalla panchina?) ferma i laziali mentre Pereyra si invola e segna la sua prima rete in Italia. In campo entrano tutti, Marchetti spinge anche l’arbitro e rischia una squalifica e forse anche la Nazionale. Il Giudice Sportivo ne ha di lavoro in questo sportivo.
A Bergamo l’Atalanta si salva nella sua stagione più burrascosa, la penalizzazione è servita da stimolo, ma l’organico è di qualità e Denis potrebbe vedere il suo futuro in una big.

Fra domani e mercoledì si ritorna in campo senza sosta per questo calcio che non smette mai, ancora tre ore e spiccioli di gioco e poi sapremo tutto ( o quasi).

Duello Juve – Milan, Cassano torna alla grande e per il 3° posto….


Al vertice la sfida bianconera – rossonera non si spegne, un poker a testa in trasferta per entrambe a sigillare la stagione, Cassano sugli scudi con un goal (facile) e due assists, Prandelli avrà sicuramente preso nota e conta sul barese per accendere la sua Italia ad Euro 2012. Ne abbiamo bisogno.
Vucinic prende per mano la Juve e colpisce due volte, anche Borriello sembra godere del momento magico e segna con un colpo di testa del suo repertorio. Così in coda dopo il Cesena, saluta la massima serie anche il Novara di Tesser.
Particolare curioso, entrambe erano le uniche a giocare su un un terreno sintetico.

Rimane da definire la terza squadra che saluterà l’Olimpo del calcio; mentre la Fiorentina è quasi salva, Genoa e Lecce giocano a non far punti, ma gli uomini di Cosmi appaiono comunque rivitalizzati.
A Bologna i genoani incappano nella terza sconftta settimanale e paiono spaventati, la difesa fa acqua da tutte le parti e quando Diamanti è in giornata, è notte fonda per gli uomini di De Canio. Il Lecce invece trova sulla sua strada un super Giovinco, il goal nel finale serve a dimostrare che Di Michele e compagni non mollano.

Al terzo posto si accende una mischia furibonda, ancora tutto da decidere per i posti da assegnare per l’Europa maggiore (Champions) e minore (League) mentre la Roma si stacca e rischia di rendere fallimentare la New Era giallorossa. Luis Enrique è sempre difeso dalla dirigenza, in particolar modo da Sabatini che contava molto su di lui per proporre un piccolo Barcellona nel campionato italiano.

Nel match serale Di Natale dimostra che in Friuli non si invecchia mai, ennesimo goal di classe per aprire la difesa laziale, poi l’esultanza polemica lascia un pò stupiti (rivolta contro chi?). Nel finale si accende il Far West, un fischio in pieno recupero  proveniente dagli spalti ( o dalla panchina?) ferma i laziali mentre Pereyra si invola e segna la sua prima rete in Italia. In campo entrano tutti, Marchetti spinge anche l’arbitro e rischia una squalifica e forse anche la Nazionale. Il Giudice Sportivo ne ha di lavoro in questo sportivo.
A Bergamo l’Atalanta si salva nella sua stagione più burrascosa, la penalizzazione è servita da stimolo, ma l’organico è di qualità e Denis potrebbe vedere il suo futuro in una big.

Fra domani e mercoledì si ritorna in campo senza sosta per questo calcio che non smette mai, ancora 4 ore e mezzo i gioco e poi sapremo tutto ( o quasi).

Conte come Allegri? Vittoria alla prima occasione?


Juve stratosferica ieri sera nel suo stadio, 4-0 risultato finale con l’ex Vucinic sugli scudi (3 assists) , tutti i goals provenienti dai centrocampisti, ed un dominio assoluto di gioco, corsa e grinta. Nulla possono i giallorossi di Luis Enrique, ancora sulla graticola dopo una partita in cui i romanisti sono parsi pulcini bagnati.

Totti rimane per 90 minuti seduto tranquillamente, e gli viene così risparmiata l’umiliazione in un match che dopo 8 minuti era già sul 2-0 (doppietta Vidal) ed alla fine del primo tempo , dopo la ribattuta di Pirlo sul rigore parato da Curci, era pressochè terminato. Nel pomeriggio il mezzo suicidio del Milan, che aveva raggiunto il Bologna solo allo scadere con il solito Ibrahimovic, dava inizio alla serata bianconera.
Il dubbio era se gli juventini avrebbero tratto vantaggio o meno dal posticipo, conoscendo il risultato, ma Conte aveva preparato i suoi ragazzi alla battaglia.

Pronti via e non c’era ragione di pensare che la partita sarebbe stata presa sotto gamba. Troppi anni senza vittorie, le polemiche sui presunti coinvolgimenti del mister nello scandalo scommesse, l’attacco avaro di goals, tutti elementi che hanno contribuito a mettere su un piano inclinato il risultato per la Juventus.
In più la difesa della Roma non è stata affatto granitica nel corso dei 90 minuti, ci aggiungiamo l’esplusione di Stekelenburg in occasione del rigore provocato con il netto atterramento di Marchisio ed ecco spiegato il roboante risultato finale.

Sesta vittoria consecutiva per i torinesi, mancano 5 incontri al termine e due di questi sono con Cesena e Novara, a cui manca solo l’aritmetica per essere in B, Allegri ci conta ancora….