Neymar: c’è una cosa che si chiama rispetto

Il Barcellona , con la vittoria in casa dell’Atletico Madrid, si è guadagnato l’accesso alla semifinale di Coppa del Re ed il brasiliano Neymar è stato l’asso vincente dei blaugrana. Tuttavia il comportamento in campo del numero 11 ha provocato le ire dei rivali tanto che Gabi ha sottolineato che “ha un modo di giocare peculiare, soprattutto quando sta vincendo” mentre Cani è stato ancora più incisivo, preannunciando guai per la stella del Barcellona dicendo che “tutta la sua carriera rischia di essere problematica. Neymar ha uno stile di gioco particolare, parla, tira l’erba, è il suo modo”. Ed il calciatore ha voluto rispondere, postando sul profilo Instagram personale l’immagine di ieri sera, festeggiando il goal del 3-2 portando la mano all’orecchio ed il messaggio: “Nessuno è obbligato a piacere a qualcuno, però esiste una parola che si chiama rispetto”.

Omar Abdulrahman, star del calcio arabo

La stella degli Emirati Arabi Uniti Omar Abdulrahman è il tipo di giocatore che sa mettere la palla dove lo desidera. Dopo aver tentato di sfondare in Premier League, effettuando dei provini con Manchester City e Liverpool, forte delle prestazioni in campo durante i Giochi Olimpici di Londra 2012, è rimasto a giocare in patria con la squadra dell’ Al Ain. L’ultimo torneo in cui Abdulrahman ha provato a mostrare al mondo il suo talento è la Coppa d’Asia, prima di essere eliminato con la sua nazionale in semifinale, battuto dall’Australia con un chiaro 2-0.

Materazzi, un penalty per la finale

Di Marco Materazzi ricordiamo tutti senza dubbio uno dei 5 penalty realizzati che diede all’Italia il titolo di campione del Mondo in Germania nel luglio del 2006. Ed oggi pomeriggio, nella semifinale di ritorno del massimo campionato indiano, l’ex difensore dell’Inter ed ora militante nel Chennaiyin, si è trovato sul dischetto per un rigore che non rimarrà forse nella storia del calcio ma…

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Europa League: il Basilea esce a testa alta

Gli svizzeri escono dalla competizione solo in semifinale e contro un Chelsea, tuttora campione d’Europa in carica fino alla finale di Wembley. Gli uomini di mister Yakin si ritengono soddisfatti del loro comportamento e nelle dichiarazioni post – match non emerge alcun rammarico.

Marco Streller: “Non so cosa sia successo nel secondo tempo. Hanno segnato due volte in contropiede, poi è arrivato il terzo gol, bellissimo, e la partita era chiusa. Nel primo tempo abbiamo giocato bene ed entrambe le squadre hanno avuto occasioni, ma il Chelsea è una squadra straordinaria e penso che vincerà in finale contro il Benfica”.

La differenza tra noi e il Chelsea? Circa 500 milioni! Loro sono più forti dal punto di vista individuale e hanno più esperienza, mentre noi eravamo alla prima semifinale. Abbiamo avuto un’ottima stagione in Europa League e ora possiamo pensare al campionato e alla Coppa di Svizzera”.

Lazio – Juventus 2-1: biancocelesti in finale

Lazio 2-1 Juventus

Lazio (3-5-1-1): Marchetti; Biava, Dias, Ciani; Konko, Gonzalez (all’86 Cana), Ledesma, Hernanes (al 63′ Lulic), Radu; Mauri; Klose (al 71′ Floccari). A disposizione: Bizzarri, Carrizo, Cavanda, Stankevicius, Zauri, Brocchi, Candreva, Kozak. Allenatore: Vladimir Petkovic

Juventus (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Peluso; Isla, Vidal, Marrone (al 71′ Marchisio), Padoin (al 69′ Pirlo), Giaccherini (al 76′ Quagliarella); Giovinco, Vucinic. A disposizione: Buffon, Caceres, Lichtsteiner, Pogba, De Ceglie, Matri, Quagliarella. Allenatore: Antonio Conte

Ammoniti: Lazio – Konko, Floccari, Dias; Juventus – Giaccherini, Isla, Vidal, Giovinco

Marcatori: Gonzalez (L) 54′, VIdal (J) 92′, Floccari (L) 94′

Coppa Italia: alla Roma il match di andata, ma è ancora tutto da decidere

All’Olimpico di Roma, giallorossi e nerazzurri si sono sfidati per la semifinale di andata di Coppa Italia,il cui ritorno si disputerà solo il 17 aprile. Bel primo tempo degli uomini di Zeman che passano dopo mezzora di gioco a condurre per 2-0, mettendo quasi il sigillo sulla sfida e lasciando però diverse occasioni da rete insolute.

Il goal di Palacio allo scadere della prima frazione riapre il match che poi , nel secondo tempo vive di emozioni alterne. Prima Alvarez, sul cui tiro si oppone Perrotta a pochi passi dalla porta e poi Lamela, che non approfitta di uno smarcamento in area, sono i momenti su cui si chiude una sfida che deciderà solo fra tre mesi chi avrà la speranza di alzare la coppa nazionale nella finale di maggio.

Roma (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Marquinhos (59′ Castan), Burdisso, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi (77′ Perrotta) Lamela, Destro, Totti. A disposizione: Goicoechea, Lobont, Antei, Castan, Sammartino, Ricci, Lucca, Perrotta, Marquinho. Allenatore: Zeman

Inter (3-5-2, poi 4-4-2): Handanovic; Ranocchia, Chivu, Juan Jesus; Zanetti, Pereira (74′ Alvarez) ,Cambiasso, Benassi (64′ Gargano), Obi (45′ Nagatomo); Guarin; Palacio. A disposizione: Belec, Di Gennaro, Silvestre, Nagatomo,, Mudingayi, Alvarez, Gargano, Jonathan, Rocchi, Bessa, Livaja. Allenatore: Stramaccioni

Arbitro: De Marco di Chiavari

Ammoniti: 39′ Alvaro Pereira69′ Guarin83′ Chivu85′ Lamela

Marcatori: 12′ Florenzi32′ Destro43′ Palacio