Van Basten: “Milan, sto studiando per la tua panchina”

Nemmeno il tempo di godersi il buon lavoro fatto da Allegri, capace di raddrizzare una barca messa male fino a qualche mese fa, che già spunta un nome eccellente per succedergli alla guida del Milan. Non c’è da stupirsi, un pò perché il calcio va così, un pò perché il nome in questione è quello di Marco Van Basten. Mica uno qualunque.

Il Cigno di Utrecht è attualmente alla guida dell’Heerenveen, in Eredivisie (il massimo campionato olandese) ma ha confessato ai microfoni di Sky che si sta preparando per poter allenare un giorno nel nostro campionato. E Dove? Ovviamente a Milano, sponda rossonera. L’ex bomber milanista non è mai stato dimenticato, dopo il prematuro ritiro a ventinove anni per colpa di una caviglia di cristallo è direttamente entrato nel mito. Spesso è stato accostato alla panchina del Milan, sovente molti hanno nutrito dubbi sulle sue reali capacità di mister. Un conto è essere un fenomeno in campo, un altro è saper leggere le gare da fuori.

I risultati hanno dato abbastanza ragione ai detrattori (specialmente come c.t. della Nazionale olandese Marco non ha raccolto nulla) ed è per questo che Van Basten ha ricominciato dalla gavetta: per essere un domani all’altezza di una piazza difficile. Magari proprio il suo grande amore italiano. Berlusconi e Galliani non hanno mai nascosto la loro predilezione per il tre volte Pallone d’Oro e forse il futuro celebrerà un nuovo-vecchio matrimonio tra le parti. Allegri permettendo.

La Juventus risponde al Napoli: Matri super goal alla Van Basten (VIDEO)

Napoli bussa. Juventus risponde. L’11 di mister Conte si impone con un ottimo 2.1 a Verona, sponda Chievo mantenendo i 3 punti di vantaggio contro il Napoli. Da segnalare il bellissimo goal di Alessandro Matri che ha sbloccato il risultato: una vole’ che a molti ha ricordato una simile prodetta di Marco Van Basten. Tutta da gustare.

http://youtu.be/PP8W6262S3Y

Van Basten, talismano in tribuna (video)

Un tuffo nel passato. Perché giusto dal passato arriva l’assist per il Cigno di Utrecht, nell’azione fatta partire da Adriano Galliani. E’ proprio l’a.d. a rivelare: “E’ stata mia l’idea di portare di nuovo a San Siro Marco Van Basten, visto che il 25 novembre di vent’anni fa segnò 4 reti, tra cui una fantastica rovesciata (al Goteborg nel perentorio 4-0 in Champions League, ndr).

AMARCORD E FUTURO – Quando lo speaker dello stadio ha celebrato l’indimenticabile ex numero 9 rossonero, poco prima della partita, si sono levati i vecchi cori della Curva Sud. Hanno sottolineato con sentiti boati le immagini dei goals, i migliori dell’olandese, mentre scorrevano sugli schermi del Meazza. L’eterno centravanti non si è sottratto, con il suo proverbiale carattere schivo ha comunque risposto, in un abbraccio più che in un saluto. Dopotutto, qui si è chiusa – assai prematuramente – la sua fulgida carriera. E di futuro non si parla? Per ora no, Van Basten incassa i ricordi di Berlusconi, che qualche anno fa lo voleva sulla panchina del Milan. Marco però ha gentilmente rifiutato, non sentendosi ancora pronto per questa sfida. Di sicuro la più difficile: essere ricordato ad libitum per la classe e le reti è un conto, convincere da allenatore in una piazza che vuole spettacolo e risultati a getto continuo, è un altro paio di maniche. La memoria pallonara  è assai corta, ad essere ottimisti. Chiedere ad Ancelotti per conferma.

PECCATO PER IBRA – L’ex c.t. dei Tulipani rivela di avere un solo rammarico, più ancora della caviglia maledetta: “Peccato che Ibrahimovic sia andato via. E’ una perdita per entrambe le parti, sua e della società milanista. Lui certo poteva e voleva vincere ancora tanto in questo club.” Non è un mistero che Van Basten abbia un debole per l’ariete svedese, sin dai tempi dell‘Ajax. Da sempre si cerca di accostare i due, in un paragone che tuttavia non può reggere, soprattutto se si mettono a confronto le bacheche personali.

PORTAFORTUNA – Certo è che il 48enne orange ha portato bene al Diavolo, nella serata in cui ci si attendeva una conferma dagli uomini di Allegri. Sicuramente non sarà stato il dodicesimo uomo in campo, ma possiamo scommettere che Galliani, da qui in avanti, lo vorrà sempre sulla poltroncina accanto alla sua. Squadra che vince, non si cambia.