Sondaggio UEFA: Fernando Torres miglior acquisto di gennaio

L’UEFA, chiuse le campagne d’acquisto del periodo invernale, ha voluto effettuare un sondaggio tramite i canali social chiedendo di indicare quale sia il giocatore considerato il colpo di gennaio. Ed a sorpresa il pubblico della Rete ha indicato nello spagnolo Fernando Torres, attaccante che ha lasciato il Milan per tornare alla casa madre dell’Atletico Madrid dopo sette anni e mezzo, la miglior operazione di mercato.

Nella Top 5 seguono nell’ordine Wilfried Bony, Seydou Doumbia, Xherdan Shaquiri e André Schürrle. Rimangono esclusi da questa speciale classifica Cuadrado, passato dalla Fiorentina al Chelsea ed il giovanissimo  Martin Odegaard, acquisto in prospettiva effettuato dal Real Madrid, il 16enne norvegese strappato alla concorrenza dei Top clubs europei.

Cerci: slitta il debutto con il Milan?

Alessio Cerci è il primo dei nuovi arrivati (quanti?) in casa Milan dopo la riapertura ufficiosa del mercato di riparazione di gennaio, ma per il talento romano potrebbe non essere il 6 gennaio contro il Sassuolo il momento di scendere il campo con la maglia rossonera, causa l’intricata operazione che lo vede coinvolto nello scambio con l’ex milanista Torres, tornato a vestire la maglia dell’Atletico Madrid.

Infatti potrà essere depositato solo a partire dal 5 gennaio, giorno della riapertura del mercato, la risoluzione del contratto che vede tuttora legato il centravanti spagnolo al Chelsea e da li avviare il deposito dei nuovi contratti. Pertanto, dato il tempo limitato a disposizione, è più probabile che il debutto di Cerci avvenga in occasione della trasferta contro il Torino, nel più classico match degli ex.

Torres: caos allenatore, licenziato ma il tecnico non se ne va

La squadra sarda del Torres, dopo un biennio fatto di promozioni, è tornata a giocare a livello professionistico con l’accesso alla Seconda Divisione della Lega Pro, ma l’inizio del torneo non è al momento per nulla soddisfacente: terzultimo posto e sconfitta ieri sul campo del Santarcangelo con un netto 3-0 che non lascia attenuanti.

La dirigenza isolana, riunitasi nella serata di domenica, aveva deciso di emettere un comunicato con cui invitare il tecnico D’Adderio a fare le valigie, ma egli non ha mostrato alcuna intenzione, chiedendo il licenziamento per ovvi motivi economici. ecco il comunicato emesso dalla Torres ieri: «La Sef Torres Calcio, riunita con il presidente Capitani presso la sede, rende noto che, dopo la cocente sconfitta di oggi accompagnata dall’esplosione del malcontento del pubblico, ci si aspettava che mister Fulvio D’Adderio rassegnasse le dimissioni. Gesto che sarebbe stato interpretato come ammissione di responsabilità e di rispetto nei confronti della società e della tifoseria. Questo atto sarebbe poi stato valutato dalla dirigenza rossoblù, non da ultimo con la possibilità di riconfermargli la fiducia. Ma nonostante le ammissioni di responsabilità fatte dal mister in sala stampa nel post partita non c’è stato alcun seguito concreto. La società, preso atto della fermezza delle posizioni di mister D’Adderio, ha pertanto sollecitato le dimissioni ma alle 21:30 di oggi non è stato mostrato alcun segno di comprensione della situazione. Egli ha infatti affermato che, a costo di rivolgersi alla pubblica sicurezza per farsi scortare, sarebbe stato presente alla normale attività di allenamento di martedì. Questo testimonia una non consapevolezza o un’incoscienza da parte dell’allenatore che la società valuterà nelle prossime ore».

Tra Chelsea e Manchester United non mancano le emozioni: vince Ferguson, Di Matteo sulla graticola

Scintille e spettacolo nel big match tra Chelsea e Manchester United. A Stamford Bridge succede di tutto: gli ospiti si portano subito in vantaggio grazie ad una autorete di David Luiz dopo quattro minuti, al 12′ arriva anche il raddoppio di Van Persie e la partita sembra messa in ghiaccio.

Ma la banda di Ferguson deve fare i conti con l’orgoglio dei Blues targati Di Matteo; al 45′ Mata ed al 54′ Ramires riportano sulla linea di galleggiamento i padroni di casa, facendo esplodere l’entusiasmo dell’intero stadio. Tra il 63′ ed il 69′ però sale in cattedra il direttore di gara Mark Clattenburg, che nel giro di pochi minuti lascia il Chelsea  in nove uomini: fuori Ivanovic (rosso diretto) e Fernando Torres (doppia ammonizione).

A questo punto i Red Devils spingono alla ricerca del goal partita che puntuale arriva al 75′, per merito del solito Hernandez.

Nonostante il Chelsea abbia mantenuto la vetta della Premier a dispetto della sconfitta odierna, il tecnico italiano è sempre più vicino alla tempesta, dal momento che il ko di oggi segue quello di Champions League patito a Donetsk. Si rifà invece sotto lo United, ora ad un solo punto dalla vetta.

 

Spagna-Portogallo: Del Bosque non teme Cristiano Ronaldo

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Questa sera la Donbass Arena di Donetsk sarà il teatro della prima semifinale di Euro 2012 ed i 22 attori protagonisti provengono tutti dalla penisola iberica. Solo alcuni tuttavia concorrono per l’Oscar: Cristiano Ronaldo in testa per i lusitani, da Xavi ad Iniesta per gli spagnoli, passando per Torres, sornione e spesso decisivo nelle gare importanti con la maglia della Roja.

Tra Spagna e Portogallo si contano 34 precedenti, in netto vantaggio restano le Furie Rosse: 16 vittorie contro 6, 12 i pareggi. La squadra di Bento è però imbattuta nei 2 precedenti delle fasi finali europee con i “cugini”: una vittoria (1-0 il 20 giugno 2004 a Lisbona, nel girone, rete decisiva di Nuno Gomes al 57′) ed un pareggio (1-1 il 17 giugno 1984 sempre nel gruppo di qualificazione, a Marsiglia, con gol di Sousa al 52′ e Santillana al 73′).

BORSINO SPAGNA – Del Bosque non teme unicamente CR7: nella conferenza stampa della vigilia fa notare che “il Portogallo non è soltanto Cristiano Ronaldo, specialmente in difesa loro hanno giocatori forti ed esperti, capaci di chiudere molto bene gli spazi”. Ovviamente il c.t. spagnolo è conscio delle capacità dei suoi, anche se non dà molto peso al pronostico. “Dobbiamo soltanto essere noi stessi, giocare come sappiamo”.
In attacco probabilmente partirà ancora Fabregas titolare, con Fernando Torres pronto a subentrare.

BORSINO PORTOGALLO – Ronaldo sa di avere un appuntamento con la storia; il suo Europeo è stato ed è in crescendo: dopo le prime due partite balbettanti, infatti, ha trovato reti e condizione, rispolverando la sua classe ed il suo strapotere fisico. “Mi sento bene – ha spiegato il capitano di Madeira – persa la prima partita, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo vinto tutte le altre. Questo dimostra il carattere del gruppo. Non sono sorpreso: sapevo che i goal sarebbero arrivati. Sono contento di essere riuscito ad aiutare la squadra”.

Ecco le probabili formazioni:

Portogallo (4-3-3): Rui Patricio, Pereira, Pepe, Alves, Coentrao; Moutinho, Veloso, Meireles; Ronaldo, Postiga, Nani.
Allenatore: Paulo Bento

Spagna (4-3-3): Casillas, Arbeloa, Ramos, Piquè, J.Alba; Busquets, Xabi Alonso, Xavi; Silva, Fabregas, Iniesta.
Allenatore: Del Bosque

Arbitro: Cüneyt Çakır (TUR)

La caduta degli Dei

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Il mondo rovesciato in 90 minuti: Messi non segna dal dischetto, l’uomo in meno non condiziona il Chelsea, Fernando Torres ritrova una rete pesante e decisiva dopo mesi di digiuno. Il Barcellona non va in finale di Champions, Di Matteo sì.

Non è Playstation, è tutto vero; la banda londinese targata Italia soffre, sfrutta al massimo le uniche due occasioni offensive, è cinica al punto giusto. Il 2-2 di fine partita non è probabilmente un risultato giusto per il gioco che si è visto al Camp Nou, ma questo è il calcio ed il precedente di due anni fa di Mourinho con l’Inter insegna.

Non bastano agli uomini di Guardiola il vantaggio di Busquets, il raddoppio pochi minuti dopo di Iniesta (tutto nel primo tempo, due assist confezionati da Leo Messi) e l’espulsione di Terry per un fallo stupido a palla lontana, ai danni di Sanchez; ad una manciata di secondi dall’intervallo il brasiliano del Chelsea Ramirez disegna un pallonetto splendido e perfetto che sposta gli equilibri del match (lo stesso giocatore, ammonito poco prima, salterà la finale di Monaco).

La ripresa è un costante assedio blaugrana al fortino dei blues: Cech e compagni reggono l’urto della cavalleria spagnola e nel recupero colpiscono mortalmente i catalani in contropiede: Torres, subentrato da dieci minuti ad un monumentale Drogba, dribbla Valdes e insacca la rete della propria rinascita.
Vendetta è compiuta quindi, sotto tutti gli aspetti: dopo la semifinale di Stamford Bridge del 2009, in cui pesarono  anche le sviste arbitrali, questa sera è il Barça a recriminare per ul goal annullato per fuorigioco inesistente.

Nel 2008 il subentrato Grant alla guida del Chelsea portò la squadra in finale a Mosca (persa poi ai rigori contro il Manchester), ora il nostro Di Matteo replica e, in entrambi i casi, i due silurati erano portoghesi (lo Special One ed il suo delfino Villas Boas).

Ovviamente, auguriamo al tecnico di casa nostra sorte migliore.

Prosegue invece la “maledizione” dei campioni d’Europa: nemmeno in questa edizione la detentrice potrà bissare il successo dell’anno precedente. Da quando non è più Coppa dei  Campioni, nessuno ci è riuscito – fu il Milan nel lontano 1990 l’ultimo club a farcela.

Aspettando Real Madrid e Bayern, Abramovic & C. possono godersi l’impresa in terra catalana.

Barcellona – Chelsea 2-2

Busquets (B) 35’, Iniesta (B) 42’, Ramirez (C) 46’, Torres (C) 92’