Pellegrini: lasciate tempo a Thorir, io non torno

Ernesto Pellegrini è stato il presidente dell’Inter dei record dell’annata 1988-89, guidata in panchina da Giovanni Trapattoni e che costruì quella squadra partendo dal capitano della Germania Matthäus, assieme ad altri perni della nazionale italiana come il trio difensivo Zenga – Bergomi – Ferri. A distanza di vent’anni dalla cessione della società nerazzurra a Moratti, Pellegrini negli ultimi tempi è stato dato per vicino ancora alla nuova dirigenza guidata da Thorir. Ma l’occasione, la consegna degli Ambrogini, ha permesso all’ex numero uno di ribadire che non vi sono possibilità: “Escludo nel modo più assoluto un mio rientro pur restando legato all’Inter. Ho già dato e ho altri progetti. Escludo nel modo più assoluto un mio rientro. Ho vinto lo scudetto dei record e due coppe europee, quando queste contavano

Zanetti: non mi vedo allenatore

Per Javier Zanetti metà della sua vita è passata correndo sui campi da calcio di tutto il mondo. Capitano modello dell’Inter e per tanti anni bandiera anche della nazionale argentina, il presente è costituito dall’importante ruolo dirigenziale all’interno della società nerazzurra. Intervistato da Mediaset Premium, Zanetti ha allontanato qualunque ipotesi di un futuro da tecnico: “Ho smesso di giocare ieri, sto facendo il mio percorso. Ho parlato con il presidente Thohir, le cose sono chiare. Mi vedo vicino alla squadra nelle partite, durante la settimana faccio altro cose. Futuro da allenatore? Non credo, si soffre troppo…”.

Thorir: entra nell’Inter e lascia il basket NBA

Si vuole concentrare soprattutto sull’Inter il magnate indonesiano Erick Thorir che, dopo pochi giorni essere diventato il nuovo proprietario del club nerazzurro, ha dichiarato di aver ceduto le azioni che possedeva, circa il 15% , del club di basket americano dei Philadelphia 76ers, mitica squadra dell’NBA che ebbe tra le sue file Doctor J, al secolo Julius Erving.

La cifra che Thorir aveva investito nel 2011, momento dell’ingresso nel mondo della NBA, fu di 21 milioni di dollari, importo che è riuscito a recuperare interamente.

Moratti: Thorir mi vuole presidente dell’Inter

Periodo diverso per Massimo Moratti e la sua Inter: dopo mesi di trattative, la società è passata di mano all’indonesiano Thorir, almeno nella maggioranza delle quote, ma lo stesso Moratti rivela al sito Mondo Inter quali siano le prospettive nel rapporto con il magnate orientale: «Abbiamo cominciato a guardarci intorno e c’era un’opportunità con i cinesi che vedeva coinvolto anche il progetto stadio ma ci fu un problema in casa loro che fece saltare il tutto. Poi è arrivato il gruppo di Thohir con tanto entusiasmo e con un grande mercato, la cosa è iniziata ed è poi andata avanti. Per me ora è difficile vedermi in altri ruoli, ma gli indonesiani mi vogliono ancora come presidente, deciderò insieme a loro».

Paolillo propone: perchè non uniamo Inter e Milan?

Paolillo, ex dirigente dell’Inter di Moratti, ha rilasciato un’intervista al quotidiano torinese Tuttosport in cui ha ipotizzato, rimanendo in ambito economico, l’idea di una fusione sportiva fra le due massime società calcistiche milanesi, ovvero Inter e Milan: «La mia, sia ben chiaro, non è assolutamente una proposta alternativa a quanto è stato deciso tra Moratti e Thohir, ma si tratta essenzialmente di un discorso economico che parte dal fatto che siamo in una città dove entrambe le società hanno intenzione di trovare una nuova governance. Il calcio oggi è un’industria e quindi credo non sia da scartare che avvenga ciò che normalmente accade negli ambienti industriali o nelle banche, ovvero una fusione. Che, per me, sarebbe auspicabile piuttosto che avere due squadre che, per mancanza di investimenti, rischiano di perdere competitività ad altissimo livello.»

La benedizione di Zanetti: Thorir farà il bene dell’Inter

Forse ieri è stata l’ultima vittoria dell’Inter targata Moratti ed il 7-0 al Sassuolo pare bene augurante per il passaggio di proprietà che potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore, con i nerazzurri che finiranno nelle mani del magnate indonesiane Thorir.

Ed il capitano dell’Inter Zanetti, ancora ai box per il grave infortunio nella passata stagione, pare voler dare il benvenuto al nuovo proprietario asiatico: “Il Napoli è una delle favorite del campionato e anche la Juventus. Noi siamo partiti bene, se troviamo continuità possiamo lottare per qualcosa di veramente importante a fine stagione. Ci sono i presupposti per poterlo fare, speriamo di essere capaci. Il mio recupero va bene, siamo all’ultima fase. Spero di potermi allenare al più presto coi miei compagni. La società da Moratti a Thohir? E’ importantissimo per la nostra grande famiglia nerazzurra. Thohir farà di tutto per rendere l’Inter più grande”, è stata la dichiarazione rese dall’argentino al Mattino di Napoli.

Moratti: difficile che rimanga presidente dell’Inter

Accordo sul filo di lana quello del passaggio di quote del’Inter fra Moratti e il magnate indonesiano Thorir. Trattative che proseguono da mesi ormai , che riguardano anche il possibile ruolo di Massimo Moratti in seno alla nuova società. Ed alla domanda se resterà una carica per la famiglia proprietaria da un ventennio, il numero uno nerazzurro si è mostrato vicino al passo d’addio.

“Ci dovremo sentire ancora, ma se tutto fila liscio chiuderemo entro un mese. Restare presidente? Non credo”, sono state le parole che fanno pensare alla definitiva uscita di scena, ed ha aggiunto: “La mia famiglia resterà per forza, ma ci sono giocatori che costano 100 milioni e bisogna strutturarsi perchè l’Inter deve restare a un certo livello”.

Abete: benvenuti ai capitali esteri

In un’intervista concessa a Tuttosport, il presidente della FIGC Giancarlo Abete si è mostrato ben disposto all’ingresso di imprenditori stranieri nel calcio italiano. Dopo la Roma, in mano agli americani, potrebbe essere la volta dell’Inter, date le trattative ormai ben avviate ed in merito a questo fenomeno si è così espresso: «L’arrivo di capitali esteri come quelli di Thohir sono un bene per il nostro calcio, la Serie A non deve rimanere chiusa verso l’esterno. Allo stesso tempo, però, il calcio italiano è sempre stato sinonimo delle grandi famiglie di imprenditori, le quali offrono senso d’appartenenza e garanzie diverse rispetto ad un investitore estero. Con capitali esteri però le nostre società potrebbero fare il salto di qualità».