Lazio si riveste con lo stile anni 80: l’Aquila torna sulla maglia

Torna la maglia del -9: così è stata subito ribattezzata la nuova casacca che la Lazio indosserà per tutto il girone di ritorno, a partire dalla gara casalinga di sabato sera all’Olimpico contro il Milan. La maglia nacque da un’idea di Gian Chiarion Casoni, che fu per tanti anni dirigente e poi presidente stesso del club biancoceleste negli anni Ottanta.

Con un comunicato ufficiale apparso sul sito, Lazio e Macron vogliono così celebrare i 115 anni di vita del club. L’ultimo match in cui i laziali scesero in campo con questa divisa fu lo spareggio salvezza a Napoli il 5 luglio 1987 contro il Campobasso, quando un goal di Poli diede la vittoria e la permanenza in Serie B al club allenato da Eugenio Fascetti. In quel torneo la Lazio era partita con una penalizzazione di ben nove punti in seguito allo scandalo del calcioscommesse della stagione precedente.

Beffa per il Taranto: la Serie B e’ uno scherzo

 

 

Non si sono ancora placate le polemiche per quanto accaduto il 28 giugno, davanti al tribunale di Taranto. I fatti: si era sparsa la voce che il Tar del Lazio avesse annullato la penalizzazione di sei punti inflitta al club ionico per inadempienze economiche, sanzione che è costata la mancata promozione in Serie B; qualche preparato buontempone aveva fatto circolare una comunicazione scritta, nella quale si sosteneva che il ricorso presentato dalla tifoseria veniva eccezionalmente accolto e la falsa notizia era stata data da un’emittente locale. Alcune ore dopo però  è arrivata la doccia fredda, perché la vera sentenza del Tar del Lazio recita: “Il ricorso è inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione quanto all’azione annullatoria”.

Tradotto: niente serie cadetta per il club pugliese. Una beffa crudele, aggravata dal fatto che la successiva rettifica, con ammissione del falso clamoroso, è stata data dall’emittente radiofonica di cui sopra.

E pensare che il dg di Lega Pro Ghirelli aveva annusato l’aria: “Tutto inventato, frutto di una mente molto creativa”. Al tifoso non resta dunque che riporre le bandiere e prepararsi ad un’altra stagione di Prima Divisione.