Florenzi, il rinnovo lo carica: sputeremo sangue

Fresco di rinnovo di contratto con la Roma fino al 2019, Alessandro Florenzi ha grande voglia di riprendere a correre sulla fascia da subito, rincora che mira al traguardo tricolore, ed i tre punti di distacco dallo Juventus capoclassifica non fanno altro che accendere il suo ardore.

Così a  Sky Sport24 ha espresso la carica agonistica: “Non vincere lo scudetto sicuramente sarebbe una delusione forte, ma non un mezzo fallimento come ha detto Allegri. Noi però ci crediamo e lo vogliamo fortemente anche per la città e per i tifosi”. Ed ha aggiunto: “Ci siamo messi in testa di vincere il tricolore, vogliamo cercare di arrivarci fino all’ultima giornata sputando sangue in ogni partita”.

Amarcord: Milan – Napoli 1987-88

Stagione 1987/88, è la stagione del primo grande trionfo del Milan del presidente Berlusconi. Alla ripresa del campionato dopo le festività natalizie il 3 gennaio 1988, Milan e Napoli si incontrano a San Siro con i partenopei in testa con 21 punti mentre i rossoneri si trovano a 5 lunghezze.

MILAN – NAPOLI 4-1 
Reti: 10′ Careca, 19′ An. Colombo, 24′ Virdis, 73′ Gullit, 78′ Donadoni

MILAN: G. Galli, Tassotti, P. Maldini, An. Colombo, F. Galli, Baresi II, Donadoni, Ancelotti, Virdis, Gullit (82′ Massaro), Evani (85′ Bortolazzi) – All.: Sacchi
NAPOLI: Garella, Ferrara, Francini, Bagni, M. Ferrario (75′ Bigliardi), Renica, Careca, De Napoli, Giordano, Maradona, Filardi (75′ Sola) – All.: O. Bianchi
Arbitro: Agnolin

Pellegrini: lasciate tempo a Thorir, io non torno

Ernesto Pellegrini è stato il presidente dell’Inter dei record dell’annata 1988-89, guidata in panchina da Giovanni Trapattoni e che costruì quella squadra partendo dal capitano della Germania Matthäus, assieme ad altri perni della nazionale italiana come il trio difensivo Zenga – Bergomi – Ferri. A distanza di vent’anni dalla cessione della società nerazzurra a Moratti, Pellegrini negli ultimi tempi è stato dato per vicino ancora alla nuova dirigenza guidata da Thorir. Ma l’occasione, la consegna degli Ambrogini, ha permesso all’ex numero uno di ribadire che non vi sono possibilità: “Escludo nel modo più assoluto un mio rientro pur restando legato all’Inter. Ho già dato e ho altri progetti. Escludo nel modo più assoluto un mio rientro. Ho vinto lo scudetto dei record e due coppe europee, quando queste contavano

Benitez: domani fra Napoli e Roma si lotta per il secondo posto

Posticipo domenicale fondamentale in chiave classifica finale al San Paolo fra Napoli e Roma, le due principali antagoniste della Juve capolista solitaria dall’inizio del torneo. Ed il tecnico spagnolo Benitez pare aver già risposto l’idea di un possibile crollo dei bianconeri in chiave scudetto. In conferenza stampa l’allenatore degli azzurri ha così presentato la gara: «È una gara fondamentale per i nostri obiettivi, cioè il secondo posto per la qualificazione in Champions League senza dover disputare i preliminari ad agosto. Dobbiamo vincere e cercheremo di farlo. La Roma ha una grande difesa? Certo, ma il nostro è un attacco con grandi qualità come peraltro quello dei giallorossi. Se noi giocheremo ai nostri livelli possiamo fare male. Ultimo treno per la Champions?  Non so se è l’ultimo ma se vinciamo possiamo fare un grande passo in avanti. Vedremo cosa accadrà, noi intanto pensiamo a vincere domani. Hamsik? Non credo che ci siano colpe di nessuno per quanto riguarda il suo rendimento. Marek è un grande giocatore, reduce da un lungo infortunio e quindi sono contento del suo apporto e so che può fare la differenza. Lo ha fatto in passato e lo farà anche in futuro».

Euforia Bonucci: lo scudetto è molto vicino

Vittoria secca nel punteggio contro la Roma ancora imbattuta e vantaggio fissato a +8 sugli stessi giallorossi. Il ritorno dalle vacanze per la Juve è sicuramente una bella notizia e il difensore cannoniere Bonucci si esalta ai microfoni di Sky nel dopo partita. “Non era una schema, io di solito attacco sempre il primo palo, stavolta ho aspettato ed è stato Andrea a metterla lì. Sapevamo che in casa nostra dovevamo imporre il nostro gioco e continuare a vincere. Abbiamo concesso poco in contropiede e con questi tre punti ci avvicinano al 32esimo scudetto”, ha detto il terzino che ha con il suo goal, agli inizi della ripresa, messo il sigillo sula risultato finale.

Ilary Blasi fa un passo indietro: niente strip se la Roma vince il tricolore

Sicuramente anche chi non è tifoso giallorosso si stava augurando che lo scudetto prendesse il volo per la Capitale, sponda romanista, dopo che le premesse erano di uno spogliarello da parte della moglie del capitano degli uomini di Garcia, ovvero la splendida Ilary Blasi, show girl affermata del mondo televisivo, nonché bellezza riconosciuta da tanti.

Nel corso del programma Le Iene su Italia 1, di cui è la conduttrice, Ilary ha smentito categoricamente durante un siparietto con gli “Ultras dei VIP” che le chiedevano in pratica di mostrarsi interamente. «Spogliarello in caso di Scudetto? No, no! Neanche per sogno!».

Conte: i nostri nemici cercano di attaccarci

Conferenza stampa molto forte da parte del tecnico dei campioni d’Italia Antonio Conte che, come in trincea, prova a difendere la sua squadra da qualunque tentativo di destabilizzazione dell’ambiente bianconero:  «Sono stati fatti due anni entusiasmanti sotto tutti i punti di vista. Questo è evidente. Ora è iniziato un terzo anno in cui possiamo entusiasmare ancora anche se è stato fatto qualche errore di troppo a livello individuale. Ci si è messa anche la sfortuna ma io mi fido ciecamente di questi ragazzi. Inoltre non sono assolutamente sorpreso dal fatto che si cerchi in tutti i modi di destabilizzare un pochettino la situazione, tutto l’ambiente, queste sono cose prevedibili, anzi facilmente prevedibili da parte mia soprattutto da parte dei nemici. Già, perché questo è il nemico, è il nemico che si nasconde dappertutto, e noi lo dobbiamo sapere. Poi vi ripeto, come vi dicevo due mesi fa, che quest’anno sarà molto più difficile vincere per la terza volta perché in primo luogo le altre squadre si sono molto rinforzate e poi perché a nessuno va bene che la Juventus vinca per il terzo anno consecutivo lo scudetto. La scorsa stagione abbiamo avuto la stessa partenza in Serie A. Abbiamo fatto cinque vittorie e un pareggio. La Roma ha vinto sei volte, quindi bravi loro. Noi abbiamo pareggiato solo a Milano contro l’Inter che è l’altra squadra, insieme ai giallorossi, che può vincere lo scudetto. Noi siamo tranquilli e continuiamo a lavorare. Sono stati fatti degli errori individuali contro il Galatasaray. Ne facciamo tesoro e andiamo avanti. Il ritorno di Matri da avversario? Auguro il meglio a Matri perché è un giocatore eccellente ed un gran ragazzo, ma spero che domani non segni! Il Milan? È stato poco fortunato ad incontrare una grande Juve negli ultimi due anni, altrimenti avrebbe potuto vincere. Quella di domani però sarà una sfida tra due squadre che saranno in battaglia per il titolo. Stiamo parlando di un team eccellente. Loro non si sentono inferiori a nessuno e giustamente puntano allo Scudetto».

Pozzo: il nuovo stadio vale per l’Udinese quanto uno scudetto

Tutto il Friuli ha ora una grande occasione, sentendo lle parole pronunciate dal patron dell’Udinese Giampaolo Pozzo che, a Roma per la firma del mutuo con il Credito Sportivo insieme al Direttore Amministrativo Alberto Rigotto, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Udinese Channel, per celebrare l’accordo di finanziamento: «Il Nuovo Stadio è il nostro scudetto. Ringrazio il Credito Sportivo per averci concesso una formula di pagamento agevolata. Devo riconoscere che l’Istituto di Credito ci ha accompagnato in questo percorso aiutandoci a sviluppare il progetto.  Con il Nuovo Stadio Friuli porteremo in provincia una struttura importantissima per il calcio italiano. Sono molto soddisfatto di come si sono sviluppati questi rapporti, insieme siamo riusciti ad abbattere l’ostacolo più difficile, la burocrazia. E’ stato uno sforzo comune».

Anche Del Piero festeggia lo scudetto bianconero

L’anno passato festeggiava il suo addio ala Juventus con un goal contro l’Atalanta nello stadio bianconero.. Quest’anno, a migliaia di chilometri di distanza, Alex ha inviato tramite il suo sito, un messaggio d’amore alla sua ex squadra.

IL MESSAGGIO DI DEL PIERO

Da quando ho lasciato la Juventus, non ho mai pensato a come sarebbe stato vederla vincere senza di me.
Non l’ho mai fatto, fino a pochi giorni fa, quando i numeri della classifica hanno sentenziato che il secondo scudetto consecutivo, dopo quello del Grande Ritorno, sarebbe stato possibile.
Ho provato a immaginarlo, ma nel mio “film” le immagini erano sempre sfuocate: il fischio finale, i miei compagni che esultano, la coppa pronta per essere alzata, il boato del pubblico. Ecco, qui le immagini cominciano a diventare nitide, e scorrono dinanzi al mio obiettivo. Gli attori protagonisti sono loro, i tifosi. Siete voi.
Per chi gioca a calcio, così è almeno per me, è fantastico vedere i tifosi esultare, sentirli gioire, farli esplodere. Ecco perché quando quel film dalla mia mente si è trasferito nella realtà, quando la Juventus ha rivinto lo scudetto (che bello il verbo rivincere…), il mio pensiero è andato subito a chi sta festeggiando. E stavolta con voi ci sono anche io.
Applaudo i miei compagni, una squadra fantastica, che non smetterò mai di portare nel cuore. Applaudo chi l’anno scorso mi dedicò quel trionfo, mi piace adesso ricambiare quel gesto: confermarsi è stata un’impresa altrettanto grande. Applaudo il lavoro della società, dello staff tecnico, e di tutti coloro che lavorano nell’ombra.
Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.

ONE LOVE

Alessandro

Pirlo: ero già d’accordo con il Chelsea ma poi…

Il primo biennio bianconero è stato pressoché perfetto, bi- campione d’Italia, anche se manca ancora la matematica certezza e club torinese arrivato fino ai quarti di Champions. Per Andrea Pirlo dunque la rivelazione fatta a Sky Sport ha il valore di due chiacchiere in libertà, senza volersi prendere alcuna rivincita: « Credo di essere stato vicino al Chelsea o al Real Madrid, avevo anche accettato i termini dell’accordo con il club londinese, ma Berlusconi intervenne e alla fine restai al Milan. Non ho alcun rimpianto di aver lasciato Milano adesso, avevo bisogno di un cambiamento e la cosa migliore da fare era andare a giocare in un altro club ».