I 25 stadi più incredibili del mondo

stadio

Il tema stadi è sempre caldo in Italia: l’annosa questione, con la tanto richieste legge per la costruzione degli stadi, mai approvata dal Parlamento e praticamente dormiente da anni in qualche cassetto, non spinge i presidenti dei clubs di calcio ad impegnarsi nella costruzione di uno spazio dedicato alla propria squadra e che possa vivere sette giorni su sette grazie a musei o spazi commerciali sempre aperti. Vediamo allora in questa carrellata  le opere più svariate nel mondo che accolgono i tifosi in maniera.

Top Ten: Gli stadi più grandi del mondo

  1. Rungrado May Day Stadium (Pyongyang, Corea del Nord) – 150 mila posti
  2. Salt Lake Stadium (Calcutta, India) – 120 mila posti
  3. Michigan Stadium (Ann Arbor, Stati Uniti) – 110 mila posti
  4. Beaver Stadium (State College, Stati Uniti) – 107 mila posti
  5. Estadio Azteca (Città del Messico, Messico) – 105 mila
  6. Neyland Stadium – 102.455 – Knoxville (USA)
  7. Ohio Stadium – 102.329 – Columbus (USA)
  8. Bryant-Denny Stadium – 101.821 – Tuscaloosa (USA)
  9. Darrell K. Royal/Texas Memorial Stadium – 100.119 – Austin (USA)
  10. Melbourne Cricket Ground – 100.018 – Melbourne (Australia)

Nella Top Ten degli stadi più capienti al mondo, al primo posto troviamo sorprendentemente la Corea del Nord che, con il Rungrado May Day Stadium, struttura che si trova nella capitale nordcoreana e destinata ai matches delle due rappresentativi calcistiche nazionali, maschile e femminile, oltre gigantesca manifestazione, in programma fra luglio ed agosto, del Festival di Arirang, riconosciuto dal Guinness dei Primati come il più grande evento al mondo.

Nella Top Ten troviamo 3 arene destinate al calcio, ben 6 che ospitano partite di football americano ed una per il cricket/football australiano.

Per trovare il primo stadio italiano nella classifica, bisogna scendere fino al 40° posto, dove è posizionato lo, Stadio Giuseppe Meazza in San Siro, Milano, con 80.018. Il Maracanà di Rio de Janeiro, sede dell’ultima finale di Coppa del Mondo, con 82.000 posti circa, è al 38° posto. La struttura più grande d’Europa è invece il Nou Camp di Barcellona, teatro delle gesta dei freschi vincitori della Champions League, situata al 12° posto in graduatoria con 99.354 posti.

Salt Lake Stadium - India

Al secondo posto, Salt Lake Stadium – India

Michigan Stadium - USA

Terzo il primo stadio americano: Michigan Stadium – USA

 

 

 

 

Eidi Stadium

L’Eidi Stadium sorge direttamente sull’Oceano Atlantico, trovandosi nell’arcipelago delle Isole Far Oer. Con una visione del genere, agli spettatori potrebbe non anche preoccupare troppo dover assistere  un match noioso.

Germania: obiettivo Mondiali 2026


Assegnate già le prossime due edizioni dei Mondiali, 2018 e 2022, la Germania punta decisa al terzo, non titolo ma volta in cui il paese teutonico abbia ospitato la massima rassegna calcistica. Il vicepresidente federale Kock, presente al Globe Soccer di Dubai,ha dichiarato le intenzioni del paese di tenere a battesimo il Mondiale, nel 2026 oppure 2030.

“Tutto è nato dalle sconfitte dei primi anni 2000, quando sono sorte le accademie per la preparazione dei giovani talenti. Noi oggi stiamo lavorando sul mondiale del 2030, perché sono già nati i giovani che saranno campioni del Mondo tra 15 anni, con un’età media di 25. Le sconfitte ci servirono per partire, con 56 scuole non collegate direttamente alle squadre ma alle leghe, distribuite in 21 regioni, con la possibilità di far giocare ogni bambino. Il risultato è stato che dal 2008 al 2013 queste accademie hanno formato 629 talenti per la Bundesliga. Per questo, con la felicità legata alla quarta stella, ci dedichiamo a migliorare ancora”. Ed Kock ha così rimarcato le serie intenzioni germaniche: “Ci vogliamo candidare ad organizzare la Coppa del Mondo 2026 o 2030 e questo per modernizzare i nostri stadi”.

Malagò: cambiamo la tessera del tifoso

Il numero uno del CONI Malagò, intervenuto nel corso del convegno “Giochi di squadra. Un cantiere aperto per un calcio migliore” ha lanciato un paio di ipotesi per prevenire la violenza negli stadi. Pubblicata sulla rivista Polizia moderna, il mensile della polizia, Malagò ha dichiarato:”Penso che la tessera del tifoso abbia fatto il suo tempo. Occorre rivisitare completamente i rapporti tra calcio e tifosi”, e sempre in maniera critica , ha aggiunto:  “La tessera identifica, il vero problema però non verte sulla schedatura. Credo non sia possibile accettare che per colpa di poche persone ci sia una forte penalizzazione, in termini di complessità procedurali e burocratiche, a danno di un’intera comunità. Servono stadi nuovi e regole nuove. Le forze dell’ordine devono essere in condizione di agire nell’immediato, dentro lo stesso impianto, come avviene in Inghilterra. Con le nuove strutture attraverso un sistema avanzato di controllo tecnologico, si possono identificare gli autori di atti violenti, che vengono poi trasferiti in un luogo all’interno dello stadio dove vengono trattenuti in attesa del processo per direttissima, che si celebra entro due giorni dall’accaduto. E, in caso di conferma delle accuse, scatta la condanna per due anni, l’automatico divieto di accesso agli impianti e la perdita del posto di lavoro”.

Malagò: De Laurentiis ha idee innovative

Intervistato dal quotidiano partenopeo Il Mattino, alla vigilia di un match importante per gli azzurri in chiave Champions, il presidente del CONI Malagò ha voluto parlare del pari ruolo del Napoli, ovvero l’effervescente Aurelio De Laurentiis: « Il Napoli ha lavorato bene negli anni e la partita di domani sera sarà importantissima per la qualificazione in Champions. De Laurentiis? L’ho sentito, sta rientrando dall’estero per assistere al match contro il Milan, sono d’accordo con lui: abbiamo le stesse idee e ci adopereremo per riformare lo sport. Mi auguro che entro dicembre sia possibile annunciare la legge sugli stadi. Diamoci da fare, De Laurentiis ha competenza e idee chiare ».

Moratti “copia” l’Aik Solna per il nuovo stadio dell’Inter

L’Inter ha deciso: il suo stadio di proprietà dovrà essere come quello dell’Aik Solna. Il club svedese, che ha da poco salutato il mitico impianto di Rasunda (dove si giocò la finale del mondiale 1958 tra Svezia e Brasile), ha già pronta l’avveneristica Friends Arena. Il presidente del Biscione Massimo Moratti, con il metro e la bolla in mano, vuole seguire la strada battuta dalla società di Stoccolma. Purché non debba montarsi i seggiolini da solo, in pieno stile Ikea.

SCAMBIO DI CORTESIE – Johan Strömberg, patron dell’Aik, è atteso in questi giorni a Milano, ospite della società nerazzurra. Lo stesso numero uno scandinavo ha dichiarato ad Fcinter1908.it: “Siamo stati contattati dall’Inter perché ha intenzione di costruire uno stadio di proprietà e sono interessati alla nostra Friends Arena. Andremo a Milano venerdì e ci fermeremo fino a domenica, seguiremo la gara con il Pescara e coglieremo l’occasione per imparare molto a livello di marketing. L’Inter su questo è un grande club.”

LEGGE SUGLI STADI SEMPRE FERMA – Moratti è rimasto davvero impressionato dal nuovo impianto della squadra di Strömberg, però è costretto a mordere il freno. La legge che permetterebbe alle società di casa nostra di avere una “casa per la squadra” tutta sua, è ancora al palo e certo non aiuta il vuoto legislativo attuale. Come ebbe a sottolineare Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A, la legge va bene così com’è, ma il governo tecnico non l’ha mai presa in considerazione durante il suo breve mandato. Servirà quindi che chi verrà eletto prenda in mano la situazione, per portare finalmente il nostro calcio più vicino agli standard europei e permettere ai club di aumentare gli introiti.

 

Stop al fumo negli stadi: quando il buon senso va a farsi benedire

Mossa geniale dei politici del calcio nostrano.
Finalmente è stata scoperta l’origine di tutti i mali del mondo del pallone: la sigaretta.
E allora via! Niente più fumo. Neppure sugli spalti.

E’ questa la “brillante” proposta arrivata dall’Osservatorio del Viminale.
Proposta che, stando alle indicazioni diramate dovrebbe entrare in vigore in tutti gli stadi italiani a partire dal campionato 2013/2014.
L’Osservatorio ha comunque precisato che, prima di prendere una decisione definitiva, verranno ascoltati tutti i soggetti interessati.

Resta da capire perchè sugli vietare la sigaretta sui gradoni dello stadio (all’aperto) e non per strada, non nei pressi delle scuole o appena fuori dagli ospedali .

A noi sembra una decisione completamente priva di senso.
Il solo pensare che l’Osservatorio abbia perso tempo per cimentarsi su questa diatriba lascia allibiti.

E allora ci viene un dubbio: e se fosse solo un bieco mezzo per distogliere l’attenzione degli italiani da altri problemi, ben più importanti di questo?

Solo fumo negli occhi per noi italiani. Tanto per cambiare